Edoardo Varini
Due o tre cose che so del mondo
7 Febbraio Feb 2017 1738 07 febbraio 2017

"Patria Italiana": i primi 5 punti del programma economico

Gert

Io non vorrei scrivere l'articolo che sto per scrivere. Perché è il contrario di quanto mi hanno detto tutti gli amici economisti. Però, mi perdonino, non mi sono parsi convincenti. La prima domanda che ho posto loro pensando al programma economico del movimento non è stata se sia possibile uscire dall'Euro – perché lo è – bensì se sia conveniente farlo.

Mi hanno detto di no, perché malgrado la comune ammissione dell'incombenza di un disastro economico nazionale, ci converrebbe a parer loro spingere verso politiche economiche più espansive all'interno dell'Unione Europea.

Bisognerebbe in sostanza continuare a questuare più flessibilità dalla Merkel ed a portare sugli scudi Supermario. Entrambe le cose vengono fatte da anni, ed ogni giorno, ogni mese, il nostro Paese – che sarà bene tornare a chiamare Patria – ha compiuto un passo in avanti verso il baratro.

Ha dichiarato ieri il Presidente della BCE Mario Draghi: «La ragion d'essere del progetto europeo è tenerci uniti in tempi difficili, quando si è tentati di contrapporsi ai nostri vicini o cercar soluzioni nazionali. All'epoca del lancio dell'euro ci fu l'impegno forte di avanzare nel percorso della convergenza istituzionale ed economica. La crisi ha mostrato che non può essere allentato».

Questi burocrati non hanno capito. I popoli hanno smesso di pietire la salvezza dai forti, ed hanno tutta l'intenzione di prendersela.

Gli economisti non sono in generale capaci di immaginazione: non avrebbero fato gli economisti. Ma l'immaginazione è l'arma più potente dell'uomo per la soluzione dei problemi. Non hanno nemmeno in mano uno strumento granché funzionante, perché la scienza economica si serve di modelli che stanno alla verità come l'astrologia all'astronomia. Valgono solo se ci credi, e se contestualmente riesci a non credere ai fatti.

Gli economisti ed i burocrati ci hanno condotti a tassi di disoccupazione e di povertà cui ci avevano in passato condotti solamente i bombardieri e le pestilenze.

E pretendono, entrambi, che i popoli non scavalchino la staccionata del crescente indebitamento agitando lo spauracchio dell'"andrebbe peggio".

Mi viene in mente la scena di Full Metal Jacket in cui il Soldato Joker vede il soldato Palla di lardo caricare con pallottole "blindatissime" il fucile nei cessi della caserma e dice: «Se Hartman viene qui e ci trova finiamo tutti e due in un mare di merda». E Palla di lardo risponde: «Io ci sono già nella merda. Fino al collo».

A chi si è visto bruciare la vita – questo è accaduto in Italia come in nessun altro Paese sviluppato – poco importa che la vita peggiori: non ha che cenere. Già ora.

La soluzione non sarà, la soluzione non è, pregare la Germania di essere più buona o idolatrare l'uomo dei tassi: la soluzione è riprendersi la sovranità monetaria, il sacrosanto diritto di ricorrere al protezionismo quando la concorrenza si basa su uno sfruttamento bestiale – letteralmente, forte dell'abbandono dei diritti umani – e dunque altrimenti imbattibile.

La soluzione può essere soltanto la svalutazione della propria moneta per facilitare l'export, fissare un tasso di interesse negativo per scoraggiare il risparmio, una politica monetaria espansiva e l'aumento della spesa pubblica: Keynes insegna. Va da sé che questo aumento deve essere affiancato da una progressiva riduzione della spesa pubblica improduttiva.

Per fare questo non si possono avere vincoli di spesa e dentro l'Euro li avremo sempre. Più o meno stringenti. L'Euro è questo. E l'Europa è solo l'Euro: ma di quale unità europea stiamo parlando?

È possibile pensare di risollevare un'azienda con un pareggio di bilancio il primo anno di ristrutturazione? Follia. E allora come diavolo si fa a pensare che sia possibile risollevare la nazioni con il pareggio di bilancio?

E ricordiamoci sempre che noi italiani stiamo peggio di tutti. Che al prossimo declassamento del debito avremo il default e la Troika.

Il primo punto economico del movimento Patria italiana è pertanto l'uscita dall'euro.

Il secondo punto è la riduzione della spesa pubblica parassitaria per liberare risorse per investimenti pubblici strutturali.

Il terzo punto è la riduzione del cuneo fiscale, le imposte su lavoro lo soffocano sistematicamente.

Il quarto punto è l'esenzione fiscale dei redditi al di sotto di una soglia giudicata non di sopravvivenza, ma di dignitosa vita. Parlo di due-tre decine di migliaia di euro, non di migliaia, per intenderci.

Il quinto punto è l'introduzione di un piano di solidarietà generazionale: il welfare non può escludere la fascia di popolazione con responsabilità genitoriali.

Perdonatemi amici economisti. Il vostro contributo resta necessario.

A presto.

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