Paola Bisconti
Anam
11 Luglio Lug 2016 1421 11 luglio 2016

Il signor Agostino. Una storia speciale

Il Signor Agostino

Il signor Agostino ama uscire di casa ogni mattina e dispensare saluti gentili a tutti, sorride alla gente e adora alzare il cappello facendo un lieve inchino. E' un uomo elegante e solitario. E' molto legato ai suoi oggetti come il cappello e l'ombrello. E' questo un legame fortissimo che gli infonde sicurezza.

Accade di tanto in tanto di indossare una sola scarpa, abbottonare cappotto e camicia insieme o dimenticare uno dei suoi oggetti preferiti. Questo lo fa agitare e innervosire per questo la sua sbadataggine diventa oggetto di derisione da parte dei bambini del quartiere. A raccontarci la storia di un simpatico personaggio è Ingo Shulze nell’albo “Il signor Agostino” edito da Artebambini, tradotto da Stefano Zangrando e illustrato da Julia Penndorf.

Un giorno avviene qualcosa che disturba il signor Agostino spaventandolo ed eccolo lì dimenarsi a tal punto da attirare l’attenzione di chi gli sta intorno. Quelle risate sbeffeggianti non le tollera e quando lui pretende le scuse da parte dei ragazzini che lo deridono questi si rifiutano.

È allora che il protagonista della storia si lascia prendere dalla rabbia e lancia un sasso contro quel gruppo di monelli colpendo una di loro.

Le reazioni della gente in seguito all’episodio mettono in evidenza le paure e i pregiudizi che molti hanno quando nella vita reale si incontrano persone come il signor Agostino.

Gli incidenti non terminano qui perchè accade al protagonista della storia di essere investito e di ritrovarsi in un letto d'ospedale. Al suo risveglio ecco che ombrello e cappello sono lì di fronte a lui, ma un'altra sorpresa lo attende. Clara, la bambina da lui colpita con un sasso, è pronta a prendersi cura del signor Agostino.

Nascerà un'inaspettata amicizia che donerà al signor Agostino più fiducia in sè stesso.

La storia splendida e imperdibile accompagnata da coloratissime illustrazioni ci invita a riflettere su vari temi fra i tanti anche su quello della follia, un argomento di straordinaria importanza, e sulla solitudine così come sulle insicurezze e le angosce di ciascuno di noi.

C’è un senso in queste pagine racchiuso in una parola che non leggiamo ma emerge fortissimo ed è dignità che va di pari passo con libertà. Grazie a letture come queste possiamo e dobbiamo educare i più piccoli (e non solo) a rispettare chiunque si trovi in una condizione di emarginazione qualunque siano le cause che hanno generato una simile condizione. Dal rispetto si giunge all’inclusione e all’accettazione delle differenze. I libri insegnano, sempre.

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