Elena Stoppioni
La speculazione edilizia
21 Febbraio Feb 2017 1552 21 febbraio 2017

Condominio: un manifesto per promuovere la riqualificazione energetica

Dpe 12

Molto si è detto e si dice sulle potenzialità che il mercato della riqualificazione energetica dei condomini porta in sé: sono oltre 14 milioni le famiglie italiane che vivono in un condominio, e contemporaneamente è stato stimato che il 77% degli edifici italiani risalgono a prima del 1971 come anno di costruzione; di questi, ben 1 edificio su 4 si trova in uno stato che è stato classificato tra “mediocre” e “pessimo” (fonte dati: rapporto Cresme 2016)

La qualità del patrimonio edilizio esistente in Italia
(fonte dati: Rapporto Cresme 2016)

Se questo è il grande potenziale esistente, cosa frena la ripartenza dell’edilizia rispetto alla riqualificazione energetica? Sicuramente la leva finanziaria, croce e delizia delle pmi italiane.

Abbiamo incontrato una realtà che della finanza al condominio ha fatto la sua proposta di business model, facendo alcune domande ad Alessandro Colciago, Managing Director in Harley&Dikkinson Finance.

Il nome dell’azienda non tragga in inganno: è infatti una realtà nata e cresciuta in Italia, partendo dall’intuizione che il primo modo per “sbloccare” l’edilizia italiana sia il dare credito alle imprese che lavorano in modo virtuoso alla riqualificazione energetica dei condomini.

Alessandro Colciago
Managin Director Harley&Dikkinson

D: Cosa accade quando oggi un condominio va in banca?

AC: Quando si parla di condominio ci si riferisce ad un soggetto giuridico che esprime le proprie decisioni in merito alla sua normale e straordinaria gestione attraverso l’assemblea condominiale e viene rappresentato in tutte le attività che lo riguardano dalla figura dell’amministratore di immobili.

Chiaramente, un Istituto di Credito, trovandosi di fronte ad una realtà così complessa e in continua evoluzione, non sempre si dimostra propenso a rispondere a richieste finanziarie provenienti da un condominio che esulino dalla semplice gestione del conto corrente, a meno che non esista un rapporto estremamente consolidato e di fiducia tra amministratore e istituto bancario.

Va da sé che un tale contesto non permette quell’ottimizzazione dei processi che potrebbe invece trainare tutta la macchina della riqualificazione in Italia.

Ecco dunque la prima motivazione della nostra ragion d’essere: Harley&Dikkinson è una società di consulenza che può gestire da monte a valle tutta una pratica di finanziamento condominiale dal recupero documentale fino al tuning in fase di erogazione dei SAL in compliance con le direttive procedurali studiate con i partner finanziari, per cui altresì è una sorta di garante della bontà dei soggetti coinvolti.

D’altro canto, H&D affianca proprio questi soggetti supportandoli non solo in tutte le fasi di una pratica già in essere, ma ben prima, ovvero nella costruzione del progetto stesso di riqualificazione andando a formare tutti gli stakeholder interessati e promuovendo un nuovo approccio alla valorizzazione dell’immobile.

D: Come invece è possibile finanziare l’impresa che effettua i lavori? Avete riscontrato un volano di ripresa dagli interventi già effettuati?

AC: Il primo esempio di cambio di paradigma introdotto da Harley&Dikkinson nel mercato della riqualificazione condominiale sta proprio nel non finanziare più l’impresa appaltatrice dei lavori ma appunto il suo cliente condominio che, divenendo beneficiario del mutuo libera così l’impresa dall’essere esposta finanziariamente. Questa, a fronte di regolari fatture approvate dalla direzione lavori, viene però pagata a SAL direttamente dall’Istituto di Credito partner di H&D e, sostenendo in parte o in toto per conto del condominio il pagamento degli oneri finanziari dell’operazione, lascia al proprio cliente la restituzione delle singole rate a partire dalla fine dei lavori.

Sicuramente il passaparola in questi casi diventa la pubblicità più importante. Nulla più della riuscita di un progetto testimoniata da chi l’ha vissuto in prima persona può convincere un altro condominio ad intraprendere un investimento consistente e l’aver riqualificato ad oggi più di 2.000 stabili è di certo per H&D un ottimo biglietto da visita da presentare a tutti coloro che vogliono accingersi ad un’operazione di questo genere, magari attraverso professionisti e amministratori già formati sul tema e imprese qualificate in grado di realizzare l’intervento ad opera d’arte.

