Edoardo Varini
Due o tre cose che so del mondo
13 Febbraio Feb 2017 1640 13 febbraio 2017

Mario Monti e i Mari con due speranze nel cuore

Mario Monti

Considero Monti un personaggio strano. Colpa mia, per carità. Non lo capisco fino in fondo e soprattutto non capisco lo strapotere di cui gode. Su che è fondato? Grossi lavori accademici non ne ricordo... Grosse conoscenze, forse?

Veniamo al dunque. Il nostro ha recentemente dichiarato che la flessibilità ottenuta dal governo Renzi dalla Comunità Europea ha fatto più male che bene. Io invece penso sia l'unica cosa buona fatta dal bambin prodigio fiorentino.

L'approccio rigorista ha causato la crisi di un continente. Ma c'è ancora chi a testa bassa lo persegue. Perché? Perché non facendolo si perderebbe credibilità...

Cioè il problema non è il pane ma la credibilità, che sarebbe poi il rispetto di regole, indipendentemente dalla loro inopportunità, severità, spietatezza.

È la classica presa di posizione di ogni conservatorismo: vogliamo dire di ogni ancien régime?

Il mondo come club di azzimati – magari anche un po' rincoglioniti, stile non fatemi dire... – con la pancia piena.

Mario, che tra l'altro hai un nome che a me, cultore di Jannacci, fa venire in mente la classe operaia («Mario, io ti vedo alle sei di mattina girare, te e la tua bicicletta / Mario, due speranze nel cuore, un po’ di giardino un sogno la tua casetta / alla sera ti fermi nel bar qui vicino giusto per bere un bicchiere / e nel bianco degli occhi nel rosso del vino muoiono le sere»).

Mario ti è andata di lusso. Non hai passato le sere guardando il fondo arrossato del bicchiere.

Però, in nome degli altri Mario, piantala.

Perché gli altri Mario hanno smesso di bere. Sono usciti lucidissimi dal bar e stanno pensando al da farsi.

A presto.

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