Rosario Pipolo
L'ambulante
29 Settembre Set 2016 0700 29 settembre 2016

#29settembre e il giorno che profuma di una canzone

29 Settembre Lucio Battisti

I calendari sono stantii e i cerchietti scarabocchiati per ricordare una ricorrenza sono retrò. L'hashtag è un emerito impostore, perchè da evidenziatore dei social network ci ha sottratti da quell'innocuo plaisir mattiniero di sbattere il naso contro il giorno cerchiato sul calendario svolazzante.

Accade di rado, come oggi 29 settembre, che sia una canzone a cerchiare il giorno, dall'alba al tramonto, facendo a meno del trending topic stizzinoso che, arrampicatosi sulla timeline di Twitter, vorrebbe fare da memento digitale.
La famosa canzone di Battisti-Mogol, che prende il titolo da un flashback sul 29 settembre, è in realtà un caso unico di come una poesia musicale agguanti un giorno qualunque e lo trasformi in un momento di collettività e condivisione, prima ancora che Facebook schiavizzasse la viralità nel bottone dello share.

D'altra parte, mi fa sorridere come una brano melanconico composto cent'anni fa, 'O Surdato 'nnammurato, sia stato espropriato a furor di popolo nel coro gogliardico da stadio di "Oje vita, oje vita mia".
In un certo senso è accaduto lo stesso con 29 settembre, nel doppio ricordo dell'interpretazione dalle ridondanze psichedeliche dell'Equipe 84 e in quella da soliloquio di Lucio Battisti: come fa un ritaglio di un amore finito, sublimato dal tradimento, a diventare l'inno di più generazioni che si radunano in questo giorno?

Accade quando le origini si mescolano in direzione ostinata e contraria alle tendenze del 1967, annata della pubblicazione del 45 giri, la stessa in cui spiravano i venti della contestazione. La Sinistra di allora sosteneva i cantautori politicamente impegnati, snobbava un certo tipo di canzoniere, come se poi un flashback distillato su un amore finito non potesse essere patrimonio sociale di una generazione.
29 settembre di Battisti-Mogol rimane l'inno di una contestazione atipica, quella che fa delle sommosse furibonde dei sentimenti lo specchio sociale.

Oggi 29 settembre torniamo ad essere schiavi delle nostre emozioni in una voce corale, lasciando che una canzone accerchi un giorno qualunque del calendario e cammini all'indietro per venirci incontro:

Seduto in quel caffè, io non pensavo a te. Guardavo il mondo che girava intorno a me...

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