Elisabetta Favale
E(li's)books
31 Marzo Mar 2017 1658 31 marzo 2017

L'indice di un libro

Ballard2

Tra le mille cose che leggo (di solito all’alba), mi è capitato un interessante articolo che parlava di “indici”, gli indici dei libri, più precisamente parlava di coloro i quali scrivono gli indici.

In our Google era, indexers are the unsung heroes of the publishing world

Come dire che: nell’era di google coloro che scrivono gli indici sono gli eroi non celebrati del mondo dell’editoria.

Nell’articolo il giornalista cita Douglas Hofstadter e uno dei suoi più famosi libri che io ho letto un milione di anni fa: Gödel, Escher, Bach in cui si da molta importanza all’indice, anzi, si fa notare che un indice ben fatto può essere un vero capolavoro.

Nel Regno Unito esiste una “società degli scrittori di indici” (non so come tradurre Society of Indexers società degli indicizzatori? ) che quest’anno ha fatto l’anniversario di diamante e suggerisce di istituire la giornata nazionale dedicata agli “indexers” il 30 marzo!!!!

Gli Indixers sono dei nerd, spiega il presidente onorario della società degli indexers, che lamentano il fatto di essere bistrattati dall’industria editoriale, non si sentono capiti e il loro lavoro viene sminuito quando invece dall’indice, dicono, si capisce davvero l’essenza di un libro.

Nell’epoca di Google e degli algoritmi, si cerca di affidare alle macchine questo importante compito a danno della qualità del libro stesso.

Chi scrive un indice, quindi una persona non una macchina, fornisce al lettore una mappa per navigare nel testo che un algoritmo non può fornire, almeno non nello stesso modo.

Allora sono andata a ripescare JG Ballard che ha scritto un racconto breve intitolato “The Index” pubblicato nel 1977 su The Paris Review che ho letto. Ballard in questa storia gioca con il lettore, il protagonista è un personaggio misterioso, tale Henry Rhodes Hamilton un uomo sconosciuto a tutti pur essendo incredibilmente influente, il confidente di uomini potenti e l’amante delle loro mogli!

Tutto viene raccontato in modo schematico, proprio come un indice e importanti fatti della storia moderna ridotti ad una riga, esempio: “Hitler, Adolf, invites HRH to Berchtesgaden, 166; divulges Russia invasion plans, 172; impresses HRH, 179; disappoints HRH, 181”

vien da sorridere no?

E ancora:

United Nations Assembly, seized by Perfect Light Movement, 695 – 9; HRH addresses, 696; HRH calls for world war against United States and USSR, 698
Versailles, Perfect Light Movement attempts to purchase, 621
Vogue (magazine), 356
Westminster Abbey, arrest of HRH by Special Branch, 704
Wight, Isle of, incarceration of HRH, 712 – 69
Windsor, House of, HRH challenges legitimacy of, 588

Io dico: lunga vita agli indexers … che non vengano soppiantati dagli algoritmi!!!!

Ho sostenuto la campagna su Twitter con l’hastag #indexday perché l’appello era: You could even tweet your favourite under #indexday and consider it “recognition, act of”.

Come resistere?

Qui il sito internet della società degli indexers

http://www.indexers.org.uk/

“Short stories are the loose change in the treasury of fiction, easily ignored beside the wealth of novels available, an over-valued currency that often turns out to be counterfeit. At its best, in Borges, Ray Bradbury and Edgar Allan Poe, the short story is coined from precious metal, a glint of gold that will glow for ever in the deep purse of your imagination.” JG BALLARD

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