Elisabetta Favale
E(li's)books
3 Marzo Mar 2017 1453 03 marzo 2017

Allegro ma non troppo

Carlo Maria Cipolla

In Allegro ma non troppo, Carlo Cipolla enuncia le "Leggi fondamentali della stupidità umana". A me lo ha regalato anni fa un amico avvocato dicendomi che era sua abitudine regalarlo ai praticanti del suo studio, un pò per gioco ma in fondo con la speranza che si lasciassero suggestionare! La prima legge è: "Ognuno di noi sottovaluta sempre il numero di stupidi in circolazione". La seconda: "La probabilità che una persona sia stupida è indipendente da ogni altra sua caratteristica" Terza (ed aurea) Legge Fondamentale “Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.” Quarta Legge Fondamentale “Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.” Quinta Legge Fondamentale “La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.”

Corollario: Lo stupido è più pericoloso del bandito.

Come si vede dalla terza legge, Cipolla individua due fattori da considerare per indagare Il comportamento umano:

  • Danni o vantaggi che l'individuo procura a se stesso
  • Danni o vantaggi che l'individuo procura agli altri

Creando un grafico col primo fattore sull'asse delle ascisse e il secondo sull'asse delle ordinate si ottengono quindi quattro gruppi di persone:

  • Intelligenti (in alto a destra): fanno il proprio vantaggio e quello degli altri
  • Sprovveduti (in alto a sinistra): danneggiano se stessi e avvantaggiano gli altri
  • Stupidi (in basso a sinistra): danneggiano gli altri e se stessi
  • Banditi (in basso a destra): danneggiano gli altri per trarne vantaggio

Cipolla, morto nel 2000, è stato uno storico dell’economia di livello internazionale, ricordato da un pubblico più vasto per questo libricino che è diventato un best seller di lunga durata (350.000 copie vendute, tradotto in numerose lingue compreso il giapponese e il coreano) e pensare che l’autore lo aveva scritto per regalarlo agli amici nel 1976 facendone stampare un centinaio di copie (lo aveva già fatto qualche anno prima con un altro libretto sulle spezie).

L’editore lo accontentò e stampò questo testo, stavolta in inglese: The Basic Laws of Human Stupidity in cui Cipolla, da bravo economista, faceva un resoconto con tanto di matrici e garfici sui danni che la stupidità poteva provocare agli altri ma anche agli stupidi stessi, costi/benefici.

Un sistema di scisse e ordinate entro cui inserire le varie tipologie di stupidi più o meno pericolosi.

Il testo non è stato tradotto in italiano per molto tempo, l’autore riteneva impossibile rendere nella nostra lingua il senso dell’umorismo che invece era, secondo lui, irresistibile in inglese.

La prima edizione italiana è del 1988 e in questa l’autore decise di approfondire la sua teoria sulla stupidità umana quindi completò la prima stesura in inglese enunciando le cinque leggi.

Cito dal libro

“Fare dell'umorismo sulla precarietà della vita umana al capezzale di un moribondo non è umorismo.”

“Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide; dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore.”

“Il potere politico o economico o burocratico accresce il potenziale nocivo di una persona stupida”

“Sia che si frequentino circoli eleganti o che ci si rifugi tra i tagliatori di teste della Polinesia, che ci si chiuda in un monastero o che si decida di trascorrere il resto della propria vita in compagnia di donne belle e lussuriose, il fatto permane che si dovrà sempre affrontare la stessa percentuale di gente stupida - percentuale che supererà sempre le più nere previsioni.”

Divertente, geniale, bizzarro personaggio Cipolla, basti pensare che la M del nome in realtà non esiste, la inserì lui a caso per riempire la casella del cosiddetto “middle name” quando compilò i moduli dell’università di Berkeley e oggi tutti lo chiamano Carlo Maria Cipolla, qualcuno Mario!

Altra bizzarria di cui si è resa complice la casa editrice, riguarda l’edizione inglese del libro, la prima in teoria l’ultima in pratica perché le cento copie stampate inizialmente per gli amici dell’autore, non avevano il logo de “Il Mulino” ma recava una banda con scritto The Mad Millers (i “Mugnai matti” letteralmente), uno scherzo dunque, una casa editrice inesistente! Così, mentre la versione definitiva del libretto veniva tradotta in numerose lingue, credo tredici, ebbe la sua prima vera traduzione in inglese solo nel 2011!

Beh, bisognerebbe amare Cipolla e i suoi editori solo per questo lungo e divertente gioco.

Allegro ma non troppo – Carlo M Cipolla – Il Mulino 1988

P.S. ho notato che il libro piace solo a gente intelligente…

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