Alessandro Oliva
Viva la Fifa
21 Novembre Nov 2016 1100 21 novembre 2016

Date all'Inter il gioco del Milan e vi solleverà il mondo (o magari solo l'Europa League)

Getty Images 624669046
MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images

Il derby di ieri sera mi ha lasciato con una strana sensazione. Sicuramente diversa da quella che avrei provato se il Milan avesse vinto: non solo per il mio tifo nerazzurro, ma perché seppur senza ribare nulla la vittoria dei rossoneri sarebbe stato un premio troppo grande, per quello visto in campo. Invece non è successo, per quel gol in pieno recupero che ti fa affrontare il lunedì mattina con un piglio diverso.

E allora, ecco quella sensazione aleggiare. Forse è la delusione per l'aver visto un'Inter avere tanti bei singoli in campo ma slegati fra loro. Certo, Pioli è arrivato da poco, ma questo deve essere il suo primo obiettivo: allacciare tutti quei buoni piedi in campo - Canderva e Perisic su tutti - e dare loro la forma di un collettivo. Insomma, quello che per certi versi ha cercato di fare De Boer, ma vabbè. Perché in fondo il problema non è che Icardi non abbia ancora segnato al derby: insomma, prima o poi... Il problema sta nell'orchestrare il gioco, dargli una direzione, un'efficacia. Ecco, un'efficacia.

Per chi ama statistiche e diagrammi vari applicati al pallone, qui si spiega bene un concetto:

Traduzione: dei 21 tiri effettuati dall'Inter verso la porta, soltanto 6 sono effettivamente andati nella direzione di Donnarumma. Ora, si può pensare in fondo che di questi 6 ben 2 hanno prodotto gol. Ma viene altrettanto da chiedersi come sarebbe potuto andare questo derby se di quei 21 almeno la metà avessero centrato la porta.

Stesso discorso per le occasioni derivanti dai cross. Quelli sbagliati sono i rossi: a occhio nudo la maggioranza, sebbene da uno di questi sia nato il gol in extremis. Lo stesso discorso allora vale qui per quello fatto sui tiri: miglior precisione vuol dire miglior possibilità di fare male all'avversario.

E se l'efficacia è data dal gioco, si capisce come il Milan abbia potuto fare due gol attaccando meno la porta. Montella ha certo il vantaggio di consocere la squadra dal ritiro estivo, mentre Pioli deve lavorare da zero. L'ex viola conosce la squadra e sa cosa può dare ognuno: per questo, sebbene a mio avviso il Milan abbia qualcosa in meno sul piano tecnico generale dei nerazzurri, questo viene ampiamente compensato da un modo di stare in campo che sfrutta le qualità.

Agevoliamo il contributo grafico:

Tradotto: l'Inter fa girare la palla in attesa che un qualche singolo faccia qualcosa, coprendo il campo con una fitta rete di passaggi; il Milan non avendo un Kakà che penetri in mezzo palla al piede, si appoggia alla mobilità di Suso che agisce sulla fascia e sa quando colpire in mezzo (prima figura sotto ) e ai polmoni di Bonaventura (seconda figura sotto) che agisce per tutto il campo e sbaglia pochi passaggi.

Ok, basta diagrammini, direi che ci siamo capiti: a Pioli il compito di sfruttare il potenziale tecnico della squadra. E di farlo non solo con i vari Candreva, ma anche con gente come D'Ambrosio e Kondogbia, ieri sera quantomeno volenterosi. A volte basta poco per vincere le partite: il Milan stava per farlo. E allora eccola, quella sensazione strana: se Milan e Inter si fondessero, vincerebbero il campionato a mani bassissime. Ma così non sarà, per fortuna. Da interista, mi basta questo: dategli il gioco del Milan e vi solleverà il mondo. Vabbè, magari solo l'Europa League per ora, ma è un inizio.

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