Elisabetta Favale
E(li's)books
4 Aprile Apr 2017 0842 04 aprile 2017

La passione secondo Matteo di Paolo Zardi

Cover La Passione Secondo Matteo Paolo Zardi Neo Edizioni

Parlare di questo libro non è facilissimo. Intanto vi copio quello che trovare scritto nel sito della casa editrice Neo quando cercate il titolo, giusto per avere una idea della trama. Come al solito, essendo io solo una lettrice che racconta semplicemente le emozioni o i pensieri che una storia lascia, non mi soffermerò su analisi del testo o dello stile ma solo sulle cose che mi hanno colpita. La difficoltà sta nel dire e non dire per evitare lo spoiler che qui sarebbe imperdonabile …

La Passione secondo Matteo

Paolo Zardi

Il viaggio di un uomo che sceglie di partire, nonostante a chiederlo sia il padre che non ha mai avuto.

Una telefonata sveglia Matteo all’alba mentre è in vacanza con la sua famiglia. All’altro capo la voce di un uomo che conosce appena. Suo padre lo sta chiamando da un passato rimosso. Gli chiede di incontrare la sorellastra, che conosce appena e il cui unico ricordo è intriso di una sensualità acerba, e insieme raggiungerlo in una remota città ucraina. Matteo non sa ancora quanto quel viaggio lo porterà lontano, né se avrà la forza di realizzare l’ultima volontà di un uomo morente la cui assenza ne ha scolpito il carattere, le chiusure, la vita intera.

Come nell’opera di Bach, è l’umano il fulcro di questo romanzo. Un umano dimenticato, fatto di debolezze e rancori, di pulsioni e desideri, di una grazia terrena e scabrosa capace di contemplare dentro di sé il proprio contrario.

Detto ciò.

La Passione secondo Matteo è un’opera di Bach che il padre di Paolo Zardi ascoltava e da cui lui è partito per trarre ispirazione e costruire una storia fatta di sentimenti molto intimi, talvolta inconfessabili.

Il Matteo di cui ci parla è un ingegnere cresciuto nella provincia veneta all’insegna di una educazione cattolica quasi al limite dell’integralismo.

Fino ai 13 anni ha vissuto con sua madre, una pia donna che lo aveva concepito senza mai rivelare chi fosse il padre ma, tale era la sua onestà e integrità morale nell’ambito della comunità, che questa “macchia” fu cancellata senza troppi problemi e senza che alcuno cercasse di indagare (il lettore scoprirà molto dopo come erano andate le cose). Una donna di cui si sa poco, più che altro perché nel momento in cui Matteo racconta la sua storia è ormai un adulto e sua madre è morta da tempo.

Matteo, in fondo ancora abbastanza giovane, è già consumato dagli obblighi della vita, vive nel ricordo della madre che pur avendolo educato nel rispetto della “volontà del Signore” era riuscita con due soli atti plateali (il suo concepimento al di fuori del matrimonio e la sua morte) a sconvolgere l’intera vita del figlio.

Matteo desidera diventare sacerdote, desiderio che però si trasformerà in una rinuncia (non viene chiarito esplicitamente il perché) senza però abbandonare la fede e l’idea che bisognasse vivere nella consapevolezza del sacrificio di Cristo e, di conseguenza, del proprio.

L’opera di Bach, da cui Paolo Zardi ha tratto ispirazione, racconta la cerimonia della morte di Cristo che viene intesa come il punto d’arrivo, la sofferenza estrema del Signore è molto più importante della Resurrezione a cui invece Bach non fa mai riferimento.

Così il Matteo del libro, soffre non tanto per le traversie della vita quanto piuttosto per la consapevolezza della natura di peccatori riservata agli uomini e crede che l’espiazione sia più importante della redenzione, o così l’ho visto io...

Come Gesù che San Paolo descrive “obbediente fino alla morte e alla morte di croce”, così Matteo.

Il senso dell’obbedienza è molto forte in lui, tanto è che, chiamato dal padre che aveva visto solo di sfuggita dopo la morte della madre (un padre che non si era mai occupato di lui era cresciuto orfano di questa figura genitoriale fin dalla nascita) non esita neppure un istante e parte per andare in Ucraina dove viveva, risponde alla chiamata.

