Beniamino Andrea Piccone
Faust e il Governatore
1 Dicembre Dic 2016 1210 01 dicembre 2016

Chi alleva cani da combattimento danneggia se stesso e gli altri

Ogni anno in Italia sono ben 70 mila le aggressioni di cani a danno dell’uomo. Quindi c’è poco da sorprendersi, purtroppo, se a metà agosto due cani di razza dogo argentino hanno attaccato il piccolo Giorgio Crisafulli in località Mascalucia, in provincia di Catania.

La madre Stefania, indagata per omicidio colposo, così racconta: “Avevo il bambino in mano quando uno dei cani, il maschio, l’unico libero in giardino, all’improvviso ha aggredito il piccolo cercando di portarmelo via. L’ho difeso, ho combattuto, ma mi ha trascinata”. I due cani erano lì teoricamente per difendere la famiglia. Quando il veterinario, dott. Macrì, è arrivato alla villa il bimbo era già morto perchè addentato al collo. Il suo racconto è terribile: “Quando siamo arrivati sul posto, i due cani erano eccitati e aggressivi, siringhe di xilazina non sono bastati a calmarli. Gli occhi esaltati, il muso e il pelo bianco insozzati di sangue, schizzi per terra e sui muri; ma soprattutto ci hanno turbato le scarpette del bimbo che nessuno potrà mai più rimettere in ordine”.

Il 30 ottobre scorso un 43enne è stato attaccato con violenza da 4 rottweiler che gli hanno azzannato entrambi gli arti inferiori. I medici sono stati costretti ad amputare.

A Pescara poco tempo fa un bambino di 19 mesi, Ferdinando Di Rocco, 19 mesi, è stato sbranato dal cane - corso il cui nome deriva dal latino cohors, scorta, un molosso da difesa- di famiglia che il padre aveva legato con una catena a un albero vicino a casa.

Fortunamente su 7 milioni cani in Italia, sono una minoranza quelli pericolosi. Ma spesso, in giro per la città, si vedono dei cani aggressivi senza guinzaglio e senza museruola. Come solitamente avviene le norme non vengono rispettate. Peraltro le disposizioni sono poco chiare. Nel 2003 l’allora ministro della Sanità Girolamo Sirchia emanò saggiamente un’ordinanza per la “tutela dell’incolumità pubblica dal rischio di aggressioni di cani potenzialmente pericolosi”. Al contempo venne stilato un elenco di razze canine a rischio aggressività, tra cui american bulldog, dogo argentino, pastore dell’Anatolia, pit bull rottweiler.

Ma nel 2009, il sottosegretario alla Salute Francesca Martini – ahinoi – abolì l’elenco e annunziò un patentino per proprietari che non è stato mai istituito. Alcuni cani sono vere e proprie macchine da guerra. E’ preoccupante non obbligare i proprietari dei cani – in alcuni casi veri e propri invasati – a tutelare l’incolumità delle persone. Quando un bimbo viene azzannato tutti a chiedersi come mai. Agiamo prima, che è meglio. Cosa aspetta il ministro Beatrice Lorenzin (unico caso al mondo di ministro della Sanità non laureato) a prendere gli opportuni provvedimenti?

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook