Gaetano Farina
Leggere il mondo
24 Novembre Nov 2016 1601 24 novembre 2016

Freddie ce l'ha fatta: è diventato una leggenda.

Fred&Queen (3)

Esattamente 25 anni fa scompariva il vocalist dei Queen, ormai riconosciuto come il più grande performer rock della storia musicale.

E’ tempo di anniversari per la Regina inglese. Quella della musica. 45 anni or sono, infatti, si formava la rock band dei Queen; mentre il suo frontman Farrokh Bulsara, in arte Freddie Mercury, ne avrebbe compiuto 70 di anni se non ci avesse lasciato esattamente due decadi e mezzo fa, il 24 novembre del 1991. Solo qualche giorno fa, invece, mamma Jer Bulsara ha deciso di raggiungere l’amato figlio, spirando alla bella età di 94 anni.
Del resto, lo stesso Freddie continuava a ripetere che la vecchiaia non faceva per lui, abituato agli eccessi sul palco e nella vita privata e attratto da estremismi opposti che hanno trovato un punto di convergenza nella sua arte (“Se dovessi morire domani, non mi preoccuperei. Dalla vita ho avuto tutto. Rifarei tutto? Certo, perché no?”). Da un parte, l’introversione e la ricerca per la raffinatezza, l’eleganza, la maestosità, dall’altra, la voglia di apparire, di ridicolizzarsi, di scandalizzare e l’insaziabile ingordigia per il piacere fisico nei panni di sfrontato edonista che ha incarnato perfettamente il materialismo degli anni Ottanta. In ribellione all’educazione probabilmente rigida che subì nell’infanzia e di cui preferiva non parlare (“L’eccesso è un parte di me. La monotonia è un male. Ho davvero bisogno di pericolo ed eccitazione”). Ciò che contava era diventare più che una star, una leggenda! Freddie era considerato benedetto sin dalla nascita dato che il 5 settembre del 1946 coincise con il giorno del capodanno dello zoroastrismo di cui erano seguaci i suoi genitori (“Ho sempre saputo di essere una star, ora tutto il mondo è d’accordo con me”).

I suoi colleghi Queen e i suoi familiari preferiscono ricordarlo per la gentilezza, la generosità e la nobiltà d’animo, oltre che per la grandezza artistica. Ogni testimonianza raccolta nelle varie biografie più o meno autorizzate, pur descrivendone alcuni aspetti caratteriali e comportamentali difficili da sopportare, ne riconosce l’immensità artistica e l’estrema professionalità come quella, d’altronde, degli altri Queen. E tutti quelli che hanno amato Mercury e i suoi Queen continuano a ricordarlo e a commemorarlo esclusivamente per la sua produzione creativa e la sua celestiale voce, com’è giusto che sia.

Freddie Mercury è ormai considerato il più grande frontman di tutti i tempi (anche da colleghi come Mick Jagger) tanto che, dopo la sua morte, le vendite dei dischi dei Queen sono così impennate da superare negli incassi di tutti i tempi Beatles e Rolling Stones e guadagnare la palma del gruppo più collezionato al mondo. Ma tutta la carriera dei Queen è costellata di record: il primo brano che mischia rock e opera, il primo videoclip della storia musicale, le folle oceaniche ai concerti inglesi e sudamericani, un vocalist superiore a qualsiasi altro in campo pop-rock, un brano intonato da stadi interi nelle competizioni sportive più importanti, l’esibizione al Live Aid ’85 in cui furono oscurati tutti gli altri partecipanti e, soprattutto, l’incredibile sequela di hits da far invidia anche ai Beatles (Killer Queen, Bohemian Rhapsody, Somebody To Love, Tie Your Mother Down, We Will Rock You, We Are The Champions, Another One Bites The Dust, Crazy Little Thing Called Love, Don’t Stop Me Now, Flash, Under Pressure, Radio Ga Ga, I Want To Break Free, A Kind of Magic, Who Wants To Live Forever, One Vision, I Want It All, The Miracle, Innuendo, The Show Must Go On, ecc.) quasi impossibili da non riconoscere. Per quanto riguarda l’esperienza solista di Freddie, ci sarebbe poi da registrare il primo (e forse unico) album rock-operistico, realizzato con il soprano spagnolo Montserrat Caballé. E, infine, le oltre cento statue erette in onore di Mercury in tutto il mondo.

