Piero Cecchinato
Specchi e allodole
4 Luglio Lug 2016 1310 04 luglio 2016

Farage abbandona la nave come Schettino

Farage Schettino

«Ho deciso di fami da parte come leader dell’Ukip, perché la vittoria del "Leave" nel referendum significa che ho raggiunto il mio obiettivo politico».
Insomma, Nigel Farage, il principale artefice della Brexit, colui che ha preso per i fondelli l'elettorato con la sparata dei 350 milioni di risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale grazie all'abbanondo della UE, si è dimesso dall'UKIP, il movimento indipendentista da lui creato nel 1993.
Ovviamente, Farage non abbandona il Parlamento Europeo. Ufficialmente intende dare man forte agli altri movimenti indipendentisti che siedono in assemblea ed assistere alle negoziazioni fra UE e Regno Unito.
Lascio a voi ogni considerazione a riguardo. Nel frattempo l'amico Farage continuerà a percepire lo stipendio mensile da parlamentare europeo: 8.213,02 EUR, a cui si aggiunge l'indennità per "spese generali" di 4.320 EUR. Ovviamente trasferte a Bruxelles interamente rimborsate ed altre spese di viaggio e rappresentanza rifuse fino ad un importo di 4.264 EUR l'anno.
Non sto a parlarvi dell'indennità forfettaria di 306 EUR al giorno che l'UE versa per coprire tutte le altre spese sostenute dai deputati nei periodi di attività parlamentare e della pensione assicurata a partire dai 63 anni di età (che populista che sono oggi).
Questi sono i politici che ci piacciono. Quelli che sputano nel piatto dove mangiano. Quelli che convincono una parte dei commensali ad alzarsi da tavola perché la cena fa schifo, ma che continuano a mangiare a sazietà. Quelli che, dopo aver ricoperto il Paese di poster degni della peggior propaganda nazista, preconizzando la fine della sovrana stirpe inglese, anziché guidare la nave verso l'agognata libertà, la abbandonano nel momento più difficile.
Il dramma è che così si conferma l'assenza assoluta del benché minimo piano per il dopo Brexit. Del benché minimo piano per il futuro del Regno Unito. L'obiettivo, l'ha detto Farage, era uscire. Poi si vedrà, ma non sarà lui ad occuparsene.
Insomma, troppo incerto il futuro per rimanere in sella e rischiare di venire additati dalla storia come i principali artefici del possibile fallimento del proprio Paese. Molto meglio abbandonare adesso, lasciare che altri se la vedano.
Tre qualità possono dirsi sommamente decisive per l’uomo politico, diceva Max Weber: passione, senso di responsabilità, lungimiranza. La scarsità delle ultime due sta provocando danni incalcolabili alla nostra democrazia occidentale.

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