Paola Bisconti
Anam
11 Agosto Ago 2016 1253 11 agosto 2016

Il piegatore di lenzuoli

Il Piegatore Di Lenzuoli

Ci sorprende ancora una volta Roberto Piumini con la raccolta “Il piegatore di lenzuoli” pubblicato da Nino Aragno Editore nella collana Licenze. Dopo aver vergato racconti, romanzi, fiabe, testi teatrali ci propone una sorprendente serie di racconti in versi. Il ritmo poetico dei componimenti si presta perfettamente ad una interpretazione teatrale allietando la lettura di grandi e piccini che si accostano a questo volume particolarmente intrigante.

Piumini racconta la storia di un uomo che tenta di ritrovare se stesso prestandosi al servizio delle donne, coloro affaccendate nei servizi domestici in particolare durante il momento che prevede la piegatura dei lenzuoli. Ve lo siete mai chiesto quanto sia difficile per una casalinga piegare un lenzuolo, magari quello matrimoniale, tutto da sola? Ci vuole ingegno e abilità, doti che non mancano alle donne ma si sa… una mano data per giunta da un uomo come quello descritto nel primo dei racconti del testo può fare davvero piacere.

Sfiorando l’erotismo, seguendo il filo della sensualità quest’uomo misterioso e senza identità affascina e ammalia, seduce e incanta.

“Un lenzuolo ha una mite armonia. /Tendenzialmente puro, gran quadrato/o meglio che quadrato,/fatto a sezione aurea, però/imperfetta, in modo che rimanga/un dubbio quieto nella perfezione:/un lenzuolo, sia seta silenziosa/o sia limpido lino, liscio, orlato,/è il fagotto slegato/per la merenda dei sogni”.

Sembra infatti di trovarci in un contesto onirico leggendo queste pagine dove si perde la cognizione della realtà. È abitudine quella di Piumini di giocare con la fantasia. In questo volume l'autore ci conuce nell'entusiasmante volo a bordo di una “Mongolfiera” o presentandoci il “Vampiro generoso” per poi ancora perderci nel fascino del “Poema tango” fino ad ammaliarci con il “Canto della Parigi-Dakar”. Non mancano nel libro riferimenti alla storia e alla mitologia con le “Tre leggende di Manta” e “Teseo” intento a sfidare il Minotauro.

La poesia narrativa consente al lettore di cogliere la bellezza della tradizione orale che offre alla voce un ruolo principale nel narrare le storie tramandate da generazione in generazione. A confermarlo è Milva Maria Cappellini che nella postfazione scrive “Nell’eco della voce, il discorso poetico non è più irrigidito dal metro, ma in esso si sviluppa, conciliando riconoscibilità della forma, mimesi della parola parlata, movimento dell’evento narrato. Così, il ritmo del verso coincide con il ritmo profondo del raccontare, con il suo battito ricorrente e al tempo stesso disponibile a ogni mutazione: ripresa, ripetizione, sospensione, scioglimento”.

È un modo questo di raccontare la verità mediante un inconsueto gioco stilistico che solo un grande autore come Roberto Piumini è in grado di attuare ricorrendo a una straordinaria abilità nel narrare che noi lettori possiamo apprezzare nelle sue numerose e variegate opere letterarie.

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