Ernesto Gallo e Giovanni Biava
Giovine Europa now
8 Gennaio Gen 2017 1320 08 gennaio 2017

Copia Incolla: “Il paese non si brucia e rinnova la fiducia”.

colpo di stato
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Grazie a Matteo Laurenti, che torna con riflessioni post-referendum! Buon Anno!

(...) Per qualche tempo parve la scienza si assumesse questo compito. Ma il non osare promettere abbastanza e il non sapere mentire abbastanza, l'ha compromessa presso i cuori assetati di ideali. I filosofi dell''ultimo secolo si sono consacrati con fervore a distruggere le illusioni religiose, politiche e sociali di cui erano vissuti, per lunghi secoli i nostri padri.
Distruggendole hanno inaridito le sorgenti della speranza e della rassegnazione. Dietro le chimere sacrificate, essi hanno trovato le forze cieche della natura, inesorabili per la debolezza e prive di pieta'. (...) Il grande fattore delle evoluzioni dei popoli non e' mai stato la verita', bensi' l'errore. E il socialismo vede oggi crescere il suo potere perché costituisce l'unica illusione esistente. Le dimostrazioni scientifiche non intralciano affatto il suo cammino progressivo. La sua principale forza é quella di essere difeso da spiriti che ignorano abbastanza la realta' delle cose per promettere arditamente all'uomo la felicita'

(Gustave Le Bon, Psicologia delle Folle: 1895)

Liberta' Democrazia e un poco di caviale. Questo è tempo di elezioni. Ma il paese non si brucia e rinnova la fiducia, al sistema occidentale

(Ennio de Concini, Colpo di Stato; Luciano Salce, 1969)

Nel testo italiano del 4 dicembre scorso, le cittadine ed i cittadini italiani aventi diritto al voto, furono invitati a condursi verso le urne, per esprimersi in un referendum di Riforma Costituzionale travestito da stress test degli Alleati sulla tenuta della mobilita' volontaria promessa all'UE, la conseguente AAA Affittasi di Garanzia lanciata nel 2011 dal nostro Governo fantoccio, e ovviamente dall'agente immobiliare dal Quirinale. Il garante dei rating-governo. Il terzo (di quattro per ora) come poi si e' visto, andava alla rendicontazione di fronte ai committenti finanziari della Terza Internazionale-WTO travasata nel Trattato di Lisbona. Il quale a sua volta non fu che un tentativo disperato di attivare il veto britannico agli accordi del Trattato di Nizza. Quel Tavolo. Quello che fu usato da Mario Draghi per arrivare alla presidenza della BCE con il beneplacito delle stesse agenzie di rating. Si chiedeva alla cittadinanza potenzialmente attiva di decidere un'azione dopo uno stand by di medio lungo termine pianificato in essere oramai avanzato. Dopo aver messo un uomo della commissione europea della dirigenza Prodi, a capo del governo italiano, mediante una deiezione forzosa dell'ernia bancaria della Deutsche Bank sulla testa del Berlusconi IV. L'azione era ed e' semplice. Disciplinare la folla italiana mediante un Soft power degno. La Cultura crea economia il nobile e giusto cavallo di battaglia di Harvard per sbloccare il nostro patrimonio ereditato. Convincendola che con la Riforma, prima tanto osteggiata dagli stessi attori politici promotori della II Repubblica, la reputazione deturpata dal berlusconismo, si sarebbe stabilizzata come rinnovata attrattiva di investimenti internazionali a rilancio. Culturali e interdipendenti. In primis per suppurare l'emorragia dei cervelli in fuga, ovviamente. Onta e disonore del Ministro del Lavoro. La visita di Hassan Rohani ai Musei Capitolini fu un ottimo biglietto da visita. Decisamente soft power. Decisamente piu' della visita dei premi Oscar da Franceschini e Renzi nel gennaio del '16. Esattamente un anno fa. Poi sappiamo come la plebaglia si sia rondolinianamente espressa. All'amo abboccarono i Dem platonico-voltairiani antropofagi schifati ora e sempre dal popolo di cui si riempiono la bocca, quelli che e ancora oggi non comprano nulla senza averlo prima disprezzato (come il Referendum), lo stesso Welfare, cioe' i pensionati e quelli in previsione, e i giovani vecchi. O Ladri. Quelli che sentendosi ancora giovani tappano il mercato del lavoro come una natta nell'ano dei loro figli e nipoti costretti ad usare il loro cesso comune. Comune di Parigi sul Meno. Con una purga speciale per i pensionati statali Renzi consapevoli che tanto si sforzarono per conquistare il posto dove sono tuttora. ViviMi l'ano e poi crepa.

