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23 Giugno Giu 2016 1126 23 giugno 2016

La funzione protettiva della nostalgia e il suo significato esistenziale

La Funzione Protettiva Della Nostalgia

Sembra che il pessimismo cosmico e la nostalgia siano due cose contrapposte e che la seconda protegga dal male al cuore provocato dal primo.

Nostalgia, dal greco ‘nostos’, ritorno e ‘algos’, dolore. Il dolore del ritorno.

Molto è stato scritto sulla nostalgia, in modo diretto o indirettamente, scrivendo della nostalgia, sulla nostalgia o con la nostalgia nelle parole e nella testa. Essa si configura come un’emozione vicina alla tristezza, che ci porta a ripensare a qualcosa che fu e che non può più essere e mescola insieme l’appagamento per quello che si è vissuto con l’accettazione che si tratta di un tempo trascorso che non tornerà.

La funzione della nostalgia come risorsa esistenziale

Se tutte le emozioni ci segnalano qualcosa e in questo senso ci servono, a cosa serve la nostalgia? Oltre ad aver ispirato scrittori, musicisti e poeti (e l’intera Odissea, giusto per dirne una), la nostalgia è stata analizzata come risorsa esistenziale. In particolare, Routledge e colleghi hanno svolto nel 2011 una serie di studi, da cui è nata una pubblicazione che in italiano suonerebbe come ‘Il passato che dà senso al presente: la nostalgia come risorsa esistenziale’.

Dopo una tradizione di ricerca che ha guardato alla nostalgia come fattore maladattivo, per non dire addirittura psicopatologico di per sé, a partire dal 2004 diversi autori hanno svolto studi in cui si è dimostrato come il fatto di perdersi in ricordi nostalgici aumenti il tono dell’umore nel lungo termine, rinforzi l’autostima e rafforzi la sensazione di vicinanza agli altri (Wildschut, Sedikides, Arndt, & Routledge, 2006).

L’attribuzione di senso alla vita

E se la nostalgia avesse anche una funzione esistenziale, sì, ma in senso positivo e protettivo? Routledge e colleghi hanno cercato di rispondere a questa domanda e hanno svolto una serie di studi partendo dall’ipotesi che la nostalgia abbia la funzione di sostenere e rinforzare l’attribuzione di senso alla vita. Già in studi precedenti, si era visto che in risposta a stimoli che aumentavano la consapevolezza dell’inevitabilità della morte, le persone che avevano una maggiore tendenza di tratto a sperimentare nostalgia riferivano una maggiore percezione di significato della vita e avevano meno pensieri di morte, rispetto a partecipanti con una minore propensione a essere nostalgici. Inoltre, stimolare sentimenti nostalgici nei partecipanti rendeva meno accessibili i pensieri collegati alla morte (Routledge, Arndt, Sedikides, & Wildschut, 2008).

Da un punto di vista interpersonale, invece, sembra che la nostalgia funzioni come spinta verso la ricerca di un maggiore contatto sociale, e dall’altra parte la maggior parte dei ricordi nostalgici sono ricordi che implicano la compagnia e la condivisione con altre persone (Wildschut et al., 2006).

Nostalgia: cosa emerge dagli studi

Gli studi di Routledge e colleghi sono 6 e hanno analizzato nello specifico:

  • In che misura un aumento di nostalgia comporti anche un aumento nella percezione di significato della propria esistenza
  • Quanto la relazione tra nostalgia e senso della vita passi per il contatto interpersonale e il supporto sociale
  • Quanto la nostalgia funzioni come fattore protettivo contro la mancanza di senso, aumentando quindi quando il significato della vita viene minato
  • Infine, se e quanto la nostalgia rafforzi il benessere psicologico e attenui gli effetti negativi delle esperienze stressanti

Nei primi due studi gli autori hanno rilevato che il livello di nostalgia evocato da una canzone scelta dai soggetti era in grado di predire la percezione di senso, attraverso la mediazione dalla quantità di sostegno sociale percepito: in sostanza, il fatto di sperimentare sentimenti nostalgici aumentava la sensazione di essere amati e sostenuti da altre persone per noi significative, il che a sua volta portava con sé la sensazione di vivere una vita sensata.

Nel terzo e nel quarto studio i ricercatori hanno suddiviso i 54 partecipanti in due gruppi: a metà di loro hanno fatto leggere un estratto da un saggio dall’eloquente titolo ‘Il nostro problema esistenziale: solitudine, depressione, ansia e morte‘ che sosteneva fondamentalmente che la vita non ha senso, mentre all’altra metà hanno fatto leggere un brano sui computer. Subito dopo, hanno misurato il livello di nostalgia riferito dai partecipanti. I risultati hanno mostrato come i soggetti nella prima condizione riferissero in livello maggiore sentimenti nostalgici, confermando il ruolo protettivo di questa emozione, che sembra aumentare in situazioni in cui il senso dell’esistenza personale viene minato.

Nel quinto studio i ricercatori hanno rilevato che stimolare sensazioni nostalgiche in persone con una scarsa percezione di senso della vita aumenta il benessere personale. In questo senso, è interessante notare come un’emozione che viene spesso accostata alla tristezza sia in realtà fonte di maggiore benessere per persone che faticano a percepire un senso dell’esistenza più ampio. E già in questo modo, un’importante funzione positiva della nostalgia sembra emergere.

Il sesto e ultimo studio ha esplorato meglio quanto emerso dallo studio precedente, valutando in modo sperimentale in che misura un compito difficoltoso (composto da una parte in cui veniva richiesto di parlare in pubblico e una parte in cui venivano richiesti complicati calcoli matematici) fosse più stressante per soggetti con una bassa percezione di significato della vita e quanto l’impatto stressante del compito fosse moderato dalla nostalgia, vista come fattore protettivo.

I dati hanno confermato che in effetti le persone con una tendenza generale a attribuire poco senso all’esistenza si mostravano più provati dal compito stressante, ma anche che questo surplus di stress veniva eliminato quando ai soggetti veniva richiesto di ricordare un episodio che stimolava nostalgia prima del compito. In un certo senso, i ricordi nostalgici funzionavano come fattore protettivo contro il livello di stress suscitato dal compito, nei soggetti più esposti a questo tipo di stress perché “portatori” di una bassa percezione di significato globale dell’esistenza...

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