Francesco Carini
Homo sum
14 Dicembre Dic 2016 1130 14 dicembre 2016

«Se perdo, lascio la politica!». A.A.A. cercasi coerenza

Boschi1

di Francesco Carini

Uno studio corrente dice che la media del pubblico italiano rappresenta l’evoluzione mentale di un ragazzo che fa la seconda media e che non sta nemmeno seduto nei primi banchi. Cit. Silvio Berlusconi.

Meno di sette mesi fa, Maria Elena Boschi aveva dichiarato al programma dell’Annunziata che avrebbe lasciato la politica nel caso in cui Renzi avesse perso la sua personale battaglia per il Referendum. Non glielo aveva chiesto nessuno e suonava più come un ricatto, ma la giovane e bella toscana, irremovibilmente, aveva dichiarato che, insieme al buon Matteo, avrebbe fatto spazio ad altri in caso di débacle. Detto, fatto! Anzi no, neanche per sbaglio. A circa una settimana dalla batosta subita al Referendum, Maria Elena è stata nominata sottosegretario ed eccola di nuovo lì, nelle sale del potere. Forse gli esponenti dell’ex governo Renzi hanno preso troppo sul serio l’affermazione del Cavaliere di qualche anno fa… Magari credono che gli italiani siano proprio fessi, ma non lo sono fino a questo punto.

In momenti di crisi sociale ed economica come quello attuale, l’uomo cerca spesso rifugio in una sorta di passato idilliaco in cui non ha mai vissuto. E proprio qui viene in soccorso Leopardi, descrivendo i propri connazionali con delle parole che suonano a dir poco al pari di una secchiata d’acqua gelata in faccia all’establishment nostrano, con il suo “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani”:

Le classi superiori d’Italia sono le più ciniche di tutte le loro pari nelle altre nazioni […]. Quelli che credono superiore a tutte per cinismo la nazione francese, s’ingannano. Niuna vince né uguaglia in ciò l’italiana. Essa unisce la vivacità naturale (maggiore assai di quella de’ francesi) all’indifferenza acquisita verso ogni cosa e al poco riguardo verso gli altri cagionato dalla mancanza di società, che non li fa curar gran fatto della stima e de’ riguardi altrui: laddove la società francese influisce tanto, com’è noto, anche nel popolo […].

Già più di 200 anni fa il poeta marchigiano aveva messo in luce il nervo scoperto di quella nazione che si sarebbe costituita in stato da lì a 60 anni circa: la mancanza di società e l’assenza di una borghesia coscienziosa che facesse da guida reale come in altri paesi occidentali. La “mancanza di parola” dell’ex ministra, non quella data ad un conoscente in un bar davanti ad un caffè, bensì in un programma con milioni di persone davanti al teleschermo a guardarla, denota una mancanza di rispetto nei confronti degli elettori, certi che, dopo un’affermazione del genere, il suo buonsenso ne avesse voluto il ritiro quantomeno provvisorio dalla scena politica. Macché? Il passaggio di consegne da una carica all’altra è stato immediato.

L’unica certezza è data dal fatto che la parola non è il forte dello scorso governo. Probabilmente si sta giocando con il livello base dell’intelligenza degli italiani, disillusi e certi di un’impunità non a livello legale, bensì etico e politico. Nel suo intimo non si sa, ma in pubblico non sembra ci sia stato alcun senso di vergogna per l’accettazione dell’incarico: se lo è proprio preso a testa alta. Una cosa del genere la si può fare, ma non dopo aver affermato il contrario circa 200 giorni fa. Ne va anche e soprattutto della propria immagine.

Nel romanzo Flowering Wilderness di John Galsworthy, un ufficiale inglese perde l’onore perché in Sudan è costretto ad abiurare la propria fede per l’Islam. Ecco, il militare rischiava di perdere la vita e la sua parola è venuta meno. Duro da digerire per lui, ma giustificabile. In Italia, in questo caso, al massimo la Boschi avrebbe perso la poltrona. É davvero difficile pensare ad una situazione del genere in un paese serio. É davvero grave perché rappresenta soprattutto un esempio grottesco per le giovani generazioni, consce che la parola non vale proprio nulla, neanche quando si occupa un ruolo importante e si parla davanti a milioni di spettatori.

Perdonate la ripetizione, ma probabilmente quella di Leopardi era una profezia più che un'affermazione:

Le classi superiori d’Italia sono le più ciniche di tutte le loro pari nelle altre nazioni […].

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