Simone Galimberti
Banca(rotta)
22 Novembre Nov 2016 1200 22 novembre 2016

A proposito di "poteri forti": JP Morgan come il "lupo" (di Wall Street) che perde il pelo (della credibilità), ma non il vizio (dei comportamenti illegittimi e delle multe salate)

Il Lupo Di Wall Street

Stante la continua e costante ingerenza negli affari interni europei ed in particolare italiani dei nostri amici ed alleati di oltre-oceano, è d'uopo spendere alcune parole sulla statura morale e deontologica di taluni soggetti finanziari, cristallizzati nell'immaginario collettivo da taluni film come "il lupo di Wall Street" (di cui è riportata più sopra un estratto della locandina), che vanno distribuendo ogni giorno perle di saggezza e lezioni di alta finanza ai "comuni mortali" europei.

Detto che appena 2/3 giorni fa è apparsa sulle pagine de La Stampa un richiamo all'intervista concessa da Steve Eisman a "The Guardian", nella quale il noto finanziere avverte come le banche italiane non siano ancora alla frutta solo a causa di una mancata svalutazione dei crediti deteriorati che, se valutati prudenzialmente, porterebbero al collasso del sistema bancario italiano (su questo punto si legga il precedente post dal titolo "Il vaso di "Bancora": brevi note sul credito deteriorato delle banche e sui più che legittimi dubbi circa i numeri ufficiali"), ci verrebbe da chiedersi se solo qui in Italia (e magari in Europa) vada tutto male, mentre, al contrario, stante l'elevatissimo rigore morale e deontologico dei banchieri e finanzieri statunitensi, il continente nord-americano sia "il Paese delle Meraviglie".

In effetti, dati alla mano, non sembra assolutamente così, anzi, forse, parrebbe potersi affermare l'esatto contrario.

Senza contare il fallimento della Lehman Brothers che, in quanto banca d'affari, non deteneva depositi da parte dei correntisti, le cifre, ad esempio, che sono ricavabili dal sito dell'Agenzia Governativa FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation, l'equivalente - con alcune differenze - del nostro Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) per quanto riguarda il periodo 2008 - fine 2015 (quando da noi sono state messe in "risoluzione" le quattro ormai celeberrime banche) sono terrificanti:

circa 520 banche commerciali sono sparite (cioè fallite) dal quadro economico-finanziario, per un totale di attività vicino ai 700 miliardi di dollari, cosa che fa impallidire le nostre quattro "banchette" risolte!

Quello che, peraltro, qui di seguito ci interessa non è verificare come nel sistema bancario americano le rogne (e anche belle grosse!) non siano mancate, ma, piuttosto, se per caso le lezioni impartite dai "guru" delle grandi banche d'affari statunitensi siano da prendere come oro colato o meno e se le virtù del sistema finanziario americano superino le sue criticità.

Vogliamo essere ancora più chiari e diretti:

essendo, per esempio, la banca d'affari JP Morgan Chase advisor (cioè consigliere) nell'operazione di aumento di capitale della nostra Monte dei Paschi di Siena, nonché nella cartolarizzazione di svariate decine di miliardi di crediti deteriorati, quale livello di credibilità e moralità ha tale soggetto bancario per assurgere al ruolo di "consigliere sui mali altrui"?

Crediamo che basterà fornire alcuni esempi storici (non troppo lontani peraltro) affinché ciascun lettore si possa fare un'opinione propria al riguardo.

Nel 2013 la banca statunitense ha patteggiato con le autorità statunitensi ed inglesi una ingentissima multa di 920 milioni di dollari per l'increscioso caso della "London Whale" (la "balena di Londra"), un suo trader in derivati che per poco non mandò gambe all'aria la solidità della stessa banca.

Sempre nello stesso anno l'istituto guidato da Jamie Dimon è stato multato per 80 milioni di dollari dalle autorità preposte alla tutela dei consumatori (fra i quali il CFPB ovvero il Consumer Financial Protection Bureau), in quanto accusato di avere forzosamente indotto i consumatori a comprare, senza che essi se ne rendessero conto, altri servizi non voluti e non necessari, lucrando, perciò, su commissioni ingiustificate (si veda, ad es., l'articolo sulla Repubblica del 20 settembre 2013 dal titolo Jp Morgan, multa di 920 milioni di dollari e rimborsi a clienti per altri 80 milioni).

