Federico Iarlori
From Paris with blog
27 Luglio Lug 2016 1016 27 luglio 2016

C'era una volta lo Stato

Hollande
Il Presidente francese François Hollande

Lo stato d’emergenza in Francia è stato prolungato di altri sei mesi anche se non serve a una mazza. Eccola, la fantastica iniziativa di François Hollande e del suo Governo di mentecatti. Ora sì che ci sentiamo più sicuri. Mentre a me controllano lo zainetto con l’asciugamano, il costumino e gli occhialini prima di entrare in una piscina comunale, un pazzo può tranquillamente ammazzare più di ottanta persone falciandole a bordo di un camion durante la festa della Repubblica; o meglio ancora: un individuo con il braccialetto elettronico che ha tentato più volte di partire a fare la jihad in Siria può entrare in una chiesetta di campagna e sgozzare un prete con nonchalance. Ma scusate, se non fosse in vigore, questo stato di emergenza, cosa succederebbe? L’apocalisse?

Ammesso e non concesso che l’unico modo per evitare questo genere di attentati sarebbe reclutare i poliziotti di “Minority Report”, quelli che arrestano i criminali prima che abbiano commesso il fatto - meglio rileggerseli comunque i libri di Philip K. Dick, Aldous Huxley e compagnia di questi tempi -, le iniziative dello Stato francese danno l’impressione di essere totalmente inutili. O quasi. Sì, perché a qualcosa servono: a distogliere l’attenzione dalle cose che contano, come quella porcata della riforma del lavoro proposta dalla meravigliosa ministra El Khomri. Senza gli eroi della Nuit Debout, che alla fine si sono seduti su una sdraio in spiaggia, e le città paralizzate dall’onnipresente rischio di un attentato, chi vuoi che ci pensi più a quella legge, votata e definitivamente approvata a colpi di ricorsi all’articolo 49.3 - cioè senza passare dal Parlamento?

Come se non bastasse, gli esponenti dei partiti politici - che ormai sembrano diventati tutti dei becchini e che non fanno altro che twittare frasi di cordoglio dopo ogni attentato - non rinunciano alle loro sporche strumentalizzazioni. Una poliziotta denuncia il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve di aver esercitato pressioni per mentire sull’insufficienza delle misure di sicurezza a Nizza e il Primo ministro Manuel Valls la accusa di essere in combutta con la destra; la destra critica l’incapacità del Governo e Valls li accusa di “trumpizzazione”. Insomma, mentre i mocciosi si litigano il gelato, la Francia sembra lanciata a folle corsa verso la guerra civile. Michel Houellebecq e pochi altri con lui l’avevano detto da tempo. Come capita sempre con i grandi, erano stati ridicolizzati, umiliati dall’arroganza e dalla spocchia degli ignoranti e dei saccentini di turno. E invece avevano ragione loro.

@fredjarl

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