Un sessantenne effervescente a gratis per 2 trentenni a 700 euro al mese. Il fallimento del Referendum ha la vostra faccia. Egoisti antropofagi restauratori del progresso globalizzato che nessuno vi ha chiesto, se non le Banche indebitate. Dell'avvenire che avete partorito. La Storia vi dara' ragione. Crepate sereni.


Ma prima un altro Governo. Perché No?! “Ministri stabili in governi transitori.” Non ci si preoccupi dunque, anche al termine di questa II Repubblica, della persona che ci amministra, ma della Linea. I Ministri passano, devono passare, scambiarsi, evitare concentramenti di condizionamento nella propria zona, occupare la posizione sulla Linea, mantenerla e, solo infine, cederla al prossimo incaricato. La richiesta di cortesia del protocollo internazionale della Linea è diventata ormai un ordine consapevole. Basato sul ricatto di un patto? Il prelievo forzoso è un ricatto? Lo è la contrattazione unilaterale? Gli accordi transatlantici? Il veto di John Major alla presidenza Jean Luc Dehaene alla Commissione Europea nel 1995, fu un ricatto? Una promessa? O il bluff di una minaccia? Esiste una qualsiasi sottile differenza fra promessa e minaccia? La posta in gioco politica ormai chiara da il Fronte de la plebaglia che stata ampiamente enunciata al 2017 parlerebbe chiaro. Austria, Stati Uniti, Francia, ancora Austria, Italia e poi in primavera inoltrata, la Germania...Cina!

E' una fatica puerile, un inutile esercizio di retore il perdere tempo a fabbricare costituzioni. La necessita' ed il tempo si incaricano di elaborarle, quando si lasciano agire questi due fattori ( G. Le Bon; ibid.)

