Rosario Pipolo
L'ambulante
6 Settembre Set 2016 0700 06 settembre 2016

Madre Teresa e i social network: la canonizzazione ritardataria

Madre Teresa Santa

Il 4 settembre Twitter ci ha raccontato sulla sua timeline la canonizzazione di Madre Teresa, personaggio chiave del XX secolo e esempio unico di santità laica che si è fatta dialogo tra le religioni.
Il furore dei social network, fatto da milioni di impression dell'hashtag #MadreTeresa, ha riscattato la suora rivoluzionaria di Calcutta da quella bassa frequenza mediatica legata alla scomparsa terrena del 5 settembre 1997, offuscata dalla morte prematura di Lady Diana di pochi giorni prima.

Tirando fuori dal mio archivio la rassegna stampa cartacea di quei giorni, restano diverse perplessità e mi chiedo perché aspettare tanto tempo per questa canonizzazione, alla luce di alcune santificazioni accelerate con il supporto dei poteri forti della Chiesa.


Madre Teresa, che negli anni '50 fondò l'ordine delle Missionarie della Carità, mise in atto una rivoluzione nell'India ex giacimento dall'Inghilterra schiavista e colonialista, costretta a fermare gli eserciti davanti all'indipendentismo pacifista del Mahatma Gandhi.


La suora minuta di origine albanese, facendosi "povera tra i poveri", oltre ad essere stata la porticina che ha spalancato sull'Occidente guerrafondaio la spiritualità e il pacifismo dell'Oriente, ha frantumato l'immaginario della santità fatta di altarini, devozioni folcloristiche e aureole.
Il Premio Nobel per la Pace assegnatole nel 1979, sul tramonto di un decennio caldo, fu un segnale marcato di quanto il pacifismo e la suo movimentismo irrequieto avessero imboccato nuove strade, alla luce di scenari politici e sociali in trasformazione.

Riuscite ad immaginare Madre Teresa da santa sotto le spoglie di una statuetta con un cero acceso? Sicuramente no e lo ribadisce anche il popolo dei social network attraverso milioni di pensieri, sottolineando che continuerà a ricordarla come Madre perchè, al di là di ogni ufficializzazione, la santità le era stata già riconosciuta in vita.
Rimane insipido l'insidioso intervento della giornalista Krithika Varagur, apparso qualche mese fa su Huffington Post, che ha tentato di distruggere un mito attraverso le armi di cartone di un giornalismo demodé.

La mia collega Varagur non ha considerato che Madre Teresa ha rappresentato la bellezza di Dio in terra ed ha abbagliato gli orrori umani del '900 - dal genocidio di Auschwitz a quello di Hiroshima - senza bisogno di riflettori artificiali.
Il segreto della sua santità è tutto scritto qui e galleggia sulle acque mistiche del Gange, nella sua India che custodisce le spoglie mortali:


C'è un solo Dio, ed è Dio per tutti; è per questo importante che ognuno appaia uguale dinnanzi a Lui. Ho sempre detto che dobbiamo aiutare un indù a diventare un indù migliore, un musulmano a diventare un musulmano migliore ed un cattolico a diventare un cattolico migliore.

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