Giuseppe Trapani
Promemoria
22 Gennaio Gen 2017 1719 22 gennaio 2017

Il populismo dalle parole di burro

Ipocrisia

A volte l’uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialza e continua per la sua strada

Winston Churchill

Ipocrisia, maledetta ipocrisia. A proposito della doppiezza umana un verso della sapienza antica recita di quanto “untuosa” come il burro sia la bocca (dello stolto) pur se nel suo cuore medita la guerra. E come siano più fluide dell’olio le sue parole ma - sotto sotto - esse sono spade sguainate. Le parole della politica possono avere lo stesso tragico potenziale lisciando il pelo all’istinto del momento ma nello stesso tempo annebbiando la vista della ragionevolezza come a narcotizzare la fatica della complessità e il buonsenso rispetto al dato di realtà.

Quello che stiamo vivendo è il tempo degli uomini forti giunti a noi come nuovi messia del pianeta, i nuovi “unti” dalla salvezza facile. Neo populisti che si alimentano anzitutto della debolezza degli avversari e che capitalizzano il consenso per i loro demeriti: e via via - se avete presente un game preserale di Canale 5 di qualche settimana fa - l’establishment di sinistra sta cadendo come risucchiato in una botola colpevole di essere stato incapace di sentire le lacerazioni sociali ed economiche della globalizzazione. Chi ha ascoltato infatti il “grido” delle periferie negli ultimi cinque anni? Chi ha sentito un sussulto per cui schiodarsi dai salotti e dai palazzi per comprendere le necessità della gente comune e in particolare di quella classe media in costante downgrade verso la povertà? Domande che dovrebbero anticipare una sorta di “quaresima laica della sinistra” invitata ad un serissimo esame di coscienza.

Il problema - nel tempo di un renzismo al crepuscolo - è tutto in mano ai democratici e progressisti, il cui rating è crollato quasi dappertutto. Se vincono a mani basse gli uomini forti ma con le idee più deboli bisogna perciò chiedersi cosa non va quando la sinistra è al governo. Di certo essa “troppo vuole e nulla stringe”, pretende come Icaro, figlio di Dedalo, di volare incontro al sole ma con ali incollate dalla cera assicurandosi il tonfo. A differenza delle destre che giocano al ribasso chiudendosi in se stesse (protezionismo, isolazionismo, frontiere chiuse, dazi etc) la sinistra quando sfiora il governo di un paese non è capace di trovare una quadra, sfidando la complessità della realtà con l’eccessiva contorsione delle soluzioni offrendo a volte il sospetto che ci è piuttosto che ci fa. E anche sui numeri bisogna fare una riflessione: negli ultimi anni sui temi della giustizia sociale, delle uguaglianze, l'attenzione ai poveri e agli esclusi le ricerche dicono che si guarda a Papa Francesco (in sè un fatto ovvio) piuttosto che all'intera compagine della sinistra italiana.

Questa sorta di boria intellettuale e politica è la madre di tutte le amare sconfitte inclusa quella di Renzi di qualche tempo fa. E nel nostro paese adesso governa l’incertezza, si sta in balia delle urne altrui dalle quali continuano a farsi strada personaggi forti (May, Putin, Trump, Erdogan e vedremo in Francia e Germania) pronti a disegnare un nuovo ordine mondiale in cui - direbbe un efficace proverbio siculo - ognuno per sé e dio per tutti. Rimangono - come una nota canzone - le parole di burro del populismo che promette salvezza col giochino facile dell’autoassoluzione di sé a scapito di un nemico (l’Europa, gli immigrati, gli avversari politici, i giornalisti).

Ma le cose non stanno così: si dica che spesso il nemico del paese è l'essere diviso al suo interno in molte cose. Si dica che vi sono più italie che italiani, un paese stop and go, dove spesso mentre uno lavora due non timbrano il cartellino o - in questi giorni - si fa polemica sulla gestione dell'emergenza mentre non esiste una cultura della prevenzione e della cura del territorio. Che si parli insomma dei molti errori che abbiamo commesso e delle vie senza uscita in cui ci siamo cacciati. Che si smascherino le bugie di vario genere che le mille corporazioni italiane raccontano e si raccontano per mantenere i propri privilegi ai danni dell’interesse generale. Sono pensieri amari ma sarebbe una vera rivoluzione se a dirli fosse la politica e fosse condivisa dall'opinione pubblica. Sarebbe forse un populismo che ama davvero il popolo molto più di quanto si pensi. E sarebbe il migliore antidoto alla post-verità quello cioè di affermarla senza fronzoli e giri di parole. La bocca non sarà untuosa e saporita ma tutto gioverebbe alla coscienza di tutti.

«La politica internazionale ha bisogno di uomini di Stato forti come Trump e Putin: li considero un beneficio per l’umanità

Beppe Grillo - Journal du Dimanche del 22 gennaio
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