Simone Paoli
Actarus
14 Dicembre Dic 2016 0256 14 dicembre 2016

E' tutta colpa mia

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Il 4 Dicembre ho votato no, mi assumo la responsabilità delle conseguenze.

Lo ammetto, è tutta colpa mia. Il 4 Dicembre ho votato no al referendum, per cui sono colpevole.

E’ colpa mia se ho studiato la riforma, l’ho letta riga per riga, l'ho approfondita senza dare retta alle propagande di ogni ordine e degrado, ed alla fine ho capito male e votato no.

E' colpa mia se la campagna referendaria è stata trasformata in un voto di fiducia su Renzi e sul suo Governo, e toni ed argomenti sono stati per lo più inqualificabili.

E’ colpa mia se il 5 Dicembre sono arrivate la cavallette, se la borsa è crollata e il vento si è fermato tra le mani.

E’ colpa mia se Renzi ha dovuto mantenere una (mezza) promessa che nessuno gli aveva chiesto di fare, e probabilmente anche che si è votato in Dicembre anziché Ottobre perché ero indeciso e speravano di convincermi.

E’ tutta colpa mia se non ho avuto chiaro che il sì rappresentava il nuovo sol dell’avvenire, il mondo delle metropoli contro quello di chi vuol fare il figo in provincia (cit). E se io che ad una certa età col mio inglese balbettante sono venuto in una metropoli da 7 milioni di abitanti ho votato no, allora proprio non ho capito nulla, ma almeno sono in compagnia di quasi tutte le fasce sociali produttive del paese, dai giovani fino agli autonomi di ogni età.

E’ colpa mia se non è potuta continuare l’esperienza del governo Renzi, sostituito da uno totalmente nuovo con obiettivi chiari e con grandi aspettative, quando sarebbe bastata una leggina di tre righe del parlamento per andare a votare come dicevano di voler fare tutti.

E’ colpa mia, anche di non sentirmi minimamente colpevole.

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