Alessandro Oliva
Viva la Fifa
22 Febbraio Feb 2017 1100 22 febbraio 2017

Perché su Bonucci ha ragione Allegri

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GIUSEPPE CACACE / AFP

Che un allenatore eun giocatore si mandino a fare in culo durante una partita, è una cosa che può capitare. Anche più di una volta nella stessa gara: inorridre per episodi simili, metterla sull'educazione, significa quantomeno frequentare raramente i campi di calcio anche solo come semplici spettatori. Senza dover scomodare i nostri padri romani, che spiegavano che Est modus in rebus, ci sono limiti da rispettare anche quando la fatica e la tensione di una gara prendono il sopravvento. Anche se nel caso della aspra querelle tra Bonucci e Allegri c'è poco di irrazionale e molto di schematico. Forse programmato.

I fatti, prima di tutto. Durante la gara con il Palermo, il tecnico e il difensore hanno un brusco diverbio, che sfocia in parole grosse che poi, tra i due, sarebbero volate anche dopo, negli spogliatoi. Allegri, come farebbe qualunque tecnico, chiede alla società di multare il giocatore. e fin qui tutto chiaro. Anzi, basta solo questo aspetto per dare ragione all'allenatore: in campo comanda lui, ai giocatori non resta che obbedire, che tu sia un Primavera appena promosso o una colonna, un senatore. Una regola che deve valere in tutte le squadre, figuriamoci in una grande come la Juventus. Ovvero una squadra, è bene ricordarlo, nella quale i dirigenti non si fecero alcun scrupolo nel mettere prontamente sul mercato alcuni di quei giocatori che, dopo il Mondiale del 1982 vinto in Spagna, si presentarono in sede per chiedere un ritocchino allo stipendio, che doveva edssere adeguato al loro fresco status di campioni del mondo.

Allegri ha gestito la situazione in maniera ferrea. Non solo ha ottenuto la multa per il giocatore - e per lui stesso, devolvendo l'importo in beneficenza -, ma anche deciso di portare Bonucci a Oporto per l'andata degli ottavi di Champions, scegliendo però di relegarlo in tribuna, salvo ripensamenti dell'ultim'ora. Un decisione importante, che serve a lanciare un messaggio netto: nessuno sconto, nemmeno ai "senatori". A costo di rinunciare a uno dei più esperti in una gara importante, la prima cosa è la disciplina.

E regge poco l'affermare che il difensore è una colonna dello spogliatoio e può permettersi certe cose. Perché è bene ricordare che quest'anno Allegri ha già dovuto assistere a comportamenti poco consoni (meno gravi, ma da tenere sotto controllo) come la mancata stretta di mano di Dybala dopo la sostituzione a Reggio Emilia; ma anche il dover tenere Lichtsteiner fuori dalla lista Champions, dopo trasferimento sfumato all'Inter in estate. E guardacaso, però, ai due giocatori in questione stanno contrattando il rinnovo con il club, con l'argentino che ha fatto pubblica ammenda sull'episodio: significa che Allegri non è più così sicuro che a fine stagione se ne andrà?

E allora, Allegri ha gestito la situazione in maniera impeccabile, con la regia della società certo. Se dovesse vincere stasera, si dirà che si può fare a meno del giocatore, che già in estate era stato contattato e tentato dal Manchester City di Guardiola (e a vedere i gol presi contro il Monaco, si capisce il perché). Dovesse perdere, al netto di chi accuserà Allegri di aver rinunciato a un giocatore così importante, si potrà sempre puntare il dito sul suo comportamento e sulla pubblica mancanza di rispetto data all'allenatore: insomma, Bonucci se l'è cercata. E la reazione dura, adeguata alla gravità dell'episodio, può voler dire che il difensore a fine stagione potrà accettare la sfida in Premier proprio al posto di Allegri. Il quale, dal canto suo (e magari il club stesso...), aveva bisogno di un casus belli per poterlo cedere...

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