Alberto Ciapparoni
ilGraffio
14 Marzo Mar 2017 1254 14 marzo 2017

2018, il governo, Gentiloni e il fattore S (come salute)

Getty Images 630457410

Chi pensa di andare alla urne presto si sbaglia di grosso. Renzi, Salvini, Meloni e Grillo si mettano il cuore in pace, perché succederà esattamente il contrario. E tutti i parlamentari stiano tranquilli: siederanno sul loro scranno ben oltre settembre prossimo, cioè ben oltre la possibilità di maturare il vitalizio. La durata della legislatura verrà spostata fino all' ultimo giorno utile consentito e torneremo a votare a maggio del 2018.

Il motivo è presto raccontato: il Parlamento dura in carica 5 anni, dalla prima riunione che, nel 2013, fu tenuta il 15 marzo, significa il 15 marzo 2018. Quindi, all'articolo 61 della Costituzione sta scritto che le elezioni delle nuove Camere avranno luogo «entro 70 giorni» dalla fine delle precedenti. Da qui la data del 24 maggio dell’anno prossimo. L' ultima parola spetta sempre al Capo dello Stato, il quale scioglie le Camere «sentiti i rispettivi Presidenti».

Ma lo scenario che abbiamo descritto è quello più gettonato in queste ore nei Palazzi romani. Non solo. Gira anche il nome del nuovo Presidente del Consiglio, vale a dire Paolo Gentiloni: è lui il vecchio/nuovo che avanza. Con una nuova legge elettorale proporzionale l’attuale premier può trovare l’appoggio pure di Silvio Berlusconi (e di Fi). C’è solo una variabile importante da monitorare, ossia il fattore S. Cioè la salute di Gentiloni, dopo il recente intervento al cuore, e quella di Berlusconi, ormai ottantenne. Se le condizione di salute di ‘Paolo’ e ‘Silvio’ saranno buone, siamo pronti a scommettere su quanto scritto, altrimenti si riaprono tutti i giochi…

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