Paola Bisconti
Anam
20 Luglio Lug 2016 1143 20 luglio 2016

La simmetria dei desideri

La Simmetria Dei Desideri

“La simmetria dei desideri” di Eshkol Nevo pubblicato da Neri Pozza Editore e tradotto egregiamente da Ofra Bannet e Raffaella Scardi, madre e figlia, racconta le vicende di quattro inseparabili amici che mentre guardano alla televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998 contesa tra Francia e Brasile decidono di scrivere su un foglietto i propri desideri, quelli che vorrebbero realizzare nei successivi quattro anni da confrontare poi durante la finale della coppa del mondo nel 2002.

È Amichai, venditore di polizze mediche ai malati di cuore, padre di due figli nati dal matrimonio con Ilana definita la Piagnona perché insofferente davanti al linguaggio criptico degli amici, alle loro battute e alle interminabili chiacchierate, a proporre a Ofir che lavora come pubblicitario ma sogna di girare un film con i suoi amici. Dalla personalità complessa Ofir tenta di dare un significato alla vita tanto da partire per l’India mistica e tornare con un nuovo amore, Maria. A far parte del gruppo c’è anche Yoav conosciuto da tutti come Churchill, avvocato e specializzato in conquiste di donne maritate e benestanti, incantevole seduttore che nasconde una profonda insicurezza, e ancora Yuval, convinto pacifista che lavora come traduttore dall’inglese all’ebraico per gli studenti del corso universitario di Scienze Sociali e Lettere, e che da un tempo interminabile scrive la sua tesi. È lui la voce narrante di questa storia.

Vi è poi un quinto amico, Shachar Cohen, che compare solo in pochi e brevi punti della narrazione perché il ragazzo preferisce vivere lontano dalla famiglia che non accetta la sua omosessualità e da Israele. Shachar è in una perenne fuga principalmente da se stesso.

Amichai, Ofir, Churchill e Yuval non hanno ancora trent'anni e insieme hanno condiviso gli studi, i viaggi, le avventure, i gusti musicali, gli amori. A legarli è un sentimento sincero, complesso e a volte tormentato. A saldare l’unione è la volontà di confrontarsi costantemente senza nascondere mai i propri sentimenti, paure o debolezze. L’amicizia però non è l’unico sentimento che primeggia tra le pagine perché a prevalere è anche l’amore, quello per un’adorabile ragazza di nome Yaara. Lei è al centro dei desideri di Yuval che sul bigliettino scrive: «Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia». La relazione tra i due però termina a seguito dell’intervento di Churchill che conquista Yaara.

“A Churchill le ragazze non facevano paura, la vita in generale non gli faceva paura; lui l’affrontava a petto scoperto, con ampi gesti delle braccia e con le stringhe slacciate; dentro di me sapevo che non sarei mai stato proprio come lui, ma credevo, o volevo credere, che lentamente, a furia di passare tante ore insieme, qualcosa della sua bramosia mi avrebbe contagiato, e anch’io avrei smesso di trattare le ragazze come dee di marmo”.

A far da sfondo alla trama ci sono le città di Tel Aviv e Haifa. Siamo all’inizio del nuovo millennio e la tensione del conflitto israelo-palestinese si avverte tra le pagine. I ragazzi tentano di lasciarsi alle spalle alcune ferite ancora aperte come la Prima Intifada, periodo durante il quale sono stati arruolati nell’esercito, e che cercano di dimenticare. La Seconda Intifada però li obbliga a fare i conti con una società lacerata dove sembra impossibile realizzare i propri desideri.

Il romanzo di un’intensità struggente ha una struttura narrativa forte che poggia su uno stile elegante a tratti ironico che non cade mai nella banalità e nella retorica del sentimentalismo, ma scava a fondo nelle più complesse stanze dell’anima dei protagonisti del libro. Ciascuno così differente eppure indispensabile l’uno all’altro la cui amicizia stessa sembra dare un senso alla loro esistenza e offrire uno slancio di miglioramento per se stessi e il resto del gruppo.

Il lettore ha la possibilità di condividere con i ragazzi il turbinio di emozioni che caratterizza la loro vita. Nel testo ritroviamo l’amarezza, la felicità, la solitudine, la condivisione.

Sono toccanti le riflessioni dei protagonisti sull’avvenire, sul trascorrere del tempo, sul concetto di futuro e sulle incertezze che incombono nei percorsi della vita.

“Questa danza ininterrotta di avvicinamenti e allontanamenti è proprio il cuore del movimento fra amici”.

Non c’è un lieto fine in questa storia, ma neppure la tragedia. Tutto rimane incompiuto. I desideri appuntati su quei fogli non si realizzeranno mai così Yuval decide di scrivere un libro tentando di trovare almeno nella scrittura un equilibrio armonico che nella realtà non si è riuscito a trovare. Yuval ha scritto per “completare una stupenda simmetria”.

"La simmetria dei desideri" è uno di quei romanzi da leggere almeno tre volte nella vita. La prima per conoscerne la trama, la seconda per addentrarsi nella complessità dei sentimenti dei protagonisti e la terza per lasciarsi travolgere dall'ineluttabile fascino stilistico narrativo.

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