Peraltro tutto ciò sembra una bazzecola se paragonata alla multa inflitta dal Dipartimento di Giustizia Statunitense a JP Morgan sempre nel corso del 2013 (anno non memorabile negli annali della storia della banca d'affari!) per la stratosferica cifra di 13 miliardi di dollari (il lettore più interessato potrà, se curioso, leggersi il comunicato in inglese del 19/11/13 dal titolo Justice Department, Federal and State Partners Secure Record $13 Billion Global Settlement with JPMorgan for Misleading Investors About Securities Containing Toxic Mortgages, ma già i termini "misleading" e "toxic" del titolo sono più che significativi!).

Che cosa mai può avere combinato tale banca per meritarsi una punizione così spropositata?

In buona sostanza JP Morgan aveva fraudolentemente occultato informazioni o rappresentato dati fuorvianti agli investitori (pubblici e privati), fra i quali anche i colossi Fannie Mae e Freddie Mac, sulla qualità dei mutui acquisiti durante il boom immobiliare, per arricchirsi indebitamente, seppur causando scientemente perdite colossali all'intero sistema economico-finanziario.

Stiamo parlando solo della JP Morgan, ma, comunque, potremmo estendere analoghe considerazioni anche ad altre importanti banche statunitensi, ad es. Bank of America che sempre per la questione dei mutui era riuscita a fare meglio della "sorella", riuscendo ad essere destinataria di una multa di ben 16,65 miliardi di dollari da parte del Dipartimento di Giustizia Statunitense.

Ritornando a JP Morgan, sempre nel 2013, la banca ha ricevuto una nuova salatissima multa di ulteriori 2 miliardi di dollari per avere indirettamente partecipato alla truffa del finanziere Madoff (vd. l'articolo del Sole24Ore del 12 dicembre 2013 dal titolo "JP Morgan Chase: nuova multa e azione penale per Madoff"), in quanto non aveva eseguito tutta una serie di verifiche, obbligatorie per legge, per prevenire la truffa che, poi, si materializzò ai danni di migliaia di investitori.

Inoltre a fine luglio di quell'anno il governo statunitense e gli investitori sono stati risarciti per 410 milioni di dollari dalla banca d'affari accusata di avere manipolato il mercato energetico in California e nel Midwest fra il 2010 ed il 2011 (vd., ad es., l'articolo sul Sole24Ore del 30 luglio 2013 dal titolo "JPMorgan paga una multa da 410 milioni di dollari: è accusata di aver manipolato il mercato energetico americano").

Ma JP Morgan non è un "lupo (di Wall Street) solitario": non disdegna, infatti, di agire "in branco" per meglio azzannare le prede, tanto che multe (e belle grosse!) ne prende anche in compartecipazione. Ad esempio, nel maggio 2015, in solido con Barclays, UBS, RBS, Citigroup e Bank of America, è stata costretta ad accettare una multa di 5,6 miliardi di dollari per comporre la disputa con le autorità statunitensi ed inglesi dopo aver riconosciuto di avere illegittimamente influenzato il mercato delle valute (creando un cartello per "drogare" il prezzo di euro e dollaro) e dei tassi interbancari (il Libor).

Potremmo continuare l'elencazione di infrazioni e comportamenti illegittimi ancora per molto, ma sinceramente l'esercizio sarebbe sterile, perché ciò che abbiamo detto finora è già più che sufficiente a rispondere alla domanda che ci eravamo posti all'inizio del presente post e che riproponiamo qui di seguito:

essendo la banca d'affari JP Morgan Chase advisor nell'operazione di aumento di capitale della nostra Monte dei Paschi di Siena, nonché nella cartolarizzazione di svariate decine di miliardi di crediti deteriorati, quale livello di credibilità e moralità ha tale soggetto bancario per assurgere al ruolo di "consigliere sui mali altrui"?

Prendendo a prestito dal mondo delle fiabe un paio di personaggi, potremmo riformulare il precedente quesito in siffatta maniera:

foste Cappuccetto Rosso ed avendo perso la strada nel fitto della foresta, vi fidereste dei consigli del Lupo o, forse, cerchereste di evitare di trovarvi alla sua presenza (per non essere sbranati), cercando nel contempo consiglieri più innocui ed affidabili?

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