Paola Bisconti
Anam
27 Novembre Nov 2016 1511 27 novembre 2016

Intervista a Ettore Bassi nel ruolo di Angelo Vassallo nello spettacolo teatrale "Il sindaco pescatore"

Ettore Bassi

Ci sono storie che potrebbero cadere nel dimenticatoio dell’indifferenza se non fosse per l’impegno da parte di coloro che hanno sentito sulle proprie spalle il peso dell’eredità lasciata da uomini come Angelo Vassallo, sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre 2010 in un attentato la cui matrice si sospetta sia di natura camorristica.

Ricordato come il sindaco pescatore, Angelo ha saputo ricorrere agli insegnamenti della vita in mare mettendoli in pratica nel paese dove ha amministrato per tre mandati. Nel cuore del Cilento, in un angolo di mondo unico per le sue bellezze paesaggistiche, il primo cittadino ha combattuto strenuamente nella difesa della ricchezza di un territorio che doveva essere preservato dall’abusivismo edilizio e da tutto ciò che deturpa la natura di un luogo incantevole come lo è Pollica.

È così che mentre si attende che la giustizia faccia il suo corso e che si dia un volto ai colpevoli dell’assassinio, nell’arco di questi sei anni i fratelli di Angelo, Dario e Massimo Vassallo, hanno dato vita a una fondazione a lui intitolata per ricordare e mantenere vivo l’impegno di un’icona di giustizia la cui storia, singolare e preziosa, è stata narrata in un libro “Il sindaco pescatore” edito da Mondadori vergato dal fratello Dario. Da questo lavoro editoriale è nato l’omonimo spettacolo teatrale che nell’ambito della Stagione teatrale 2016/2017 presso il teatro Il Ducale, a Cavallino, è andato in scena sabato 26 novembre 2016.

Con la regia di Enrico Maria Lamanna, i testi di Edoardo Erba e le musiche originali di Pino Donaggio, la pièce (Panart Produzione Srl) ha affidato ad Ettore Bassi il compito di restituire la voce a colui che con lungimiranza e ammirevole tenacia ha lottato strenuamente per difendere e migliorare la sua terra e le persone che ci abitavano. Angelo Vassallo ha saputo più di tutto mettere in atto una rivoluzione culturale, la più ardua e la più pericolosa.

Poco prima di salire sul palcoscenico ho avuto modo di incontrare Ettore Bassi e chiedergli: In che maniera si è avvicinato alla figura di Angelo Vassallo e cosa significa per lei interpretare un personaggio simbolo di onestà e coraggio?

Mi ci sono avvicinato quasi per caso quando giorno durante una festa di compleanno ho scoperto che Dario Vassallo nonchè papà di un amico di mia figlia fosse il fratello di Angelo. Ho saputo del libro che era stato scritto e della fondazione intitolata alla memoria del sindaco pescatore. Ho letto il testo che ho apprezzato molto e mi è venuto il desiderio di far conoscere il suo impegno attraverso questo spettacolo. Avere l’opportunità di raccontare storie incredibili messe in atto persone speciali che hanno tracciato un cammino è per me un onore.

Questo è uno spettacolo sui generis perché vede il coinvolgimento dei ragazzi del territorio. Alla tappa cavallinese hanno partecipato alcuni allievi dell’Accademia Damus di Lecce: Ilaria Carpino, Beatrice Capone, Paola Re, Irene Perrone, Brizio Colella, Simone Maglietta, Eleonora Capone, Federico Rizzo, Paolo Creti.

Da dove nasce questa felice intuizione?

Insieme al regista Enrico Lamanna abbiamo pensato che questo spettacolo avesse dovuto rivolgersi principalmente ai ragazzi quindi mentre provavamo è nata l’ipotesi che prevedeva la collaborazione di giovani talenti. Un’idea che poi è cresciuta fino a coinvolgere i ragazzi del luogo. Certo per me è più impegnativo perché in ogni tappa devo fare loro il training e prepararli per andare in scena ma ritengo sia particolarmente importante questo coinvolgimento.

La storia del sindaco pescatore si sofferma su alcuni punti fondamentali tra cui la questione ambientale e la camorra. Qual è il messaggio più forte che emerge da questo spettacolo?

Ce ne sono diversi. Sicuramente il fatto che la politica pulita si può fare, che nonostante sia una storia tragica ha con sé un grande slancio di speranza e ottimismo. Il fatto che la bestia si imbizzarrisce quando si sente colpita vuol dire che il modo di amministrare impiegato da Angelo Vassallo si è rivelato vincente ma occorre diffondere quel tipo di cultura da lui introdotta. Con questo lavoro teatrale contribuisco in qualche modo a diffondere un messaggio di legalità. Ciò che sorprende fra i tanti aspetti è la semplicità del sindaco pescatore ossia la capacità che ha avuto di impegnarsi con estrema umiltà.

Che cosa le ha lasciato a livello personale la storia di Angelo Vassallo?

La sensazione che per fare le cose nel migliore dei modi occorre avere coraggio e riuscire a guardare oltre alcuni limiti. Penso che Angelo fosse consapevole del rischio al quale andava incontro ma non ha desistito neanche un attimo. È anche per questo che ritengo il sindaco pescatore un uomo unico e straordinario.

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