Incredibile come qui in Italia la fama dei Queen si sia rialimentata solo nel 1991 con il successo dell’album Innuendo e, purtroppo, con la morte di Freddie. Sanremo 1984 e i concerti milanesi dello stesso anno sono, in effetti, le uniche apparizioni di Freddie e compagni su suolo italiano. Forse, anche in questo caso, un po’ per colpa della critica e della stampa che hanno sempre preferito concentrarsi sui rumors intorno al cantante dei Queen, in particolare su quelle che furono definite “ambiguità sessuali”, non giovando certo all’immagine mediatica del frontman di origini indiane. Eppure anche le altre individualità della Regina erano davvero straordinarie. Un geniaccio come l’ex scienziato Brian May capace di suonare per tutta la carriera con una chitarra autoprodotta dai resti di un camino, considerato fra i cinque migliori chitarristi di tutti i tempi e ottimo compositore; come Roger Taylor, dal canto suo polistrumentista di rara pregevolezza e vocalist da non disdegnare; e il bassista John Deacon, il più in ombra di tutti, capace, tuttavia, di sfoderare brani come Another One Bites The Dust, che risulterà il singolo più venduto dal gruppo, o I Want To Break Free.

In ricordo di Freddie è “ovviamente” uscita una nuova compilation contenente i successi lontano dai Queen intitolata “Freddie Mercury The Messenger of The Gods”. Nuova si fa per dire, dato che si tratta di canzoni che ogni appassionato di Mercury e soci conosce già da lungo tempo. Ancora in lavorazione è, invece, il film sulla storia della “Regina della Musica”. Le ultime notizie danno per certa la presenza di Rami Malek, interprete della serie tv Mr.Robot, nel ruolo di Freddie che andrebbe a sostituire Sacha Baron Cohen - si è raccontato in disaccordo con i Queen per la volontà di censura di alcuni dettagli scabrosi - e di un pezzo da novanta come Bryan Singer alla regia. Qui in Italia, oltre ai concerti delle “Queen cover band” che si svolgeranno in questo periodo sull’intera penisola, sono usciti due tributi editoriali al mito mercuryano. Una biografia “made Hoepli” del giornalista, cultore dei Queen, Luca Garrò con prefazione del cantante Cesare Cremonini che ammette la sua “dipendenza” da Freddie Mercury, e una “made Rizzoli” intitolata “A Kind of Magic. Ritratto di una leggenda del rock” elegante volume curato da Mark Blake, ricco di fotografie rare e spettacolari, corredato da interviste a colleghi musicisti, produttori e collaboratori, e da cronologia e discografia dettagliata. L’omaggio più bello rimane, però, quello di Brian May che, nelle vesti di astronomo, è riuscito a far intitolare col nome di Freddie addirittura un asteroide. La dedica è stata assegnata dall'Unione astronomica internazionale e dal Minor planet center che ha deciso di rinominare in onore di Farrokh Bulsara l'asteroide 17473 con la seguente motivazione: "Il suo suono peculiare e la grande estensione vocale sono stati segni distintivi delle sue performance ed è considerato uno dei più grandi cantanti rock di tutti i tempi".

Non si sa bene da dove sia arrivato l’“asteroide” Freddie Mercury (“nessuno lo conosceva nel suo intimo, nella sua essenza” hanno sempre raccontato i suoi compagni musicali) vagabondo fra culture molto differenti (africana, indiana, e, infine, occidentale), forse davvero un messaggero degli dei, di sicuro ha lasciato un segno profondo nel firmamento della musica mondiale.

QUEEN ALTERNATIVE PLAYLIST

Qui in Italia, i Queen hanno riscosso il maggior successo commerciale immediatamente dopo la scomparsa di Freddie Mercury. Tanti giovani che, per ovvi motivi anagrafici, non hanno potuto seguire in “presa diretta” tutta l’avventura del gruppo londinese, si sono dati da far per recuperare tutti gli album incisi in studio e registrati dalle esibizioni live. Tanti altri si sono limitati alle numerose raccolte e greatest hits e, quindi, ai principali successi commerciali dal 1973 al 1995.

Per quest’occasione, abbiamo deciso di proporre una playlist “alternativa” della musica dei Queen, che include brani meno conosciuti - se non sconosciuti per chi non è un cultore della rock band – ma assolutamente imperdibili, se non migliori, in alcuni casi, delle hits più famose.

Accanto al titolo di ogni brano è indicato il nome del compositore, l’album di appartenenza e la data di uscita.

