Luca Barni
Banchiere di provincia
11 Marzo Mar 2017 1548 11 marzo 2017

Habemus Apple pay! ( Nuntio vobis gaudium magnum...)

Mobile Payment Apps1

E’ chiaro che ho scomodato la rituale formula Vaticana in un impeto di sarcasmo, perché solo con ironica amarezza posso salutare il fatto che, da oggi, anche con i nostri device apple -che siano smartphone o orologi- sarà possibile pagare la pizza o comprare il regalo alla suocera.

Non che sia una novità, certo. Da tempo immemore si parla di mobile payment. L’unica differenza è che ora a scendere in campo è un player di peso: Cupertino. E nessuno pensi -perché nessuno lo pensa, vero?- che a Tim Cook interessi aiutarvi a pagare velocemente il negozio o il bar. A lui, furbone, la cosa che preme davvero è riuscire a completare le informazioni su quello che conosce dei vostri/nostri comportamenti. Informazioni - quindi database- che poi si tramutano in quattrini veri nell’agone pubblicitario.

Ma, e dico ma, continuo a credere che in tutto ciò che acquistiamo facilmente e velocemente sul web non ci sia alcuna qualità associata. Mi spiego, probabilmente arriveremo a comprare via web anche le Ferrari (bhe, forse le Smart…), ma sempre prodotti saranno. Non servizi, dove le persone contano, eccome.

Ho già scritto in questo spazio cosa significherà per le banche lo sviluppo delle applicazioni tecnologiche: un destino ineluttabile, che oggi ha subito l’ennesima accelerazione verso la disintermediazione. Ma, e dico ma, continuo a credere che in tutto ciò che acquistiamo facilmente e velocemente sul web non ci sia alcuna qualità associata. Mi spiego, probabilmente arriveremo a comprare via web anche le Ferrari (bhe, forse le Smart…), ma sempre prodotti saranno. Non servizi, dove le persone contano, eccome.

Lo ha detto anche la più grande (dimensionalmente) delle banche italiane, che sul web e via app ormai offre di tutto, e che al convegno “Abi dimensione cliente” dello scorso anno ha ribadito la volontà di riportare il cliente in filiale.

Perché la consulenza, al contrario del mobile payment, continua e continuerà ad essere marcata dalla approfondita conoscenza della materia trattata, dall’esperienza sulla stessa acquisita e, soprattutto, dalla relazione diretta ed empatica col cliente. In una parola, continuerà ad essere Personalizzazione.

Perché la consulenza, al contrario del mobile payment, continua e continuerà ad essere marcata dalla approfondita conoscenza della materia trattata, dall’esperienza sulla stessa acquisita e, soprattutto, dalla relazione diretta ed empatica col cliente

In una parola, continuerà ad essere Personalizzazione.

E così mi sovvengono le parole di Alberto Antonietti, managing director di Accenture, che dopo aver elogiato il necessario sviluppo tecnologico odierno, postula che «l’ultimo miglio sarà ancora centrato sulle persone».

Del resto il web è fatto da algoritmi, asettici, come quelli legati ai robo advisor, su cui l’industria fin-tech scommette molto e in cui, come sappiamo, si cerca la sintesi tra tecnologie e finanza. E cosa sono questi algoritmi se non delle regole che profilano le persone in base a delle indicazioni che quelle stesse persone hanno dato...database?

Del resto il web è fatto da algoritmi, asettici, come quelli legati ai robo advisor, su cui l’industria fin-tech scommette molto e in cui, come sappiamo, si cerca la sintesi tra tecnologie e finanza. E cosa sono questi algoritmi se non delle regole che profilano le persone in base a delle indicazioni che quelle stesse persone hanno dato...database?

Il problema, e qui casca l’asino, è se quegli algoritmi sono davvero stati elaborati con il reale obiettivo di stare dalla parte del cliente consumatore?

Rispondete un po’ quel che volete: da parte mia non ci credo.

E così in questo scenario, probabilmente restando un inguaribile ottimista, credo proprio che il nostro futuro di banche cooperative e locali sarà garantito ancora per un bel po’.

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