Alberto Ciapparoni
ilGraffio
21 Marzo Mar 2017 1337 21 marzo 2017

M5S, Pd, Lega, Fi e i sondaggi sbagliati

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Le ultimissime intenzioni di voto danno il M5S sopra il Pd di 5 punti, gli scissionisti Pd che non decollano, e a destra il solito testa a testa Fi-Lega. Epperò, epperò…Vi ricordate le ultime Europee? Nessuno avrebbe scommesso sul 40 per cento dei Dem, eppure è accaduto. Be’, come allora, i dati attuali sopravvalutano i Cinque Stelle.

Primo, la prova di governo estremamente negativa a Roma alla fine avrà un suo rilievo. Secondo, un conto è dare una preferenza adesso, un conto sotto il voto: gli incerti sono calcolati intorno al 30 per cento, un numero importante. Terzo, i sondaggi raccolgono un umore, questo è innegabile, ma non riescono sempre a interpretare la realtà: i casi Brexit e Trump dovrebbero aver insegnato qualcosa. E questo vale pure a favore dei grillini: le percentuale con cui Virginia Raggi ha vinto nella Capitale al secondo turno docet (pure in questa occasione, azzeccata da pochissimi, era prevista molto più bassa…).

Insomma, la tesi è la seguente: i pentastellati avranno sì un buon risultato ma non nelle dimensioni descritte ora. Matteo Renzi, probabilmente sarà comunque lui il nuovo Segretario Pd, saprà riattrarre un po’ di consensi, e il centrodestra, se giocherà bene le sue carte, avrà ottime possibilità di recupero.

Ci sono un po’ di ‘se’ naturalmente in questo ragionamento, ma le indicazioni sono abbastanza chiare. Bisogna sempre cercare di andare oltre e di interpretare: la Rete per esempio dimostra chiaramente il successo dei Cinque Stelle, ma se non ci si ferma alla superficie e si scava in profondità, c’è sì una società arrabbiata, confusa, disastrata, a caccia di una soluzione: però quella soluzione, per i motivi esposti, non sarà Beppe Grillo. Piaccia o meno.

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