Beniamino Andrea Piccone
Faust e il Governatore
19 Dicembre Dic 2016 1009 19 dicembre 2016

Atm sciopera, il cittadino è gabbato e l'azienda risparmia sui costi

ATM Logo

Ancora una volta poco spazio viene dato dai media allo sciopero di oggi dei mezzi pubblici milanesi (alias Atm, Azienda Trasporti Milanesi, interamente controllata dal Comune di Milano). Sempre al venerdì o al lunedì, chissà perchè.
Lo sciopero è attuato dai COBAS, ma si sa che può paralizzare tutto il trasporto pubblico, è impossibile prevederne l'estensione, il che di per sè è un fortissimo danno agli utenti.

Martedì a Roma è accaduto lo stesso: città paralizzata da uno sciopero prima annunciato (= tutti in macchina) e poi revocato all'ultimo momento.

E' evidente la situazione di netto vantaggio degli scioperanti delle aziende municipalizzate: se scioperano dei poveracci nel settore privato rischiano il posto, rischia l'impresa, e nessuno se ne interessa (id est ci sono alternative).

Se sciopera il Trasporto Pubblico Locale (TPL) - dove gli stipendi sono molto superiori al settore private - non possono perdere il posto, l'impresa non può fallire, e sono danneggiati SOLO gli utenti (i costi del lavoro risparmiati superano gli introiti persi, date le tariffe...).
Vogliamo scommettere che i dipendenti dell'Atm otterranno un altro aumento fuori mercato, per evitare altri scioperi. E' così, a furia di regalie, che il debito pubblico ha superato il 130% del pil.

Nel 2018 il Comune di Milano, per adeguarsi alle norme europee (benedette) ha promesso l'apertura di una gara pubblica dove si metteranno in competizione i diversi operatori. Potrebbe entrare in gioco la società francese Ratp che gestisce i bus in Toscana. Il cittadino ne guadagnerebbe perchè il costo del servizio scenderebbe, senza perdere in qualità. Con più operatori, siamo certi che gli scioperi diminuirebbero perchè aumenterebbe l'enforcement.
Purtroppo sulle gare europee legate al TPL, si parla di competizione, ma l'asta per essere vera deve prevedere la suddivisione in lotti (su Milano, secondo gli esperti, almeno 6). In caso contrario, nel caso di lotto unico, il vincente sarebbe sicuramente Atm.

La giunta guidata da Beppe Sala - oggi autosospeso per le vicende legate alla piastra di Expo - sarà capace di fare le cose sul serio? Temiamo purtroppo di no.

La concorrenza, secondo i manager del TPL, è bella, ma solo a parole; nei fatti deve riguardare solo gli altri settori e non il proprio. E ricordiamoci che Carlo Cottarelli è caduto sulle munipalizzate.

Di seguito pubblichiamo la replica dell'Ufficio Stampa Atm

In relazione all’articolo “Atm sciopera, il cittadino è gabbato e l'azienda risparmia sui costi” pubblicato nel blog “Faust e il Governatore” di Beniamino Andrea Piccone su Linkiesta.it del 19/12/2016, Atm precisa: come certamente il Signor Piccone avrà saputo, lo sciopero in questione non ha avuto adesioni in Atm e quindi non ha provocato alcun disagio ai cittadini. In ogni caso, quando uno sciopero riesce a condizionare il servizio e a fermare le corse, è evidente che Atm è la prima a risultare pesantemente penalizzata, proprio al contrario di quanto affermato dal Signor Piccone senza contezza: infatti il Comune di Milano, in base al contratto di servizio, taglia il corrispettivo dovuto in modo direttamente proporzionale alle corse e ai chilometri non effettuati, riducendo così i ricavi dell’Azienda. Altro che risparmio sui costi... Evidentemente il Signor Piccone ha scelto di ignorare questi elementi e questa ignoranza compromette irrimediabilmente la fondatezza e la correttezza di quanto lui divulga a mezzo stampa o testata informativa online. Da un "esperto del tema", per giunta docente universitario a contratto, ci si aspetterebbe più competenza e meno livore.

Replica alla rettifica di ATM

Se il Comune di Milano, azionista al 100% di ATM, imponesse, come sarebbe corretto fare, un bilancio industriale, ATM sarebbe costretta a presentare un bilancio molto più chiaro. In questo modo gli utenti, la cittadinanza e gli analisti avrebbero il beneficio di maggiore trasparenza. Così ATM ha buon gioco nel sostenere che il “signor Piccone...ha scelto di ignorare questi elementi”. Piccone non ignora alcunchè, fa solo notare che oggi il bilancio ATM è ben poco intelleggibile.

Non esiste trasparenza democratica sull’uso delle risorse. Siccome il 50% dei ricavi di ATM deriva da sussidi, sarebbe d’uopo rendere accessibile e fruibile l’informazione.

Siccome il beneficio o il maleficio per ATM in caso di sciopero è una questione di saldi, potrebbe essere opportuno che ATM a fine di ogni anno pubblichi un bollettino degli scioperi con indicato:

1. quanto ha risparmiato il Comune in mancati corrispettivi vs ATM;

2. quanto ha risparmiato ATM come costo del personale;

3. quanto sono costati gli scioperi ad ATM in mancati ricavi.

Gli scioperi dei lavoratori, in regime di monopolio, sono un incentivo per ottenere al prossimo rinnovo un bell’aumento di stipendio. Sarebbe bello leggere nel bilancio di ATM una comparazione tra salari ( in PPA) di un autista di Milano e uno di Londra. Secondo diversi studi il differenziale tra ricavi da traffico e costo di produzione in Italia è tra i più alti d’Europa.

Visto che ATM cita il mio cv, colgo l’occasione per citare Paolo Baffi – che casca a fagiolo in relazione alle società municipalizzate -, di cui ho studiato le Carte presso l’Archivio della Banca d’Italia.

Baffi esprime tutta la sua contrarietà allo Stato pervasivo imprenditore in una lettera a Jemolo del 31dicembre 1969, nella quale immagina un messaggio dello Stato

rivolto al risparmiatore: «Se, impedito o dissuaso in ogni altra direzione, affiderai il tuo peculio a una banca o ad un ufficio postale, fidando nel segreto bancario e nella

possibilità di cogliere, chissà quando, l’occasione favorevole a più stabile impiego, io, settore pubblico, provvederò, nella sostanza se non nella forma, a dissiparlo: appropriandomene

(d’imperio nel caso del risparmio postale; mediante la pressione politica e pretestando esigenze di ordine pubblico nel caso del deposito bancario) per finanziare

i disavanzi correnti dei vari enti in cui m’impersono: stato, comuni, regioni, istituti assistenziali, aziende municipalizzate e di stato; identico a me stesso solo e sempre nella mala amministrazione» (ASBI, Carte Baffi, Monte Oppio, cart.7, fasc. 8).

Beniamino Piccone

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