D: Quale figura è la chiave di volta perché la riqualificazione effettivamente si faccia e si faccia bene?

AC: Senza dubbio l’amministratore di condominio. È evidente che tutti i soggetti coinvolti dal progettista all’impresa assumono un ruolo fondamentale nel processo di riqualificazione, ma la figura cardine che dovrà sempre più divenire riferimento perché la macchina della riqualificazione parta e si industrializzi è senz’altro l’amministratore, anzi il suo alter ego evoluto, ovvero il property manager.

Il mercato sta infatti evolvendo e con questo deve evolversi la figura dell’amministratore di immobili. Le recenti normative, da quelle della riforma condominiale fino alle ultime novità in ambito di detrazioni fiscali, indicano che ci dovrà essere per forza una sua mutazione genetica, palesando esse stesse obblighi e oneri che, nell’interesse dei condòmini, richiedono una cultura immobiliare ancora più ampia di quella legalmente richiesta, che trovi la sua espressione nella capacità di affrontare aspetti gestionali concreti, anche sotto per esempio il profilo finanziario ed economico. Un ruolo sempre più propositivo, in stretto collegamento con professionisti di vario genere e che sia in grado di risolvere rapidamente e nella maniera più soddisfacente, sotto il profilo della qualità e del risparmio, tutti i problemi del condominio garantendone altresì, dove possibile, un’effettiva e completa valorizzazione. Formazione, competenza, interattività diventano dunque i pilastri da cui dovrà partire. E H&D in questo è pronta a sostenerlo.

D: Avete lanciato il manifesto della riqualificazione condominiale. Quali sono i punti salienti?

AC: Uno dei punti riguarda proprio la figura dell’amministratore ma il Manifesto della Riqualificazione Condominiale è stato stilato da H&D a seguito del Tavolo di Lavoro aperto con Amministratori appunto, Imprese e Progettisti del network Riqualifichiamo in Comune di H&D proprio in occasione della Finanziaria 2017, dove, in tema di detrazioni fiscali, eco bonus e cessione del credito d’imposta, Harley&Dikkinson è stata tra i protagonisti più attivi e propositivi. Altri punti fondamentali emersi dal Tavolo sono la durabilità e la sostenibilità delle detrazioni nonché la misurabilità dei risultati in opera dell’intervento di riqualificazione. Oggi è possibile valutare i benefici della riqualificazione energetica non solo teoricamente, ma con dati certi che dovrebbero essere legati in modo proporzionale alle politiche incentivanti.

D: Avete creato un marchio di qualità che si chiama “Riqualifichiamo in Comune”. Come questo come può aiutare l’utente finale?

AC: Da una ricerca dell’RSE emerge che sicuramente l’aspetto finanziario è un forte deterrente alla riqualificazione, ma accanto a questo non da meno e, anzi, ancor più sentita, è la mancanza di informazioni in merito da parte dei condòmini, ovvero i decisori finali del futuro dei nostri edifici.

Per questo Harley&Dikkinson ha deciso di dare vita a Riqualifichiamo in comune, un network di Amministratori, Imprese e Progettisti qualificati e motivati ad unirsi sotto un unico marchio di qualità per presentarsi, competenti e ulteriormente formati alla Sig.ra Maria, in tutte le vesti in cui questa può presentarsi ma sicuramente bisognosa di informazioni e ancor prima di consapevolezza in merito alle esigenze dello stabile in cui risiede.

Ragion d’essere dell’iniziativa è infatti UNIRE LE COMPETENZE PER CENTRARE L’OBIETTIVO DI UNA RIQUALIFICAZIONE DEGLI IMMOBILI INTEGRATA E DI QUALITÀ. Le sue linee guida quindi possono riassumersi nel voler:

  • Diffondere la consapevolezza del buon vivere urbano
  • Offrire strumenti concreti volti alla promozione dello sviluppo sostenibile, sia in termini tecnico-finanziari sia di visibilità comunicativa dei soggetti coinvolti
  • Tutelare l'ambiente, il risparmio energetico e la sicurezza degli edifici
  • Guardare con attenzione alle generazioni future

Se vogliamo essere ancora più diretti e sintetici questi 4 punti sono insiti in un mantra unico e trasversale a tutti, quello di riportare la persona al centro.

(NB. Il Manifesto della riqualificazione condominiale è scaricabile CLICCANDO QUI)

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