Paola Bisconti
Anam
7 Settembre Set 2016 1109 07 settembre 2016

Charlie Chaplin in The Kid

Charlie Chaplin

La letteratura su Charlie Chaplin è una delle più vaste e ricche che un artista possa vantare. Su di lui sono stati scritti migliaia di articoli, decine di libri e centinaia di saggi. Oggi vi propongo “Charlie Chaplin in The Kid” un volume che contiene testi di Sergej M. Ejzenstejn e del grande regista Charlie Chaplin scritto nel 1937 e pubblicato per la prima volta nel 1945 all’interno di una collana sulla storia dell’arte cinematografica mondiale. Poi nel 1949 il libro giunge in Italia grazie ad Einaudi ma col tempo vengono apportate nuove modifiche per giungere alla versione più recente che risale al 2004 per opera della casa editrice SE. La copertina del libro curato da Sergio Pomati e tradotto da Chiara Concina è la locandina del celebre film “Il monello” scelta perché aiuta a coglierne il tratto essenziale dell’indimenticabile artista. Lo ricordiamo infatti con un eterno sguardo di bambino.

Il saggio è un omaggio a Chaplin che il regista Ejzenstejn ebbe modo di conoscere nel periodo in cui lavorò in America. Ad unirli vi era un legame sincero basato su una stima profonda. Leggiamo infatti “Per questo amore verso l’uomo, per il vostro desiderio di partecipare alla lotta dell’uomo in cerca della sua dignità e di condizioni di esistenza degne di lui, per le vostre magnifiche opere, si vorrebbe battervi confidenzialmente sulla spalla, come si usa da voi, in America, e dirvi dal profondo del cuore: <<Hello, Charlie!...Mano nella mano per molti anni ancora, e lunga vita ai più grandi ideali dell’umanità!>>”.

Una nutrita documentazione filmografica, bibliografica e fotografica arricchisce il testo che non intende offrire al lettore la concezione del mondo di Chaplin ma piuttosto la sua capacità di cogliere la vita che genera le concezioni inimitabili di ciò che viene chiamato umorismo chapliniano. Chaplin andava oltre le valutazioni morali o etiche sugli eventi più terribili che tormentavano gli anni da lui vissuti. Nel suo melodramma comico coesistono in un equilibrio sublime sorriso e lacrime. In un’intervista sul film “Tempi Moderni”, un’opera ritenuta una favola satirica, che racconta lo sfruttamento dell’uomo Chaplin aveva detto: “Molte persone vi hanno visto della propaganda, ma io ho voluto solo volgere al ridicolo una follia collettiva della quale soffriamo tutti. Se avessi cercato di dire al pubblico ciò che andrebbe fatto in questo contesto, dubito fortemente che ci sarei riuscito in modo divertente nell’ambito di un film comico. Avrei dovuto farlo seriamente, dall’alto di una tribuna da oratore”.

Solo un genio come Chaplin poteva essere capace di mostrare il mondo in maniera così veritiera, intelligente e lungimirante tale da far punire la realtà con il suo stesso riso. Il suo umorismo si basa su una risata spontanea e ingenua che non si basa su una sentimentalità artificiosa ma che risulta essere efficace e immediata. Creando il personaggio immortale di Charlot l’artista propone con semplicità se stesso preferendo al sonoro il muto perché convinto che il parlato snatura la poesia narrativa cinematografica: “Il dialogo è tanto poco necessario al cinema quanto le parole in una sinfonia di Beethoven”.

Il libro mette in risalto lo stile stupefacente di Charlie Chaplin inventore di una satira folgorante.

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