Federico Iarlori
From Paris with blog
24 Febbraio Feb 2017 1140 24 febbraio 2017

Chi controlla i controllori di "fake news"? Un esempio francese

Le Monde

Dopo le pesanti batoste prese con la Brexit e la vittoria di Donald Trump, i grandi media - che, per collaudato spirito vanesio, non avevano capito nulla di ciò che stava accadendo - hanno dichiarato guerra alle cosiddette “fake news” (per non sembrare ridicoli, potremmo anche chiamarle “notizie false”), colpevoli, secondo loro, di stordire i deboli cervelli dei potenziali elettori e favorire l’inesorabile avanzata dei partiti populisti.

Visto che noi lettori siamo dei poveri idioti, incapaci di scegliere per conto nostro la testata giornalistica che desideriamo leggere, così come di verificare una notizia comparando fonti diverse, abbiamo bisogno che i grandi media, quelli prestigiosi, quelli seri, quelli super partes, ci spieghino se un sito è affidabile o meno. Un’operazione misericordiosa da parte di chi ne sa più di noi, volta ad illuminare il popolo bove, vittima inconsapevole della propaganda politica del dittatore di turno.

In Francia, dove si sgomita da matti quando si tratta di giocare a fare gli apostoli della Verità, sono stati i giornalisti di Le Monde a piazzarsi in prima linea, lasciando gli scoop che contano (tipo quelli sulla corruzione della classe politica) a giornali satirici come il Canard Enchainé. Da qualche mese, infatti, il gruppo Le Monde ha lanciato un nuovo strumento chiamato Décodex. Il suo funzionamento è semplice. Avete il dubbio che il sito che state leggendo non sia affidabile? Bene. Basta inserire il link nell’apposito motore di ricerca di Décodex e lui - ovvero Le Monde - vi dirà se quel sito è affidabile (semaforo verde), non molto affidabile (semaforo giallo), oppure totalmente inaffidabile (semaforo rosso).

Ora, senza nulla togliere alla generosità di Le Monde, la domanda sorge spontanea: i controllori non dovrebbero essere super partes? La risposta è sì. Altrimenti, come evitare eventuali conflitti d’interesse? Caso vuole che ci sia già un esempio di questo genere che circola in Rete da qualche giorno. Come mai il sito Doctissimo.fr (portale di salute e benessere) aveva il bollino giallo (quindi non era considerato molto attendibile) al momento del lancio di Décodex ed ora che è stato acquistato dal gruppo Le Monde il bollino è diventato verde (cioè attendibile) come per magia? Inutile aggiungere altro, no?

E' davvero possibile - mi chiedo - sterilizzare la Rete con l'impiego di una Polizia digitale per renderlo un luogo sicuro e controllato? O l’unico antidoto alle fake news è l’intelligenza? Forse dovremmo farci due domande.

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