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Behind reputation
27 Gennaio Gen 2017 1040 27 gennaio 2017

I casi Coop e Apot come Unilever e P&G verso una filiera produttiva e distributiva sostenibile, ma il tema non va tradito

Sostenibilità Post IMG

Un terzo dei consumatori, circa il 33%, sceglie di comprare prodotti da brand che hanno una strategia di responsabilità sociale d’impresa integrata al proprio business. Questo perché la sostenibilità è un tema sempre più importante per il consumatore, perennemente circondato dalle conseguenze dell’impatto che impresa o prodotto hanno sull’ambiente.

Lo sostiene Unilever in un recente report, in cui si sottolinea la stretta connessione tra la scelta, da parte del cliente, di un brand e la reputazione di quest’ultimo per il suo impegno nel sociale e nel rispetto dell’ambiente. Le cifre sono piuttosto eloquenti: 1 intervistato su 5 (su un campione di 20.000 persone provenienti da 5 paesi diversi) dichiara di preferire le aziende responsabili e chiare sul processo di lavorazione del prodotto che vendono.

E’ dunque questo il valore aggiunto di un brand rispetto ad un altro? Oggi si. Per i marchi che hanno una buona reputazione in tema di sostenibilità, i risvolti postivi sono molti, primi fra tutti quelli nei mercati consolidati, dove le aziende attive nella tutela del territorio e con una strategia di responsabilità sociale integrata al proprio business crescono di più rispetto alle concorrenti. Come evidenzia Unilever nel suo report, riportando il caso di Dove e di quei brand riuniti sotto il proprio marchio globale, che sono risultati maggiormente performanti (si stima che metà della crescita totale dell’azienda nel 2015 sia stata trainata da questi brand, i quali sono cresciuti collettivamente del 30% più velocemente rispetto agli altri) proprio perché hanno scelto trasparenza, tracciabilità dei prodotti e delle materie prime e politiche di tutela del territorio.

Avere una buona reputazione in termini di sostenibilità influisce sulle vendite (il mercato dei beni sostenibili ha un potenziale non espresso di 966 miliardi di dollari) e, in un futuro non troppo lontano, potrebbe diventare determinante per la sopravvivenza di molti brand. Oggi, nel settore del largo consumo, i prodotti sono molti e molto simili tra loro e il consumatore si trova spesso disorientato. La scelta ricadrà allora sulla marca, sulla sicurezza legata all’affidabilità di un brand consolidato e in linea con i principi etici del cliente.

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