Roberto Zichittella
Va’ pensiero
13 Dicembre Dic 2016 0906 13 dicembre 2016

Un anno senza Dondero

Un anno fa moriva Mario Dondero. Era un gigante della fotografia ma, come mi disse una volta, per tutta la vita si era impegnato "a vivere all'altezza delle margherite". Un anno prima di morire, al seminario del Redattore Sociale presso la Comunità di Capodarco, Mario si aggirava con la piccola Leica al collo chiedendo ad amici e sconosociuti: "Scusa, posso farti una foto?". E aveva già 86 anni.

Dopo la sua morte ho scoperto che Mario non solo era stato un grande fotografo, egli era anche uno dei fotografi più fotografati, da amici e colleghi. Sui social sono apparse una valanga di foto che ritraggono Mario in vari momenti, quasi sempre conviviali. Mario che canta, Mario che ride, Mario che beve, Mario che si mette in pose scherzose, Mario che fotografa, Mario che si guarda attorno in cerca d'ispirazione, Mario con gli amici e le amiche, Mario con la cravatta, Mario con la maglietta di Emergency.

Ho anche scoperto che siamo davvero tanti ad averlo conosciuto ed amato. Il bello di Mario è che averlo conosciuto e frequentato sta mettendo in relazione fra loro tante persone. Mario così diventa un denominatore comune che lega tanti sconosciuti. Mario non era sui social, ma era la persona più social che ho mai conosciuto. Basta citare il suo nome, raccontarsi un aneddoto, un incontro, una sua parola e subito nasce un legame più caloroso, fraterno.

Sono tanti a tener viva la memoria di Mario, soprattutto a Fermo, dove ha trascorso gli ultimi anni della sua vita. Continueremo a vedere le sue foto. Non smetteremo di risentire la sua voce calda e seducente nei filmati e nelle registrazioni. Sì, Mario Dondero è ancora qui con noi.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook