Elisabetta Favale
E(li's)books
15 Febbraio Feb 2017 0844 15 febbraio 2017

Destinazione Holt

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Benedizione. Kent Haruf NN Editore

Per una appassionata di letteratura americana come me, leggere Haruf e leggerlo la scorsa estate, proprio dopo aver scorrazzato per 5.000 km nel Far West partendo dal Colorado (da Denver!), beh, è stata una bellissima esperienza, un ripercorrere con la mente posti e paesaggi che mi hanno affascinato.

Il Colorado è conosciuto come il Centennial State (Stato del Centenario) per il suo ingresso ufficiale negli Stati Uniti nell'anno 1876, primo centenario dell'indipendenza, ha i paesaggi maestosi delle Montagne Rocciose con le cime innevate anche in giugno, le vaste pianure e deserti, incredibile varietà di fauna e flora e il ricco patrimonio culturale dell'Old West, con ferrovie panoramiche e le vecchie miniere d’oro dismesse, i musei minerari, i fossili di dinosauro, arte e architetture dei nativi americani, insomma, uno Stato di per sé molto molto particolare ed è qui che si trova Holt.

Holt è esistita in realtà solo nella mente di Kent Haruf e oramai continua ad esistere anche nella nostra perché Haruf ne parla in modo così incredibilmente convincente che tutto ciò che scrive diventa vero. Holt è un piccolo paesino come tanti ne ho visti sparsi per la provincia americana, immagino facilmente le case basse prefabbricate con vialetti più o meno curati e proprio davanti la jeep di ordinanza! Holt è un po’ come Stars Hollow, la cittadina immaginaria del Connecticut che una nota serie televisiva americana (Una mamma per amica) ci ha fatto amare (almeno così è per noi telefilm addicted) ma più brutta, più modesta e chiusa, una strada disseminata di case.

Proprio ad Holt si svolgono tutte le storie della oramai celeberrima “Trilogia della Pianura” (o anche “Trilogia di Holt”) e io oggi voglio parlare di Benedizione che dei tre è quello con una storia un po’ più autonoma (Canto della Pianura e Crepuscolo sono maggiormente legati seppure l’autore disse che non aveva in mente una trilogia e che lui li riteneva in ogni caso delle storie indipendenti).

Ho scelto di partire da Benedizione perché più di tutti mi ha dato la misura della bravura dell’autore. Tutta la storia ruota attorno agli ultimi giorni di vita di Dad Lewis, uno dei pilastri della comunità, un uomo stimato e rispettato da tutti che la moglie Mary e la figlia Lorraine accudiscono amorevolmente fino alla fine.

Tutti i membri della comunità si alternano intorno a Dad per salutarlo, le visite si svolgono in un clima di grande serenità, ognuno, ai piedi del letto, intrattiene con Mary conversazioni del tutto normali, si parla del più e del meno come se Dad avesse solo un brutto raffreddore e non si trovasse invece in fondo alla sua vita.

In questo amalgama di storie emergono il reverendo Lyle, la piccola Alice, Willa e Alene; c’è l’estate torrida che fa da sfondo a questi giorni di attesa, l’immagine del deserto, la grande città, Denver, che rappresenta l’unico altro riferimento geografico della storia.

Dad, mentre tutti intorno continuano la loro vita, perfettamente conformi alle convenzioni non scritte della comunità, fa un viaggio attraverso la sua coscienza, è la resa dei conti con i fantasmi del passato, è il bilancio che lo porterà a capire se quel suo essere integerrimo, quel suo essere ligio alle norme e alla tradizione non lo abbia in realtà trasformato in un mostro.

Ma nessuno può avercela con quest’uomo, nessuno riesce a giudicarlo, neppure per il modo in cui ha trattato Frank, il figlio che non vede da anni.

Benedizione racconta la morte senza mai creare angoscia nel lettore, non so come ci sia riuscito ma Haruf ha costruito una storia semplice e lineare che arrivati alla fine ti porta a percepirla per quello che è: un piccolo capolavoro, un intreccio di dialoghi meravigliosi spesso senza punteggiatura, lui stesso disse, dopo la stesura di questo romanzo, che aveva l’impressione di aver finito di scrivere.

La morte è una fine, in effetti, la fine di un percorso e di una vita e difficilmente si riesce a raccontarlo così, con la serenità di questo americano schivo che ci ha lasciati ancor prima che potessimo apprezzarlo come stiamo facendo.

In ogni caso, non abbiamo ancora finito di leggerlo, ora ci aspetta “Le nostre anime di notte” sempre NN Editore.

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