Alessandro Oliva
Viva la Fifa
28 Novembre Nov 2016 0918 28 novembre 2016

Altro che soldi cinesi, questa è la Serie A dei giovani italiani

Getty Images 623396574
Claudio Villa/Getty Images

Insomma, ci aspettavamo un campionato più ricco di soldi stranieri pronti ad essese investiti nel nostro pallone. E ci ritroviamo con un campionato ricco di giovani promettenti, tutti prodotti del nostro vivaio. Possiamo tirare dunque un sospiro di sollievo: le nostre squadre non avranno più bisogno di ingaggiare vecchi giocatori della Premier come Vidic o Cole per provare a richiamare un po' di pubblico in più. A questo ci penseranno d'ora in avanti dei ragazzi giovani ma già nel giro della nazionale.

E verrebbe quasi da parlare di piccola rivoluzione, considerato come il nostro pallone spesso e volentieri tratta i suoi ragazzi più promettenti. Per fare un esempio in questo senso, basti pensare a quando Sinisa Mihajlovic chiamò a difendere la porta del Milan un ragazzo di appena 16 anni: si dsse subito che il tecnico voleva così faresi del male, auto-eliminarsi dalla panchina rossonera schierando titolare un talentuoso ma inesperto Gianluigi Donnarumma. Nel giro di pochi mesi, siamo arrivati a chiamarlo "Gigio" manco fosse nostro fratello e, inevitabilmente, lo abbiamo già definito come nuovo Buffon. Al Milan oltre a lui ci sono Calabria e Locatelli, tanto per fare due nomi. Il primo è il terzino che il Milan stava aspettando per sicurezza e freschezza, il secondo ha fatto un gol alla Juve che molti suoi coetanei fanno solo alla Playstation: entrambi sono frutto del vivaio.

E se i rossoneri scoprono di avere le potenzialità in casa, in attesa di capire se i cinesi comprano o no (dice che forse no, vedremo), all'Atalanta il vivaio è un punto forte da decenni, si sa. E come abbiamo visto qui su LK, non solo li usano per fare plusvalenze, ma mettono in campo Gagliardini, Caldara, Conti accanto ad esperti come Papu Gomez, guidati da uno bravo con i giovani come Gasperini. Risultato? Atalanta quarta in classifica. Tre punti più sotto c'è il Torino: non c'è molto altrio da aggiungere su Belotti, forse attualmente il miglior centravanti italiano. La sua crescita è stata incredibile e se fino a qualche anno fa all'Albinoleffe non lo conosceva nessuno e lui si faceva le foto con Balotelli come un fan qualunque, oggi il "Gallo" è la nuova punta della Nazionale che fra poco più di un anno andrà (si spera) al Mondiale: Venura si sfrega le mani, Cairo pure: una nuova plusvalenza è alle porte. Magari accompagnata da quella di Zappacosta, altro ragazzo entrato nel giro azzurro. senza dimenticare Baselli, ragazzo del vivaio atalantino e ora punto fermo del centrocampo granata.

A Firenze c'è Bernardeschi, uno che ha già fatto parte della spedizione agli Europei e sul quale anche Paulo Sousa ha capito quanto sia importante parlarne in un certo modo. La Juve ha perso Bonucci, ma Rugani è pronto dopo un anno passato spesso nelle retrovie della panchina a fare scuola. Al Sassuolo, dove le cose in classifica vanno meno bene dello scorso anno, hanno avviato un progetto legato a quei giivani che alle altre squadre non sono più interessati, dopo che li hanno coltivati: Ricci, Mazzitelli, Pellegrini hanno giocato l'Europa League, non si sono qualificati, ma hanno accumulato quell'esperienza necessaria a farli crescere. E se i neroverdi sono più in difficoltà di un anno fa è anche perchè manca loro Berardi, giovane ma già decisivo: già solo questo dovrebbe farci capire quanto nel nostro pallone sia iniziata quella "rivoluzione" di cui sopra. In attesa sempre dei soldi cinesi, sia chiaro.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook