Rosario Pipolo
L'ambulante
11 Novembre Nov 2016 0830 11 novembre 2016

Election 2016: Hillary-Trump, se avessimo dato retta ai social network

Hillary

Hillary Clinton era astemia ai social network. Questa astemia le si ritorse contro nella lotta intestinale al Partito Democratico che le fece perdere la nomination alla Casa Bianca contro Barack Obama, destinato a diventare il primo Presidente social della storia.
Non appena l'ingessata Hillary cominciò a concedersi selfie con la gente comune su Instagram, qualcuno sospettò che i Clinton avessero iniziato la semina per la rivincita e tornare nella culla del potere di Washington dalla porta principale.

Nella campagna elettorale per la Presidenza degli Stati Uniti più avvelenata che gli americani ricorderanno, Hillary Clinton ha sfidato l'avversario Donald Trump tra Twitter e Facebook, nelle due tane in cui l'elettorato fa zapping e genera chiacchiericcio.
Nell'8 novembre dell'Election Day sono stati lanciati più di 40 milioni di tweet, 9 milioni di cinguettii in più rispetto alla passata tornata che riconfermò Barack Obama alla Casa Bianca.

Man mano che Trump si avvicinava alla vittoria, l'hashtag #Election2016 esplodeva alle stelle tra oltre 70 milioni di Tweet, fomentando contestazione, indignazione, sorpresa come già accaduto sui social per il boomerang Brexit.

Durante la campagna elettorale Hillary si era preoccupata di tradurre nel glossario social l'immagine della stantia Happy Family yankee, vicina a tutti e alla portata di tutti, nascondendo gli scheletri nell'armadio di una dinastia. Sull'altra sponda, l'avversario Donald se n'era infischiato di rifarsi il lifting da tycoon in formato social, perchè era concentrato a muoversi come una scheggia impazzita contro tutto e tutti, imbarazzando l'establishment.
Il futuro Presidente degli Stati Uniti d'America ha guadagnato il podio su Twitter perchè è risultato il più contestato e chiacchierato tra trovate surreali, volgari, estreme. L'insolenza ha dato i suoi frutti.

Chissà se oggi, alla luce di questa sconfitta epocale, Hillary Clinton ripercorrerebbe nei viali insidiosi dei social network gli stessi passi, scivolando sulle provocazioni twitterine dell'odiato avversario. Sta di fatto che i veri perdenti di questa campagna elettorale restano i sondaggi, che non hanno saputo cogliere la pancia dell'elettorato indeciso americano.

Gli elettori indecisi si erano assiepati nelle trincee social, stando al gioco degli algoritmi, vedendo palleggiare bufale, pagine ingiallite di vecchi diari, rottami di fantapolitica. I sondaggisti hanno fatto finta di niente.
Per quanto riguarda i social network non è questione né di testa né di cuore, ma di pancia. Questa volta Facebook e Twitter sono stati il territorio in cui è stata fomentata paura, incertezza, disinformazione. Adesso non resta che salire o scendere dal carro del vincitore.

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