Carlo Daveri
PMI & Made in Italy
27 Luglio Lug 2016 1202 27 luglio 2016

Incremento tendenziale del fatturato delle PMI italiane

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Non è l’anno della ripresa sostanziale, ma ci sono segnali confortanti.

E’ quello che segnala l’Osservatorio Economico di Confesercenti che prevede al 30 settembre 2016 un incremento del fatturato delle PMI nel commercio, turismo e servizi del territorio di almeno due punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Una crescita lenta, seppur positiva in alcuni settori, quali turismo e food.

Una crescita di fatturati non omogenea, non solo in base alla tipologia merceologica, ma anche in relazione alla collocazione delle imprese nel territorio (quelle in localizzate nei centri storici vanno meglio in termini di incremento del valore).

Segnali di vitalità del sistema imprenditoriale si riscontrano, soprattutto, nel Mezzogiorno: difatti, tra aprile e giugno del 2016, vi è stato un incremento di 38.000 nuove PMI di cui ben 14.500 al Sud. Un risultato che evidenzia la partecipazione crescente dell’imprenditoria nel meridione, rispetto al saldo nazionale degli ultimi anni, specie dal 2008 in avanti.

Difatti, negli ultimi otto anni la quota del saldo nazionale delle aziende del Mezzogiorno è passata dal 29% al 38,1% del secondo trimestre del 2016.

Il tasso di crescita complessivo delle regioni del Sud si attesta a +0,73%, in aumento rispetto agli ultimi due anni, contro lo 0,63% della media nazionale.

Da sottolineare, come le regioni italiane hanno chiuso l’ultimo trimestre con saldi positivi tra aperture e chiusure. In termini assoluti, il primato va alla Lombardia che ha visto crescere il numero delle PMI (+5.759 nuove imprese), seguita dal Lazio, dalla Campania, dalla Sicilia e dalla Puglia.

Ragionando, invece, in termini percentuali, una regione particolarmente dinamica è stata il Molise (+1,09% di crescita delle PMI in questo territorio, rispetto all’anno precedente) insieme alla Basilicata (+1,06%).

Il Commercio è stato il settore che ha riscontrato il saldo più consistente: difatti, sono state ben 8.924 le nuove imprese nel territorio italiano, seguite dalle attività di turismo, ristorazione, agricoltura, costruzioni e servizi alle imprese.

La metà del saldo complessivo delle imprese è costituita da società di capitali, con una leggera accelerazione in termini percentuali rispetto al 2015.

Le imprese individuali presentano, invece, un tasso di crescita dello 0,53% pari a quello del 2015, mentre rallenta lievemente il tasso di crescita delle cooperative e dei consorzi, pari a un incremento nel 2016 dello 0,64% contro lo 0,82% dell’anno precedente.

Infine, mi preme sottolineare, come siano importanti tre misure strategiche per la crescita sostanziale delle PMI italiane e dell’economia in senso lato: 1) rilancio dei consumi, attraverso politiche fiscali sostenibili ed eque, orientate prevalentemente al ceto medio; 2) potenziamento ulteriore dei sistemi di credito e finanziamento alle imprese; 3) adozione di misure ad hoc, studiate per favorire ed accelerare nuovi investimenti allo scopo di internazionalizzare le imprese italiane e renderle proattive verso nuovi mercati.

A tal proposito, sarebbe opportuno che anche la politica, con spirito riformatorio, si decidesse ad aiutare le imprese in un percorso con meno ostacoli di quelli attuali. Difatti, aiutandole in modo strategico, si potrebbero raggiungere crescite maggiori per le stesse imprese, in tempi decisamente più rapidi.

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