Luca Barni
Banchiere di provincia
19 Novembre Nov 2016 1450 19 novembre 2016

Disinformazione economica: a chi giova?

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Voglio tornare in questo post sulle dichiarazioni rilasciate dal governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco, in occasione della giornata mondiale del risparmio. O meglio su quanto riportato al proposito. Mi sembra interessante perché, oltre al fatto che le considerazioni espresse riguardano le BCC, a leggere testate diverse si ricava un’impressione diametralmente opposta. Il giornale più “originale” –e isolato– è Libero. Il quotidiano diretto da Vittorio Feltri così titola: “La Banca cooperativa se la passa male”. E così esplicita nel sommario: “Visco invia lettere di richiamo a a tre BCC su quattro. A rischio l’equilibrio nei conti”. Si badi: l’informazione sui destinatari delle lettere di Banca d’Italia non è pubblica e nell’articolo il numero che risulta è soltanto frutto di una supposizione.

...il sistema ( Bcc) è stato in grado di intervenire laddove si è reso necessario, sempre con strumenti di categoria ispirati a una logica solidale” –hanno ricordato i vertici del movimento cooperativo. Quindi, di cosa stiamo parlando?

Scelgo un quotidiano a caso dalla rassegna stampa, Milano Finanza, che sceglie, invece, di attenersi ai fatti, quindi di fare riferimento ai parametri fissati dall’organo di controllo per classificare “in difficoltà le banche. Il risultato è che il 5% dei casi sono critici. Delle BCC parla esplicitamente l’articolo, ma per specificare che, delle 355 banche esaminate nel 2015, 40 avevano mostrato “situazioni di potenziale tensione patrimoniale” e che questi sono “in buona parte già avviati a soluzione”, segno, questo, che “il sistema è stato in grado di intervenire laddove si è reso necessario, sempre con strumenti di categoria ispirati a una logica solidale” –hanno ricordato i vertici del movimento cooperativo. Quindi, di cosa stiamo parlando? Torno a Libero e leggo che Visco ha alzato la voce: “La legge vi impone di fondervi, non c’è tempo da perdere”. I dettami della riforma, secondo questa testata, sarebbero bellamente disattesi (quando il termine per ogni decisione è il 2018!).

Nel primo semestre 2106 i crediti deteriorati del sistema bancario italiano ammontavano a 330 miliardi; 45 erano di MPS, le oltre 350 BCC, tutte insieme, totalizzavano 27 miliardi. Non pochi, per carità, ma, per citare ancora Libero, sono le BCC a “togliere il sonno al governatore”?

Le considerazioni fatte dal direttore di Banca d’Italia Barbagallo, e riportate da Milano Finanza, sono: “a fronte del ruolo positivo svolto dalle BCC nei territori è necessario presidiare la correttezza della gestione (…) che possono influenzare le decisioni di allocazione (…) mettendo a rischio la sana e prudente gestione. Il problema non riguarda solo il credito cooperativo o le piccole banche come ha mostrato la vicenda MPS”. E proprio a tal proposito tornare su qualche dato sarà utile. Nel primo semestre 2106 i crediti deteriorati del sistema bancario italiano ammontavano a 330 miliardi; 45 erano di MPS, le oltre 350 BCC, tutte insieme, totalizzavano 27 miliardi. Non pochi, per carità, ma, per citare ancora Libero, sono le BCC a “togliere il sonno al governatore”? Buona notte informazione.

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