Paola Bisconti
Anam
25 Agosto Ago 2016 1526 25 agosto 2016

Oltre il vasto oceano

Oltre Il Vasto Oceano

Quella di Beatrice Monroy in “Oltre il vasto oceano. Memoria parziale di Bambina” pubblicato da Edizioni Avagliano è una voce potente. La capacità di testimoniare un passato glorioso come quello della sua famiglia attraverso una scrittura intensa e raffinata cattura l’attenzione del lettore. Figlia di un noto scienziato noto in tutto il mondo per via delle sue eccellenti ricerche, Bambina – voce narrante del racconto – cresce coltivando la passione per la scoperta. Il libro stesso nasce da un ritrovamento avvenuto per caso quando l’autrice insieme alle sorelle trova l’archivio del padre conservato meticolosamente dalla madre.

La scoperta ha suscitato una lungimirante intuizione in Beatrice Monroy che ha deciso allora di comporre il romanzo. Mescolando il proprio passato ad alcuni dei più importanti eventi storici emerge un’esistenza bizzarra caratterizzata da una serie di episodi magistralmente narrati tra le pagine del volume.

Cresciuta con una Fraulein austriaca che le impartiva lezioni private, Bambina non ha potuto frequentare la scuola ma nella sua vita sui generis ha avuto modo di conoscere personaggi noti e intellettuali di spicco dell’epoca. Sono numerose le figure menzionate alcune di queste particolarmente impegnate nel sociale. Ricordiamo gli attivisti Danilo Dolci e Peppino Impastato, il giornalista Mauro De Mauro, lo scrittore Leonardo Sciascia ma anche Franca Viola, simbolo dell’emancipazione delle donne italiane.

Le donne nel romanzo hanno un ruolo centrale. Sono loro il fulcro vivo della famiglia Monroy. C’è Anna, Cornelia, Aurora, Angela, Adele. Ed è grazie a loro che la storia non è andata persa. Una storia vissuta tra l’America e numerose Paesi europei. Palermo tuttavia rimane il perno del racconto. La città che in quel periodo – siamo negli anni ’60 – viveva un profondo cambiamento, dove i tentacoli della criminalità organizzata stavano appropriandosi della politica e dell’economia privandola del prestigio e della lucentezza di un passato glorioso.

I ricordi accumulati riemergono senza un ordine preciso offrendo vivacità alla narrazione. Non occorre il rigore cronologico per addentrarsi in una lettura che sprigiona il profumo del mare, emana luce come quella del sud Italia e offre una bellezza letteraria impareggiabile. La scrittura, delicata ed elegante, ammalia e incanta grazie alla sensibilità e alla finezza di Beatrice Monroy.

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