Cosimo Pacciani
La City dei Tartari
27 Dicembre Dic 2016 0207 27 dicembre 2016

La volpe allergica all'uva

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L’inverno che non si fece presente. L’inverno che, subdolamente, scivola altrove, ai confini dell’impero europeo. Apro la porta, una nebbia di ordinanza attorno ai lampioni e, in un instante, una lama di freddo entra in casa. Sono le quattro di mattina, mi aspetta la macchina di Uber per l’ennesimo aeroporto. La luce della porta di casa illumina una volpe nel giardino dei vicini: mi vede, occhi verdi, la coda che disegna un asterisco nell’aria e subito corre via, rifugiandosi sotto la macchina appena arrivata. O, forse, la volpe diventa la tassista che mi aspetta. Una metamorfosi inattesa, soprattutto perche’ ora, dove ho visto sparire la volpe, appare una signora di una cinquantina di anni, berretto di lana e capelli rosa e verdi. Sembra Patti Smith. Mi guarda e mi dice ‘sto aspettando da dieci minuti’. Mi scuso, anche se non e’ vero, e le dico che l’application mi aveva segnalato solo ora il suo arrivo. Apre il cofano, mettiamo le valigie dentro e partiamo verso la City.

Mentre la macchina cerca il suo sentiero, penso a quella trasformazione, nella Londra che indugia nel letto, non ne pensa proprio di svegliarsi, ma deve farlo, che e’ lunedi mattina e tutto ritorna business, dopo la sospensione del fine settimana, appena limata da chi osserva i mercati dei futures asiatici.

La signora mi guarda e mi dice: preoccupato del futuro? Non so cosa gli abbia dato quell’idea, se quel mio cercare frenetico per un messaggio sullo smartphone, o lo sguardo perso dietro particolari, negozi chiusi nelle prime ore del mattino che penso, immagino, di visitare un giorno, quando aperti. Perche’, in fondo, le citta’ le conosco meglio al buio che al sole. Le rispondo che, si, sono leggermente preoccupato. Sono passate poche ore dai risultati del referendum italiano. Lei si gira un secondo e mi dice: ‘Era una buona occasione per cambiare, non sara’ l’ultima. Leggo i giornali e mi immagino che in Italia sia come in tutto il resto del mondo. Esiste una ultima occasione globale di alcune forze di opporsi al cambiamento. E ci stanno provando. Ma, te lo dico, questa e’ la loro ultima occasione. Tempo dieci anni, tutto sara’ diverso, i paradigmi e i dogmi saranno annientati. Da gente come me. Forse anche come te. Non ti conosco. Ma, si, diciamocelo, questi sono sicuri di poter riuscire a fermare la massa critica. Illusi…’

Le sorrido e rispondo ‘E di cosa si nutre questa massa critica?’ ‘Di persone, di esseri umani che cominciano timidamente a prendersi le loro liberta’. Vedi me? Guido una macchina la notte, per arrotondare lo stipendio e il giorno faccio la psicologa in un centro per ragazzi di famiglie difficil. La notte ascolto, parlo con i miei clienti. Meglio di un corso di aggiornamento. La notte, sui taxi, viaggiano le preoccupazioni, le frustrazioni e le tensioni del pianeta. Perche’ diavolo devi essere in un aeroporto alle cinque di mattina? Perche’ hai qualcosa di importante da fare, pensi. O, forse, perche’ devi vincere un’alta gara con te stesso, con la tua abnegazione per il lavoro. Poi, alla fine, che tu arrivi o no all’aeroporto in tempo dipende da me, dal traffico, dagli attendenti, dalle guardie giurate, dal traffico sopra i cieli d’Europa. Non dipende da te, ma da come tutto si organizza attorno. E, in questo, nessuno potrebbe controllare la massa critica se solo si sapesse organizzare. O se lo volesse fare’.

Le faccio di si con la testa. Forse ha ragione. Mentre la macchina attraversa Battersea, Elephant and Castle, le schiere di case popolari fra il fiume e la linea del treno, mi appare chiaro che, da qualche parte nella storia degli ultimi dieci anni, da qualche parte si e’ smesso di ricomprendere il mondo, quello dell’alba, dei lavori notturni, improbi, dei turni fino all’alba. Da qualche parte, il mondo e’ progredito, ma l’idea sulle persone, sui loro bisogni e su come siano mutati, non si sono aggiornate nella testa delle leadership globali e locali. Tutto sta cambiando, mi dice la tassista, e tutto sara’ profondamente inadeguato, come sistema politico, sociale, finanziario, prima che parta una qualche forma di scossa di aggiustamento. Non rivoluzione, forse, ma ricollocazione delle priorita’. Intanto, le persone tornano a prendere rischi, a lasciare qualcosa indietro, per afferrare qualcosa di piu’ importante. Dal sonno alle certezze. L’educazione alla mancanza di solidita’, di una dimensione stabile e nel tempo della liberta’, la incredibile risorgenza della irrequietezza, l’abbandono al flusso dei social media, non fanno altro che rafforzare il senso di un’umanita’ nuova, senza fronzoli, senza cerimonie che e’ pronta a destarsi. In qualche maniera. Come un Aventino elettronico, tecnologico. In qualche maniera, codici e algoritmi saranno gli alleati migliori di chi vorra’ cambiare le cose attorno a se’. Una morale nuova, di pacca, urge. Non penso ad altro negli ultimi minuti di viaggio con la volpe-persona, su questa macchina metamorfica. Su cui sono salito con tutte le fisime corporate e scendo incendiariamente me stesso.

L’autovettura passa inosservata e sicura accanto a Canary Wharf. Come inosservati, invisibili, sono tanti che, in questi mesi di incertezze politiche, stanno ripensando ad una loro posizione nella societa’. La grande sfida dei prossimi anni sara’ quella di smettere di cantare il requiem, la messa da funerale ad un mondo che, forse, non ci siamo mai meritati, la sfida di intonare un salmo nuovo, una promessa di una societa’ di persone, e non piu’; di interessi, soprattutto perche’ i pezzi della macchina potrebbero diventare tutti importanti, insopprimibili, con la parte apicale del sistema ridotta ad un altro ingranaggio di un meccanismo molto piu’ complesso. La mia autista lo sa bene. E lo sa perche’ ascolta il mondo della notte, delle ore piccole. E, soprattutto, perche’ non si fa abbindolare da quell’uva matura per la quale cadiamo tutti, per la quale ci inventiamo ruoli, lavori, missioni segrete. La volpe-tassista e’ allergica all’uva, ma puo’ godersi ogni altro frutto.


Listening is politics.

SOUNDTRACK: Basinski - Silent night

https://www.youtube.com/watch?v=ccR4RvZwuEc

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