Dario Russo
Babele
12 Gennaio Gen 2017 1305 12 gennaio 2017

E-commerce: opportunità e rischi per chi investe on-line

Ecommerce 12

Quando ho incominciato ad occuparmi di web oltre 10 anni fa, senza neanche lontanamente immaginare che con il digitale avrei costruito la mia attuale di professione di consulente di (web) marketing & comunicazione, praticamente la parola social network non era ancora entrata nei nostri vocabolari, il web veniva visto come pericoloso, è le persone che compravano online venivano considerate temerarie. A distanza di tempo le cose sono decisamente cambiate. Oggi un po’ per l’evoluzione dell’ICT, un po’ per i benefici e la penetrazione di internet nel nostro quotidiano e un po’ per moda, la tendenza è che molti vedono nella rete una grande opportunità.

Poco male, ma la sensazione è che si sia passati da un estremo all’alto, ossia dall’essere troppo prevenuti all’essere fin troppo entusiasti dall’eventuali opportunità per chi volesse investire online, senza però realmente avere il quadro della situazione.

Dati di crescita dell’e-commerce

In Italia, i dati del 2015 - secondo il report della Casaleggio Associati - segnalano un +19% rispetto all’anno precedente con un fatturato complessivo di 28,8 miliardi di euro. A supportare questi buoni risultati ci sono anche i rapporti del Consorzio Net che realizza da tempo delle ricerche sullo stato dell’e-commerce. Infine, i numeri del Centre for Retail Research che mostrano positivamente i dati in Europa anche se tra l’Italia e il Regno Unito, Germania e Francia c’è ancora molta distanza, nonostante la crescita.

Questi e molti altri report, che magari analizzeranno anche l’incremento dell’uso del mobile e del livello di penetrazione del web nel nostro paese, se ne trovano certamente a bizzeffe.

Oltre gli studi e le ricerche, effettivamente, negli ultimi 10 anni – nonostante tutto – sono stati fatti passi da gigante se consideriamo le barriere infrastrutturali ed anche quelle culturali; ragion per cui, in tanti hanno incominciato a muovere un certo interesse per fare promozione in rete e a provare a vendere beni e servizi, spesso però più per provare a rilanciarsi in questi tempi di crisi che ad avere una vera e propria coscienza dell’economia del digitale.

Miti da sfatare

La convinzione che il web sia una sorta di oasi felice e che basti semplicemente un sito sviluppato con pochi soldi per riuscire a vendere, è spesso il frutto della fomentazione dei media che preferiscono dar risalto alle cose positive, senza considerare tutte le variabili del caso.

Prima di tutto, un e-commerce è per l’appunto un’attività commerciale e come qualsiasi attività commerciale si tratta di un investimento che ovviamente può anche non riuscire.

Seconda cosa, il web non è economico! Forse e sottolineo forse, gli investimenti potrebbero essere considerati più abbordabili rispetto ad una normale attività commerciale offline, ma se si pensa che bastino 1000 euro per un sito e via, stiamo completamente fuori strada. Un e-commerce fatto con un minimo di criterio costa molto di più, le tasse allo stato le dobbiamo pur sempre pagare, ma soprattutto ci sono tutti i gli aspetti della comunicazione da dover considerare. Tanto per capirci, se avessimo un normale negozio, nell’ambito della nostra strategia di marketing potrebbe bastarci – ammesso e non concesso - aprire la nostra attività in una delle principali vie dello shopping cittadino e limitare le strategie di promozione preoccupandoci sostanzialmente di fare al meglio le vetrine e tralasciando (per modo di dire) tutti gli altri aspetti della pubblicità come volantini, cartelloni, spazi sui media locali etc.; mentre se stiamo online, possiamo fare anche il miglior e-commerce, possiamo curare al meglio le nostre “vetrine” online, ma non avendo il traffico di persone che come nell’offline provengono dallo stare su una strada principale, siamo costretti a fare continuamente promozione e ad investire anche molto di più di quanto si possa immaginare, soprattutto perché il nostro negozio non ha un limite territoriale e potenzialmente potremmo pensare di vendere anche in mercati esteri.

Opportunità e rischi di un e-commerce

A mio modesto avviso, una delle grandissime opportunità del web è l’internazionalizzazione. Come ho detto prima, io sono un libero professionista, faccio prevalentemente consulenza, molta formazione e soprattutto attività di Web Content Management e Copywriting, ma parte dei miei progetti di lavoro vengono da clienti esteri. Stesso discorso vale per chi vuol aprire un e-commerce. Perché pensare solo al mercato italiano?

Uno dei principali rischi è che si possa essere soffocati dai grandi colossi come Amazon o Zalando, giusto per fare qualche esempio, ma una via di salvezza può essere la vendita di articoli unici creando un proprio marchio, oppure rivendendo prodotti di altri marchi però specializzandosi su un segmento di mercato ben preciso. Un caso di studio interessante, per esempio, lo offre Strike Store che si è specializzato nella vendita di capi di abbigliamento con linee decisamente contemporanee e pensate ad hoc per un target giovanile e alla moda, con risultati economici che hanno premiato questa scelta.

Come comunicare online

Una delle cose principali da capire è che il web offre potenzialità incredibili per connetterci con le persone, ma allo stesso tempo, tra noi ed i nostri potenziali clienti, c’è sempre uno schermo.

Quindi l’obiettivo sarà quello di eliminare questa barriera dovendo far risaltare il lato umano che - per ovvie ragioni - è scontato quando si è offline, mentre quando si è online è decisamente più difficile da far emergere.

Quindi, comunichiamo sempre bene chi siamo, magari facciamo vedere anche delle immagini dei nostri uffici ma soprattutto anche i volti di alcuni membri dello staff della nostra attività. L’obiettivo è quello di dover trasmettere e comunicare fiducia.

Si avvicinano le feste? Nel vostro negozio mettete qualche decorazione per l’occasione? Bene, allora perché non farlo anche sul vostro e-commerce.?

Tranquillizzate i vostri clienti sulla sicurezza dei pagamenti online, sulle politiche di reso e soprattutto occhio a monitorare le mail e i social; vi arriva qualche domanda? Ottimo, ma a patto che rispondiate in tempi ragionevoli, se aspettate con calma, come e quando ne avete voglia, molto facilmente un vostro potenziale cliente già avrà fatto acquisti altrove.

Quindi, prima ancora della pubblicità nel senso più stretto del termine, preoccupatevi soprattutto di offrire un impeccabile servizio clienti.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook