Antonio Murzio
Cronache murziane
12 Settembre Set 2016 1039 12 settembre 2016

Michele e il suo Inchiostro, quando la Puglia "non prende riggetto"

Michele Galgano

“Ti devo dire un fatto”, anzi “volevo dirtelo ma non è uscito il ragionamento”. Sono espressioni pugliesi che insieme a tante altre sono diventate virali grazie a Inchiostro di Puglia, un’idea partorita dalla fervida mente di un pugliese che vive a Milano, Michele Galgano, 39 anni. La pagina Facebook di Inchiostro di Puglia veleggia ormai verso i 150mila follower, per cui, per rimanere in tema di identità pugliese, ci siamo posti il quesito: “ma questo Michele a chi appartiene?”, espressione che nel Tacco d’Italia si usa quando si vuol sapere qualcosa in più su una persona. Per saperlo lo abbiamo chiesto al diretto interessato.

Michele, partiamo dall'inizio: chi sei? cosa fai nella vita?

«Sono un Pugliese a Milano. Nostalgico quanto basta. Lavoro per una multinazionale del Settore Energia».

A quanti anni sei venuto via dalla Puglia e perché? Non dire che sei tra quelli che “non tenevi manco gli occhi per piangere” e “sei venuto a lavorare dalle parti di sopra”?

«Partito con la valigia (non di cartone) 15 anni fa alla volta di Milano. Perché a casa mia non vedevo prospettive di futuro. Una scelta molto comune. Una scelta molto difficile».

Come ti è venuto in mente Inchiostro di Puglia? E come lo definiresti: un blog, una nostalgia canaglia 2.0, un recupero delle tradizioni?

«L’idea era semplice. La Puglia legge pochissimo (71% di non lettori). La Puglia scrive benissimo (tanti gli scrittori pugliesi al Top delle classifiche).
Volevo usare le penne dei nostri talenti per avvicinare la gente alla lettura, sfruttando l’enorme potere dei social. Questa l’idea iniziale che ha ispirato il blog ed il libro. Ma poi abbiamo fatto tanto altro. Battuto anche strade diverse.
Diciamo che tutto nasce un po’ per nostalgia. Questo sì».

Perché pensi stia riscuotendo tanto successo? E' la risposta terronica al Milanese imbruttito? In questo caso saresti un bel “appicciafuoco” (attaccabrighe, ndr). O c'è un bisogno disperato in giro di non disperdere la propria identità?

«Identità. E’ la parola intorno a cui ruota il successo dell’operazione delle Card #SiDiceCosì. Nel nostro modo di parlare, nella saggezza dei nostri proverbi, nell’ironia delle nostre espressioni, c’è tutto un mondo legato alle nostre radici. In un mondo senza più punti di riferimento, c’è forte bisogno di appartenenza».

A Milano in metro, sugli schermi di Telesia Tv, si sono visti i detti di Inchiostro di Puglia. Solo perché Milano è la seconda città della Puglia per numero di abitanti pugliesi? Come è nata la collaborazione?

«A Milano, Roma e Brescia per la precisione, oltre che in 13 aeroporti italiani. Questa importante collaborazione con la Moving Tv Telesia, che porta i modi di dire pugliesi sotto gli occhi di oltre 4 milioni di pendolari in tutta Italia, è nata perché ci piaceva l’idea di fondere il mondo dei Social con quello della TV tra la gente. Iniziativa che tutti i fuori sede (e non) hanno apprezzato tantissimo. Perciò ringrazio Telesia ed il gruppo Class Editori per averci creduto».

Anche il libro sta andando a ruba, hai venduto 3mila copie senza affidarti a circuiti distributivi classici. E’ il caso proprio di dire che “non prendi riggetto” (per i non pugliesi: non riesci a stare fermo)

«Il libro nasce con e per le Librerie, a cui vanno tutti i margini dell’operazione. E’ un progetto etico. 36 autori hanno risposto all’appello sposando la causa, dando vita ad un libro strano, unico, diverso. Fuori da Amazon, Fuori dalla Distribuzione. Un piccolo caso editoriale».

Come raccogli le "perle" che dispensi tramite Inchiostro di Puglia? E a quanti follower sei arrivato sui diversi social?

«Siamo assai. 140.000 su Facebook e 12.000 su instagram. Ma quello che conta è il volume delle interazioni. La Pagina Facebook di InchiostroDiPuglia la scorsa settimana ha raggiunto, in maniera spontanea, quasi 3 milioni di persone. Le “perle” sono quasi sempre suggerimenti degli utenti della pagina».

Per non correre il rischio che ci dicano che “siamo carichi a chiacchiere”, un’ultima domanda: fai tutto da solo o c'è una "redazione" che ti dà una mano nella gestione?

«Ho una redazione di 140.000 persone. I fan della pagina sono loro che forniscono spunti e contenuti senza sosta. Poi certo ci sono tanti amici che mi aiutano, anche logisticamente sul territorio. ».

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