Accanto a lui sua sorella che suo padre aveva avuto con una donna molto diversa da sua madre ma che, come sua madre, non aveva mai sposato.

Matteo aveva conosciuto la sorella subito dopo la morte della mamma quando suo padre lo aveva raggiunto e affidato alla famiglia dell’altra sua ex, in Sicilia.

Giulia è una donna instabile, affamata di affetto, conduce una vita sregolata, non ha un mestiere, non ha una casa dignitosa e neppure qualcuno che le voglia bene.

Giulia è sensuale, è istintiva e a Matteo è sempre piaciuta ma non come una sorella piace ad un fratello, fin da piccolo aveva compreso che riusciva a dargli sensazioni mai provate, ricordava quando, a pochi giorni dalla morte di sua madre, stretto a Giulia sul motorino nel caldo della Sicilia, si sentì libero, quasi inebriato da quella situazione seppure conseguenza di un evento tragico.

Si perderanno di vista i due, per moltissimi anni.

Nei confronti del padre Matteo coverà un rancore profondo che neppure la fede gli permetterà di superare. Matteo farà carriera, diventerà un ingegnere perfettamente “assoggettato” alla policy dell’azienda, si sposerà con una brava ragazza, avrà due figli gemelli.

E’ a questo punto che tutto viene messo in discussione e succede proprio a causa del carattere di Matteo, di questa sua tendenza alla “imitatio Christi”, quando Giovanni, suo padre, chiede a lui e sua sorella di andarlo a trovare decide senza esitare di intraprendere un viaggio che gli costerà moltissimo sotto tanti punti di vista, persino lavorativo.

Giovanni, Giulia, Matteo, così divide il libro Paolo Zardi, per ognuno di loro traccerà un ritratto.

A me è piaciuto moltissimo quello di Giovanni, il padre.

Mi è piaciuto per il modo in cui quest’uomo racconta le sue debolezze, le sue paure, la descrizione di quello che la malattia (degenerativa del sistema nervoso ) di cui è affetto gli sta togliendo di giorno in giorno è toccante.

Giovanni ha avuto una vita sregolata: donne, eccessi, menzogne, incapacità di prendere sul serio qualunque cosa. Giovanni non si è mai sentito un padre e ora, alla resa dei conti si trova a dover chiedere a quei due figli qualcosa di grande, devono concedergli la pietas di cui ha bisogno per lenire le sofferenze sempre più difficili da sopportare e che gli stanno togliendo ciò a cui tiene di più: la dignità.

Non posso raccontare cosa chiederà Giovanni ai figli ma sarà una cosa importante e chi ne uscirà più cambiato sarà Matteo che in virtù di quel senso di obbedienza filiale (nonostante tutto) ancora una volta sacrificherà la sua libertà assoggettandosi all’obbedienza cristiana che tuttavia, forse, finirà per affrancarlo una volta per tutte dalla vita che si era trovato a vivere.

Argomenti difficili da trattare caro Paolo Zardi, le tentazioni a cui il povero Matteo sarà sottoposto sono un fardello difficile da portare, il “peccato” che si insinua nella famiglia per mano dei suoi stessi componenti è troppo lontano dall’idea che il nostro protagonista ha dell’amore di un padre per i figli, di un fratello verso una sorella.

Una storia di crescita, la crescita di un adulto che probabilmente troverà una via di riscatto proprio dove fino a quel momento non aveva visto altro che la perdizione.

Commuove l’immagine di Giovanni che, arrivato alla fine, con quel figlio accanto, un figlio che non aveva mai conosciuto ma di cui aveva intuito tanto, canta con voce rotta quella Passione secondo Matteo di Bach che tanti anni prima suo figlio a sua volta aveva cantato.

Ho letto che Paolo Zardi è stato in Ucraina, ho apprezzato molto la descrizione che ne fa dal punto di vista sociale ed economico, me ne ha fatto quasi sentire l’odore e intuire i colori.

Incontrerò Paolo a Roma questo sabato, 8 aprile e non vedo l’ora, è un libro di cui si vuol sentire raccontare, anche dopo averlo letto.

La passione secondo Matteo - Paolo Zardi - Neo - 2017

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