  • Keep Your Self Alive (May, Queen, 1973)
  • The Night Comes Down (May, Queen, 1973)
  • Father To Son (May, Queen II, 1974)
  • White Queen (As It Began) (May, Queen II, 1974)
  • The March Of The Black Queen (Mercury, Queen II, 1974)
  • In The Laps Of The Gods… Revisited (Mercury, Sheer Heart Attack, 1974)
  • ’39 (May, A Night At The Opera, 1975)
  • Tie Your Mother Down (May, A Day At The Races, 1976)
  • The Millionare Waltz (Mercury, A Day At The Races, 1976)
  • You And I (Deacon, A Day At The Races, 1976)
  • Teo Torriate (Let Us Cling Together) (May, A Day At The Races, 1976)
  • Spread Your Wings (Deacon, News Of The World, 1977)
  • Who Needs You (Deacon, News Of The World, 1977)
  • It’s Late (May, News Of The World, 1977)
  • My Melancholy Blues (Mercury, News Of The World, 1977)
  • Mustapha (Mercury, Jazz, 1978)
  • Jealousy (Mercury, Jazz, 1978)
  • Dreamer’s Ball (May, Jazz, 1978)
  • The Hero (May, Flash Gordon, 1980)
  • Soul Brother (Queen, B-side, 1981)
  • Back Chat (Deacon, Hot Space, 1982)
  • Action This Day (Taylor, Hot Space, 1982)
  • Life Is Real (Song For Lennon) (Mercury, Hot Space, 1982)
  • Las Palabras De Amor (The Words Of Love) (May, Hot Space, 1982)
  • Tear It Up (May, The Works, 1984)
  • Keep Passing The Open Windows (Mercury, The Works, 1984)
  • Thank God It’s Christmas (May-Taylor, B-side, 1984)
  • One Year Of Love (Deacon, A Kind Of Magic, 1986)
  • Pain Is So Close To Pleausure (Mercury-Deacon, A Kind Of Magic, 1986)
  • Gimme The Prize (May, A Kind Of Magic, 1986)
  • Princes Of The Universe (Mercury, A Kind Of Magic, 1986)
  • Rain Must Fall (Queen, The Miracle, 1989)
  • Scandal (Queen, The Miracle, 1989)
  • Was It All It Worth It (Queen, The Miracle, 1989)
  • My Life Has Been saved (Queen, B-side, 1989)
  • These Are The Days Of Our Lives (Queen, Innuendo, 1991)
  • It’s A Beautiful Day (Queen, Made in Heaven, 1995)
  • Made in Heaven (Mercury, Made in Heaven, 1995)
  • Let Me Live (Queen, Made in Heaven, 1995)
  • Heaven For Everyone (Taylor, Made in Heaven, 1995)
  • Too Much Love Will Kill You (May, Lamers, Musker, 1995)
  • A Winter’s Tale (Queen, Made in Heaven, 1995)

RARITA’ DA RECUPERARE ASSOLUTAMENTE

  • '39 - Live at Earl's Court, June 1977
  • A Dozen Red Roses For My Darling
  • A Kind of Vision (Demo)
  • Assassin (Demo)
  • Bring Back That Leroy Brown - Live at the Rainbow, London November 1974
  • Doing Alright (pre-Queen)
  • Face It Alone (Demo)
  • Father To Son - Live at The Rainbow, London March 1974
  • Feel Like (Demo)
  • Flick Of The Wrist - Live at The Rainbow, London November 1974
  • Goin' Back
  • Grand Dame (Demo)
  • Hijack My Heart
  • I Can Hear Music
  • I Go Crazy
  • I Guess We're Falling Out (Demo)
  • In The Lap Of The Gods - Live at the Rainbow, London November 1974
  • In The Lap Of The Gods...Revisited - Live at The Hammersmith Odeon, London 1975
  • In The Lap Of The Gods...Revisited - Live at The Rainbow, London November 1974
  • Killer Queen - Live at The Rainbow, London November 1974
  • Mad The Swine
  • Man On The Prowl extended version
  • My Melancholy Blues - Live at BBC
  • Polar Bear (pre-Queen)
  • Rock in Rio Blues
  • Saturday Nights Alright For Fighting (Cover)
  • See What A Fool I've Been
  • Soul Brother
  • Tavaszi Szel Vizet Araszt
  • Thank God It's Christmas
  • The March Of The Black Queen - Live At The Rainbow, London November 1974
  • White Queen (As It Began) - Live at Hammersmith Odeon, December 1975
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