Rosario Pipolo
L'ambulante
15 Marzo Mar 2017 0830 15 marzo 2017

#ChallengeAccepted, non accettare “sfide” dagli sciacalli che speculano sui malati terminali di Cancro

Facebook Challenge

Vi sarete accorti dell'invasione su Facebook di foto di “come eravamo” in un 13 marzo che tutto sommato sarebbe potuto passare inosservato. Un atto di pirateria nostalgica in nome del narcisismo social che incombe su di noi come la spada arrugginita di Damocle?

No, semplicemente “una catena di Sant’Antonio”, ovvero un remake dell'anno scorso in cui il calderone social si riempì di foto in bianco e nero a supporto della lotta contro il Cancro. Quanti di noi sapevano il significato di questo gesto social?
Facendo una perlustrazione delle migliaia di foto postate, raramente si incrociava quella accompagnata dall'hashtag dedicato #ChallengeAccepted. Prima diciamo ai nostri bimbi di non accettare caramelle dagli sconosciuti e poi ci concediamo il lusso di accettare una sfida?

Piuttosto dovremmo imparare a riconoscere gli sciacalli che speculano sui malati terminali di tumore e non accettare sfide da gente senza scrupoli. È accaduto recentemente all'Istituto Tumori Pascale di Napoli. Il lucro sui pazienti ha portato all'arresto di una nuova banda bassotti che mortifica la Sanità Pubblica e i camici bianchi che salvano vite tutti i giorni in un regime di trasparenza e onestà.

Mentre il revival facebookiano insisteva su una devastazione fotografica da Prima Repubblica, lo scandalo nella struttura ospedaliera partenopea ci ha riportato ai tempi della tangentopoli della Sanità dei De Lorenzo.
Non accettiamo né sfide dagli sconosciuti né dagli sciacalli, ma accettiamo la sfida di fare da sentinelle su questo business lercio che contamina il diritto alla salute per tutti. In tal senso il Ministero della Salute dovrebbe essere il primo vigilante non solo nel rispetto degli ammalati di Cancro, ma anche di chi tutti i giorni battaglia al loro fianco.

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