Simone Galimberti
Banca(rotta)
5 Aprile Apr 2017 1515 05 aprile 2017

L'indecisione e l'inerzia degli ultimi Governi succedutisi finirà per compromettere irreparabilmente il sistema bancario

Indeciso

Nell'ultimo post dal titolo Crisi bancarie e Governo: la "strategia dello struzzo" trova un'ulteriore conferma nelle dichiarazioni di Luigi Zanda (PD) avevamo preso in considerazione quello che è sotto gli occhi di tutti: la "politica a vista" in materia di banche e crisi finanziaria da parte degli ultimi Governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

Purtroppo gli eventi degli ultimi giorni, in merito alla vicende delle banche venete e di quella senese, non fanno che avvalorare la tesi di chi sostiene che il Governo non sa che pesci prendere e che si limita ad emanare provvedimenti tampone, che hanno, di volta in volta, la stessa efficacia di un'aspirina per un malcapitato travolto da un autotreno in corsa.

In merito di crisi finanziarie, quindi, vorremmo ricordare cosa disse qualche anno fa un personaggio che non è proprio il classico "ultimo arrivato": Timothy Franz Geithner.

Per chi non lo conoscesse, ricordiamo che trattasi di un politico, economista e banchiere statunitense che, fra le altre cose, dal gennaio 2009 al febbraio 2013 ha ricoperto il ruolo di Segretario al Tesoro degli Stati Uniti nell'Amministrazione Obama, provenendo dai precedenti esperienze in qualità di presidente della sezione di New York della Federal Reserve e di vicepresidente del Federal Open Market Committee (FOMC).

Aldilà, quindi, del giudizio che si può esprimere sulla sua azione governativa, siamo di fronte ad un tecnico "prestato" alla politica, che è sicuramente interessante ascoltare quando parla.

Ciò premesso, che cosa ha detto di così interessante Timothy F. Geithner che la classe politica italiana dovrebbe tenere assolutamente in mente quale priorità assoluta?

In un libro che ha mandato alle stampe circa tre anni fa circa dal titolo Stress Test: Reflections on Financial Crises dell'editore Cornerstone Digital si legge quanto segue:

The money we helped deploy to countries in crisis was critical, but money can’t compensate for the absence of political will.

frase che in una traduzione italiana, libera ma assolutamente rigorosa, potrebbe suonare così:

Il denaro che abbiamo aiutato a riversare sugli Stati in crisi è stato fondamentale, ma il denaro da solo non può in alcun modo compensare l'assenza di una volontà politica.

Traduciamo per i non addetti e riportiamo questa frase ai giorni nostri ed alla realtà europea (e non statunitense):

che la B.C.E. stia inondando il mercato di denaro tramite il riacquisto di titoli governativi può forse essere cosa buona e giusta, ma sicuramente non può bastare da sola.

Ci dovrebbe essere dietro una politica governativa bancaria unitaria che non si vede né nell'orizzonte europeo (in cui la Commissione Europea è sostanzialmente guidata dai Paesi forti quali la Germania, che è "più uguale" degli altri), né tantomeno nel più ristretto orizzonte italiano, nel quale casi similari sono stati politicamente trattati in maniera del tutto differente (vedansi le vicende delle quattro "banchette" risolte, di M.P.S., delle banche venete, etc.).

In questo marasma politico e finanziario l'unica strada sarebbe quella di perseguire obiettivi non di corto-cortissimo respiro, bensì di medio-lungo termine, ridando, con l'impulso della politica, credibilità all'intero sistema bancario e facendo ritornare la fiducia dei risparmiatori/investitori che finora si sono sentiti solamente "vacche da mungere" all'occorrenza.

La domanda, quindi, è centrale e molto delicata e dovrà trovare una risposta quanto prima, che lo si voglia o no:

chi, nell'attuale panorama politico italiano, ha la forza, l'autorevolezza e la voglia di caricarsi sulle spalle la difficile situazione bancaria e prendere decisioni (anche impopolari eventualmente) che mettano le mani seriamente al nodo centrale della governance bancaria e delle sofferenze del sistema bancario?

E' in gioco il destino di un Paese, nel quale gli scenari futuri saranno riscritti dalla risposta che si darà o non si darà alla domanda di cui sopra.

[Ricordiamo che chiunque volesse suggerire degli argomenti da trattare nei prossimi
posts,  commentare le argomentazioni svolte,  chiedere informazioni e/o chiarimenti
in merito ai temi trattati ovvero semplicemente contattare l'autore di  questo blog
per uno scambio di opinioni, può scrivere a:  sg.blog.linkiesta@studioconfini.it  ]
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook