Rosario Pipolo
L'ambulante
30 Agosto Ago 2016 1830 30 agosto 2016

L'anteprima di "Le 4 giornate di Vasco" nel backstage di Unici

Backstage Unici Vasco Foto Rosario Pipolo 7
Vasco e Giorgio Verdelli (Foto di Rosario Pipolo, Lignano Sabbiadoro 2016)

Succede raramente che si riesca a raccontare un artista musicale in un format televisivo spegnendo per un attimo le luci della ribalta, decifrandone la persona, cogliendone intimità, interiorità, riflessione a lungo raggio dal personaggio. Giorgio Verdelli, autore del famoso programma televisivo Unici, ci riesce meravigliosamente e lo vedremo in Le 4 giornate di Vasco, lo speciale dedicato al rocker di Zocca in onda stasera alle 21.25 su Rai 2. C'è una scorciatoia per avvistare il lavoro, la passione e la fatica di Giorgio e del suo staff: raccontarvi il backstage della lavorazione.

Lo scorso giugno, infatti, sono stato ospite della troupe di Unici a Lignano Sabbiadoro, in occasione delle riprese della tappa numero 0 del Live Khom 16 di Vasco. Mentre ci aggiravamo dietro il palco per intervistare musicisti e collaboratori storici del Blasco, io tra taccuino e macchina fotografica li osservavo e di tanto in tanto mi accostavo a Giorgio per capire quale fosse il segreto:

Intanto competenza e professionalità. Il resto lo fa anche l' empatia che si sviluppa con l'artista, specie se lavori su contenuti relativi al suo vissuto. Non ci sono ricette o format, ma solo una sensibilità che devi adeguare al racconto televisivo. (Giorgio Verdelli)

Verdelli ci ha regalato in tanti anni ritratti "unici" di musicisti, da Zucchero a Pino Daniele, attraverso la televisione che arbitra il pubblico e i ritagli della vita privata nell'almanacco delle canzoni.
Vasco non ha bisogno di presentazioni e le quattro date sold out di quest'estate all'Olimpico di Roma sottolineano una riflessione del rocker di Zocca:

Ci consideravano dei balordi, ma qui c’è gente che ha speso una vita per suonare la chitarra in quel modo lì. (Vasco)

Quando Vasco è arrivato nel tardo pomeriggio per il sound check, dietro il palco si respirava l'atmosfera di una grande famiglia. Bastava un sorriso, un sguardo o una pacca sulla spalla per capire a pelle il legame e la complicità del Blasco con ciascuno dei collaboratori.

La stessa complicità che c'è con il pubblico che lo segue da una vita, come ha raccontato lui stesso a Verdelli:

Con loro ho un discorso diretto, racconto le cose che sento veramente, confesso delle debolezze, delle cose che ho e loro se le ritrovano dentro perché le hanno già. Io racconto quello che racconterebbero loro se avessero lo stesso strumento che ho io, che è quello di scrivere canzoni. (Vasco)

Noi e Vasco, Vasco e noi della troupe di Unici sotto il sole d'estate a condividere un momento speciale, come se l'aria domestica che si respirava dietro il palco a Lignano fosse una sorta di pozione magica per trasformare questa puntata di Unici in un vero docu-fiction.


Cogliere il momento è come scegliere il miglior riff in un solo di chitarra! Bisogna stare sul tempo e capire come interagire senza perdere di vista il discorso complessivo. Uno degli obiettivi di Unici è raccontare il lato nascosto di un successo straordinario. (Giorgio Verdelli)

Il tratto distintivo che fa di Unici un format di successo è saper cogliere il momento, modulando un'emozione condivisa per farla diventare il battito pulsante dello storytelling. Ne sono stato testimone in prima persona. Ripenso a Vasco che si incammina a passo lento, al centro dello stadio di Lignano, incrociando gli sguardi di noi della troupe.

Vasco da solo che assisteva alle prove della band sul palco a Lignano... Lui è uno degli artisti più istintivi che esistano ed è venuto da noi mentre provavano "Senza Parole". Un momento emozionante... (Giorgio Verdelli)

Il mio weekend dedicato al backtage di Unici mi ha restituito le canzoni di Vasco, che hanno mappato le staffette generazionali degli ultimi quarant'anni, attraverso dischi che fluttuano ancora sotto la nostra pelle; storie di vita musicate e concerti dal vivo, per tanti la casa comune dove ritrovarsi e crescere insieme.
Adesso che siamo grandi, possiamo urlare sottovoce che la musica del Blasco diventa patrimonio di tutti noi, nelle circostanze impensabili delle vita, appena una canzone ci aiuta a sfidare il destino. Siamo grati a Giorgio Verdelli per avercelo ricordato in Le 4 giornate di Vasco. Buona visione.

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