Unitas in Divisione. Agli Italiani, una volta rifatta l'Italia, attraverso un Referendum, e' sempre stato negato un rapporto diretto tra governati e Governante. L'uomo Nuovo. E questo proprio per la sua Costituzione. Scritta dal Comitato di Liberazione Nazionale. Agli Italiani e' sempre stato negato un Generale o una Sfinge come De Gaulle o Mitterrand. Un aitante di belle speranze figlio di papa' come JFK. Condottieri come i cugini Roosevelt. Un attore realpolitik come Ronnie Reagan. Un primus inter pares come Olof Palme. Un Bundesklanzer come Adenauer, Brandt, Schmidt, Kohl, uno stratega della tensione fredda come Kekkonen, un riformatore come Gorbačëv, un rude e asintattico predicatore carismatico come De Gasperi, un visionario come Spinelli. Questo proprio per l'ecclesiam laica costituente della Repubblica fondata sul lavoro, del 1947. Inutile quindi, persino per l'uditorio italiano del 2017 rimarcare che le Istituzioni sono l'impalcatura sostenente il nostro edificio pubblico di carte mai lette a sufficienza per essere applicate (Basta leggere la Costituzione e' il dato empirico costante, ndr.). Nessuna rimozione propagandata, per generazioni e generazioni dai Partiti, sulla condizione positiva vista allora esternamente dai futuri Alleati del tradimento, al governo-Uomo Nuovo Mussolini socialista, potra' mai smantellare il carattere sedimentato in noi, che crea una disciplina in quella entita' votante i suoi rappresentanti. La volonta' generale che evolve in ricreatrice, l’idea mistico rivoluzionaria recitata a Gettysburg Pennsylavania di un governo del popolo, dal popolo, per il popolo, antitetica per definizione alla Dittatura elitaria della ragione laicistica socialista. La quale in fondo, non fa altro che separare per poi distruggere la societa' che innalza per potercisi elevare seduti, partecipe di se stessa, interdipendente dallo Stato, per crearne una copia uniforme ma senza alcuna coesione comune pacificatrice alcuna. Pur festeggiando la pace riconquistata ogni 25 aprile. L'unica cosa che risalta ancora ad onore e': “Dov'eri tu quel giorno?”. Nell'ignavia di una classe politica che nella sua derubata evoluzione alle generazioni successive non ha potuto che diventare insofferente casta incapace. L'unione nella Divisione partigiana, della spartizione del potere e del disprezzo dei propri pari a vantaggio unico di una elite' che controlla con la carota della memoria il bastone dei giovani vecchi cooptati all'abrogazione del #Si dal patetico senso di colpa della convinzione di dover terminare cio' che inizio' nella loro era. L'unica attrice politica che puo' avere un completamento nell'altro da se' di un Presidente del Consiglio, l'entita' votante, in Italia se la spartirono i Partiti, insieme scheletro, colonna vertebrale e complesso di organi della I e unica Repubblica. Diventando la Base gerarchica dei corpi intermedi. I burocrati. Un Presidente del Consiglio castrato per Costituzione al grido di “Mai piu'!” In compenso si mise un garante ai partiti. Il Presidente della Repubblica. Un notaio. Esiste qualcosa di piu' burocratico di un notaio gia' quadro di Partito?

Perché poi e' gia' sempre tutto scritto nella Costituzione e basterebbe applicarla? Servirebbe gente in grado? Professionisti della Politica? Ora, il passo storico e politico che stiamo attraversando, totalmente anticostituzionale, rispetto qualsiasi costituzione, non sposta il nostro torpore di rassegnazione ad onore di un solo dato italiano evidente. Vogliamo essere come tutti gli altri cittadini del loro Stato. O almeno come gran parte dei cittadini europei o Anglo Americani. Quindi scappiamo. L'unico atto politico italiano a quanto pare é la fuga. Una eredita' di cui saremo eternamente grati al Partito Democratico del Trattato di Maastricht.

Una Guerra tra Classi separate e non comunicanti. I governati ed i nominati. Con un Governo di transizione fino alla prossima legge elettorale promessa negli auguri di fine anno dal Presidente Sergio Mattarella. Uomo Nuovo numero quattro, Anno VI dell'era democratica; Paolo Gentiloni. Per fare l'Italia ci volle una Guerra tra bande, eserciti, banchieri, poeti e terroristi, durata 80 anni e su tutto il territorio continentale europeo. Con l'apporto totale del popolo. Per fare gli Italiani ci volle il prototipo zero della Dittatura militare socialista, con l'apporto totale del popolo. Per ri-fare gli Italiani ci volle una Guerra Mondiale.

Sempre alla ricerca di un partigiano come Presidente proseguiamo ugualmente. Quindi NO, il Parlamento non e' piu' lo specchio dell'entita' votante. A meno che non si sia dati alla fuga. Un dato talmente costante che verrebbe da pensare l'unico di fatto. L'unico programma politico. L'unica fiducia di noi italiani al modello di democrazia occidentale ereditato dai nostri Padri in gioventu'. O forse di fiducia non ne avevamo piu' alcuna di fronte a chi avrebbe dovuto mettere in pratica la Riforma Costituzionale. Il partito democratico degli ultimi 25 anni nelle stessa identica Linea di successione e personaggi. Quindi per votare possiamo anche rimandare. Basta chiedere la Fiducia.

E non tremare all'esito del voto. Quando e come arrivera' la Crisi. Quella vera.

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