Andrea Camaiora
Tra Italia e Corsica
4 Ottobre Ott 2016 1203 04 ottobre 2016

Da Bastia («Chez Huguette») a Corte con la radio italiana

Vecchio Porto Bastia
vecchio porto di Bastia, Bastia - vieux port

Avete mangiato bene a San Martino di Lota? Vi siete rinfrancati dal viaggio e dallo stress lavorativo con cui siete arrivati in Corsica, l’isola così vicina eppure così lontana dall’Italia? Bene! Allora è il momento, ritornati sulla litoranea, di riprendere la direzione per Bastia.

Superate questa meravigliosa “Genova in miniatura” con una spruzzata di Francia qua e là (non senza aver cenato da «Chez Huguette» al Vieux Port e aver salutato di persona la mitica Huguette, una signora che gestisce con mano militare ma dolce, e sempre cortese con gli italiani, uno dei tre migliori ristoranti di pesce dell’isola) e seguite le indicazioni per Bonifacio o Bunifaziu. Non vi stupisca, infatti, leggere il doppio nome delle località (Ajaccio/Ajacciu) – il bilinguismo vale qui come in Catalogna, ma soprattutto di trovare la dicitura francese cancellata per far “trionfare” quella in corso.

Non vi stupite neppure se vi sentirete a casa. Altroché cugini francesi! I corsi sono i nostri veri cugini, prova ne sia che parlano una lingua a metà strada tra l’italiano, il genovese e il sardo. Prova ne sia che vi parleranno più volentieri in italiano che in francese. E se avete ancora bisogno di conferme, lasciate per un attimo perdere l’ascolto dei cd e accendete la radio: potrete scegliere la frequenza italiana che più preferite da Radio Rai (ultimamente va alla grande Radio2) a Radio Subasio! A meno che non vogliate cimentarvi con la lingua indigena che potete ascoltare facilmente sul canale 98.9, sintonizzandovi sull’ottima «Alta frequenza» che fornisce radiogiornali in francese e in corso e ottima musica, incluse le canzoni popolari della tradizione, che hanno un loro fascino e che, per dirla tutta, fanno sentire la grande sintonia con il popolo italiano e la ricchezza dei suoi canti regionali.

Senza nemmeno accorgervene – presi tra la radio e i paesaggi – dopo circa quaranta minuti (l'auto corre veloce su una sorta di superstrada molto bella realizzata negli ultimi anni in parte dall'azienda italiana Maccaferri e quasi ultimata) e vi troverete nella poco conosciuta e troppo spesso sottovalutata Costa Verde, il “water front” della splendida Castagniccia, una delle più autentiche regioni della Corsica. Qui – dove fino agli anni cinquanta c’erano ancora zone paludose e malsane – l’agricoltura la fa da padrona, con centinaia di ettari di vite che dall’interno digradano verso il mare al punto che giusto pochi passi separano l’uva dal bagnasciuga. C’è molto da vedere e molti alberghetti e bed and breakfast (che i francesi chiamano chambres d’hotes) pronti ad ospitarvi. Uno in particolare saprà offrirvi un’ospitalità fuori dal comune: la Maison Varetto, nove chilometri dopo la località balneare di Moriani, con piscina annessa. Varetto è un nome italiano, Alda e Franco Varetto infatti sono italianissimi (un po’ comprensibilmente arrabbiati con il loro Paese d’origine), della sottospecie genovese. Trasferitisi qui più di quindici anni fa detengono i segreti (per lo più confessabili) per un soggiorno indimenticabile nell’isola: Madame e Monsieur Varetto vi insegneranno a non disdegnare le montagne per la vostra vacanza al mare; vi suggeriranno le spiagge più belle e incontaminate per un soggiorno davvero a contatto con la natura; vi parleranno di Corte, la capitale morale e culturale della Corsica. Non Ajaccio. Non Bonifacio. Non Bastia. Corte è stata nel ‘700 la capitale della Repubblica corsa, un mito per gli abitanti dell’isola come il suo fondatore, Pasquale Paoli. La si raggiunge facilmente, con un’oretta di strada da casa Varetto: basta spostarsi qualche chilometro verso sud fino ad Aleria (il primo insediamento abitativo sull’isola realizzato dai Romani, con tanto di sito archeologico) e prendere quindi la locale superstrada.

Imboccata la strada, dopo alcuni chilometri non prendete troppo sotto gamba l’avviso di pericolo per attraversamento animali.

Alla prossima curva potreste trovare, sdraiata al centro della carreggiata, una mucca. Avete capito benissimo e, statene certi, non sarà sola. Lo stesso vale per capre, pecore, asini e maiali. Ricordate? Selvaggia! Un vero spettacolo e un divertimento assicurato per grandi e piccini.

(seconda parte – prosegue)

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