Alessandro Oliva
Viva la Fifa
6 Febbraio Feb 2017 0833 06 febbraio 2017

Juve-Inter: vince Allegri, ma si vede la mano di Pioli

Getty Images 633933030
Valerio Pennicino/Getty Images

Chi si aspettava un bagno di sangue nerazzurro al cospetto della capolista, sarà rimasto deluso. In realtà, l’Inter ha fatto una buona figura allo Juventus Stadium, dimostrando di poter contare su impianto tattico e di gioco in grado di poter reggere una gara contro i bianconeri. La differenza tra la squadra di Pioli e quella di Allegri sta nel fatto – quasi scontato – che l’Inter è una squadra tutta in divenire, alla ricerca di un’identità sulla quale poter contare con continuità, mentre la Juventus è una squadra con una base solida sulla quale si possono fare modifiche strutturali importanti, come ad esempio il 4-2-3-1 vincente degli ultimi tempi.

E rimarrà anche deluso chi si aspetta una feroce invettiva contro l’arbitro Rizzoli, che avrebbe negato due rigori evidenti all’Inter. Qui parliamo d’altro.

Ad esempio, parliamo dell’atteggiamento iniziale delle due squadre in campo. L’Inter è stata quella che si è schierata meglio, almeno inizialmente, non tanto come schema tattico ma come modo di interpretare lo stare di fronte all’avversario. Con una squadra come la Juventus abituata a contare sull’inizio dell’azione palla a terra sfruttando anche il lavoro dei due centrali di difesa, Pioli ha dato ordine all’Inter di pressare alto, per mettere in difficoltà la Juventus e cercare di chiudere ogni linea di passaggio possibile. Come si vede qui sotto, ad esempio:

L’Inter nel primo tempo riesce ad occupare meglio il campo, proprio perché pressa di più al centro, con Joao Mario e Gagliardini abili a salire per pressare gli avversari e creare occasioni palla al piede o di testa: da qui nascono tre occasioni nitide per i nerazzurri, una con un tiro del portoghese da fuori e due con l’ex atalantino. La Juventus è costretta a giocare di rimessa, proprio per il pressing alto degli avversari.

Ma allo stesso tempo è la presenza di Mandukic largo a tenere Candreva in una sorta di limbo che non gli permette di poter sfondare sulla sua corsia. Come si vede nel grafico qui sotto, la sua è una partita poco ben giocata in profondità e il pallino verde indica un tackle difensivo riuscito, per tenere a bada il croato:

La differenza con un Manduzkic più a suio agio sull'esterno è evidente:


In generale, riassumendo il primo tempo, l'approccio tattico alla gara premia Pioli: la sua mano si vede soprattutto nel lavoro del centrocampo, come detto. Vale per tutti l'occasione creata da Joao Mario a costante supporto dell'attacco: osservate il movimento del portoghese che sfrutta la sponda di Icardi.

Il gol di Cuadrado nasce da un approccio sbagliato dell'Inter sull'angolo, dove nessuno va a pressare il colombiano in tempo. Il vantaggio dei bianconeri cambia la gara, perché permette ad Allegri di poter amministrare il vantaggio, potendo contare su soluzioni migliori rispetto a quelle dell'Inter, come ad esempio Marchisio che negli ultimi 20 minuti può offrire maggiore copertura.

Ma non solo. La Juve nel secondo tempo interpreta meglio la gara, perchè se il gioco di rimessa non è peccato, farlo sfruttando le ripartenze di potenza e velocità di Higuain (e con Dybala poi spostato a destra per contare sulla sua velocità). L'argentino compie un lavoro molto simile a quello già visto contro il Sassuolo, con azioni in cui lavora il pallone spostandosi sulla sinistra, per contare sull'inserimento in mezzo di Dybala e di uno dei due centrocampisti bassi, come si vede nell'occasione capitata a Pjainc nella ripresa. Allegri la vince anche così, cercando di spostare il baricentro nerazzurro, punto forte ideato da Pioli. Il tecnico nerazzurro ha anche l'idea giusta con l'inserimento di Eder, giocatore che sta vivendo un buon momento da "onesto" giocatore utile alla causa: i suoi inserimenti, se sfruttati meglio ad esempio da Icardi su contropiede, dimostrano che Pioli ha letto bene la gara nel complesso: l'Inter può sperare in un finale di stagione promettente.

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