Elisabetta Favale
E(li's)books
27 Febbraio Feb 2017 0737 27 febbraio 2017

Quella snob di Virginia Woolf

Libreria Saba

Oggi è il mio compleanno e voglio scrivere un post su una piccola raccolta di saggi di Virginia Woolf che una casa editrice di Prato, Piano B, ha pubblicato per la sua collana Elementi (Una collana come una tavola periodica. A ogni elemento corrisponde un autore, un’opera, un pensiero. Entrambi fondamentali per la nostra vita. Elementi creano mondi. Così scrivono nel sito e sono d’accordo).

Il titolo è Sono una snob?

Sono otto articoli molto diversi tra loro, il primo, da cui prende il titolo la raccolta, è una riflessione ironica che la scrittrice fa su se stessa e sulla cerchia dei suoi amici e conoscenti. Scrive anche di scrittura, e di malattia, malattia del corpo e della mente.

Non credo di dover dire nulla su Virginia Woolf, voglio solo regalarvi qualche passo tratto da questo prezioso libretto che ho scelto per festeggiarmi.

Da Sono una snob?

“Chi sono io per chiedermi di leggere le mie memorie? Nient’altro che una semplice scribacchina; anzi, peggio, una sognatrice dilettante; una che non è né carne né pesce, né gallina né aringa.”

“E’ vero che ho visitato quasi tutte le capitali d’Europa; che so parlare una specie di francese maccheronico e di italiano imbastardito; ma sono così ignorante e così maleducata che se mi fate una domanda semplicissima, che so – dov’è il Guatemala? – devo per forza cambiare argomento”

«La mia vanità di scrittrice è prevalentemente snobistica. A chi mi recensisce offro un’ampia porzione di pelle, ma ben poca carne e sangue».

Da La macchia sul muro

“Perché, se si vuole paragonare la vita a qualcosa, bisogna pensare a una metropolitana che ci trascina a cinquanta miglia all’ora – e ci lascia dall’altra parte senza più una molletta in testa!

Sparati ai piedi di Dio completamenti nudi!”

Da Pensieri di pace durante un bombardamento aereo

“Non sono state ancora consegnate armi alla donna inglese, né per combattere il nemico né per difendersi. Deve giacere disarmata, questa notte.”

Da A zonzo per le vie di Londra

“L’evasione è il più grande di tutti i piaceri: andare a zonzo per le strade, in inverno, è la più grande avventura.”

Per chi vuole approfondire:

(1936) (Am I a snob?, “Intervento preparato per il Memoir Club di cui era segretaria Molly McCarthy. Fu letto nel 1936, e pubblicato postumo nel 1976, nella raccolta Moment of Being, curata da Jeanne Schulkind”

A zonzo per le vie di Londra (1927) (Street Haunting: A London Adventure, “Saggio apparso sulla ‘Yale Review’ nell’ottobre 1927. Fu poi raccolto nel volume postumo The Death of the Moth and Other Essay (1942)”

Il committente e il croco (1924) (The Patron and the Crocus, “Fu pubblicato su ‘Nation & Athenaeum’nel 1924 e l’anno successivo nella prima serie di The Common Reader”

La macchia sul muro (1917) (The Mark on the Wall, “Pubblicato nel 1917 nel volume Two Stories. L’altra storia era Three Jews, del marito Leonard”; compare in Virginia Woolf, Saggi, prose racconti, a cura di Nadia Fusini, Mondadori -i Meridiani, 1998, col titolo Il segno sul muro)

Sulla malattia (1926) (On Being Ill, Saggio apparso sul ‘New Criterion’ nel gennaio 1926. Fu poi raccolto nel volume postumo The Moment and Other Essays (1948)”

L’attimo: una sera d’estate (1948) (The Moment: Summer’s Night, “Saggio pubblicato postumo, senza data, nella raccolta The Moment and Others Essays (1948)”

Pensieri di pace durante un bombardamento aereo (1940) (Thoughts on Peace in an Air Raid, “Scritto nel 1940, fu pubblicato in The Death of the Moth and Other Essays nel 1942)”

La morte della falena (1942) (The Death Of The Moth, “Pubblicato postumo nella raccolta The Death of the Moth and Other Essays (1942).

A proposito di snob

Orgoglio e pregiudizio: quanto sono snob Mr Collins e Lady Catherine de Bourgh?

La Recherche di Proust: lo sono tutti! Perfino la domestica Françoise che si sente umiliata dal fatto che i suoi “padroni” non posseggono una carrozza!

E chiudo con una citazione che riguarda noi lettori

“A volte ho sognato che arrivato il giorno del giudizio in cui tutti saranno pronti a ricevere i loro premi, il Signore si girerà verso Pietro e gli dirà (non senza una certa invidia quando ci vedrà entrare con i nostri libri tra le braccia): “Guarda, costoro non hanno bisogno di premi. Non abbiamo nulla per loro. Loro hanno amato leggere”. (Virginia Woolf – Come andrebbe letto un libro? Da Il lettore comune seconda serie)

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook