Beniamino Andrea Piccone
Faust e il Governatore
7 Febbraio Feb 2017 1527 07 febbraio 2017

Benvenuti in Caoslandia. E l'Occidente va in minoranza

Se prendiamo in mano la cartina geografica del mondo, vediamo come le località che possono ancora essere considerate turistiche sono sempre di meno.
Non è consigliabile andare in luoghi dove fino a poco tempo fa non davano problemi. Siria? No grazie. Israele? Sempre all'erta. Turchia? Con le ultime follie di Erdogan, mai e poi mai. Andare negli Stati Uniti? Con Trump al governo, passa la voglia.
Anche la Giordania mette paura. Se cambiamo continente, il Kenya, un tempo meta degli italiani, specie a Malindi, è uscita dai radar.

Limes ha definito questo stato di cose "Caoslandia" e ci ha dedicato uno speciale. La tesi di Limes è che mentre prima e seconda Guerra mondiale vertevano sulla redistribuzione della potenza fra i principali attori mondiali, questa minaccia di scaturire dalla loro relativa impotenza.

Una considerazione finale. Se il mondo è in ebollizione e gli unici luoghi "tranquilli" sono considerati Italia, Grecia e Spagna. E come siamo messi per accogliere la marea di turisti che aspira a fare una bella vacanza in Italia? Male, con strutture fatiscenti, gentilezza e accoglienza poco presenti. Wi-Fi? Mentre a Londra lo trovi anche in taxi, nel Sud Italia difficile trovarlo. Peccato, un'altra occasione persa.

Su Repubblica del 28 luglio scorso un lettore, Antonio D'Agostino scrive dalla Calabria: "Nicotera è un centro di 7.000 anime della provincia di Vibo Valentia. Un luogo baciato dalla natura posto com'è nel golfo di Gioia Tauro di fronte alli isole Eolie ed alla Sicilia. Un chilometro di spiaggia dorata ed un mare un tempo caraibico ed oggi sempre più deturpato da schiume e chiazze verdi-marroni. Ma la cosa più drammatica è che ai miei concittadini è vietato qualsiasi uso umano dell'acqua potabile dal giorno 1 ottobre 2014. Quanto basta per distruggere l'economia locale, quasi esclusivamente turistico-peschereccia".

Ogni commento è superfluo.

Ezio Mauro, lasciata la direzione di Repubblica, continua a fornirci spunti di dibattito. Settimana scorsa ha scritto un editoriale di grande momento: "L'Occidente che va in minoranza", in cui sostiene si domanda se il pensiero politico liberale stia diventando minoranza.

In chiusura Mauro scrive: "Nel 2017 arriva qualcuno, con una tribuna universale com'è l'America, che chiama tutto questo "popolo", evoca il "forgotten man", lo contrappone all'establishment, racconta la favola del golpe permanente che ha confiscato la democrazia per trarne un vantaggio privato, derubando i cittadini. Eccita la contrapposizione ("loro festeggiavano, il popolo pativa"), evoca lo spirito di minoranza ("le loro vittorie non sono state le vostre"), configura un'usurpazione ("un piccolo gruppo ha incassato tutti i benefici, il popolo pagava i costi"), denuncia l'esclusione ("Il sistema proteggeva se stesso, non i cittadini del nostro Paese"), fino alla promessa finale: da oggi un movimento "di portata storica" scuoterà il mondo, "portando il popolo a ritornare sovrano".
Mauro parla di falsa credenza che si contrappone alla verità e "la deforma in un racconto di comodo, utile a raccogliere adesioni sentimentali e istintive, cancellando bugie falsificazioni e contraddizioni evidenti, come quella del miliardario campione degli esclusi".

Ne vedremo delle belle in questo 2017. E l'Europa che fa? Dorme? Coma profondo?

P.S.: Trump non ha menzionato gli ebrei nel brevissimo comunicato con cui ha celebrato la giornata dell'Olocausto.

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