Serena Rosticci
#MomInTheCity
8 Marzo Mar 2017 1726 08 marzo 2017

Dell'8 marzo e del perché uno sciopero globale è proprio l'ultima cosa che serviva alle donne

AP APTOPIX Spain Students Strike Protest

AVVERTENZA: post altamente impopolare, si sconsiglia la lettura ad acidi, polemici, guerrafondai e deboli di stomaco. Vengo in pace, ma questa la dovevo propri di’, come si dice qui a Roma.

Donne di tutto il mondo, a me l’attenzione: che nessuna di voi oggi alzi un dito, si azzardi ad andare al lavoro o muova un muscolo in casa. Guai a chi laverà i denti a suo figlio o, peggio, si unirà a suo marito (sì, proprio in quel senso, rassegnatevi). Oggi, 8 marzo, ogni attività produttiva e riproduttiva deve essere interrotta. Parola di ‘Non una di meno’ che aderisce e invita ad aderire allo sciopero globale indetto in occasione della Giornata Internazionale della donna.

Premetto: sono la prima a essere contraria a qualsiasi forma di violenza sulla donna e la prima a battersi per ottenere gli stessi diritti di un uomo in qualsiasi ambito, compreso quello lavorativo. Sono una mamma, nessuno sa meglio di me cosa significhi essere discriminata in un posto di lavoro per il tuo desiderio di maternità o perché la sera devi tornare a casa da tua figlia che ti aspetta nascosta dall’armadio per farti “Buh”. E no, non puoi tardare nemmeno un quarto d’ora, pena il soffocamento.

Per i diritti miei, e di quelli di ogni donna, lotto ogni giorno, o almeno ci provo, non voglio essere arrogante. Ma non con questo sciopero. Ritengo che la protesta di oggi non abbia contribuito ad altro che ad andare contro le donne per tutta una serie di motivi.

1. Manca la controparte

Si sa, uno sciopero lo si fa sempre contro qualcosa o qualcuno. I miei diritti vengono a mancare? Bene, mi faccio sentire da chi li ha calpestati, lo metto in difficoltà, sia questo il mio datore di lavoro, che lo Stato stesso. Nel caso specifico dello sciopero di oggi chi sarebbe la controparte che dovrebbe ascoltare? Il genere maschile? I maschilisti tutti? Le donne assoggettate agli stereotipi femminili? Tutti questi soggetti insieme? Mi sembra un po’ tutto troppo campato in aria. Scioperare oggi equivale a farlo contro la fame nel mondo. Nobilissimo, per carità, ma non so quanto porti i suoi frutti.

2. Si sono messe in difficoltà prima di tutto le donne

Mia figlia non è potuta andare a scuola. Ho dovuto cercare e pregare in ginocchio qualcuno che me la tenesse per poi correre ed evitare di perdere l’ultima metropolitana prima della chiusura dei cancelli. Perché al lavoro io, come altre migliaia di donne, oggi sono dovuta andare allo stesso.
Dopo dovrò correre ancora per prendere di nuovo i mezzi pubblici prima della chiusura della fascia di garanzia e poi andare a prendere la bimba e tornare a casa sane e salve. Non so a che ora. Grazie a tutte e a tutti, eh.

3. Perché fa ridere

Scusate, ma che vuol dire ‘Ogni attività produttiva e riproduttiva sarà interrotta’? Qualsiasi cosa faccia, sono io prima di tutto ad averla scelta. A partire dal mio lavoro. Ma prendermi cura della mia famiglia per me non è un lavoro. Vestire mia figlia, farle da mangiare, spazzolarle i capelli, per me non è un lavoro. Unirmi fisicamente a mio marito per me non è un lavoro. Il sesso non è qualcosa che gentilmente si offre. Mi sembra una lotta a suon di dispetti.

4. Perché io lotto ogni giorno

Non mi serve uno sciopero per protestare contro la discriminazione sul posto di lavoro. La mia lotta consiste nell’andarci ogni giorno e dimostrare con la mia intelligenza e con la mia preparazione quanto valgo.

Non mi serve uno sciopero per protestare contro la violenza sulle donne. La mia lotta consiste nell’educare mia figlia a pretendere rispetto. Prima di tutto il suo, poi quello di qualunque altra persona, sia essa un uomo o una donna. Nello spiegarle che un uomo violento è un uomo che non vale niente, che se usa anche ‘solo’ le parole per farla sentire piccola e insulsa, è un uomo che per primo piccolo e insulso ci si sente. E che ha bisogno di uno psicologo, non di una compagna. Che una donna è vita, armonia e amore, e che niente e nessuno può svilirla. E se mai un giorno avrò anche un figlio maschio sarò ben più felice di educare anche lui a questi valori. Anche se l’esempio vale più di mille parole e quello che troverà in suo padre potrà sicuramente essergli di grande aiuto.

Non mi serve uno sciopero per affermare il mio valore in quanto donna. Cerco sempre di dimostrarlo in tutto quello che faccio ogni giorno, nelle mie scelte quotidiane, nei miei piccoli atti di coraggio.

5. Perché i cambiamenti veri non avvengono con una giornata di disservizi

Avvengono invece con il lavoro quotidiano, con l'informazione sacrosanta, quella fatta bene. Con la passione, con la pazienza e con il coraggio. Ma soprattutto con la speranza che prima o poi le nostre lotte smuoveranno le coscienze e le idee rendendo migliore la vita di qualche ragazzina. Siamo donne, queste doti non ci mancano. E per fortuna, siamo pure multitasking.

P.s. Non me ne vogliano le donne che hanno scioperato. Le rispetto e rispetto gli ideali che le hanno mosse. Anzi, alla fine oggi mi hanno regalato un tuffo nel passato, a quando andavo a scuola, era l’8 marzo e non si entrava. Mai.

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