Daniele Grassucci
Dopo Skuola
7 Aprile Apr 2017 1541 07 aprile 2017

Nuova Maturità: ammessa (poca) ignoranza ma tolleranza zero sui bulli

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Diciamoci la verità, tutto il dibattito sulle deleghe (ben 8) della Buona Scuola approvate dal CdM a Gennaio, in questi mesi si era polarizzato praticamente su un solo tema: il paventato ritorno del 6 politico. Questo perché si ipotizzava di ammettere agli esami di Maturità tutti quelli che, pur insufficienti in alcune materie, avessero comunque la media del sei. Apriti cielo: fiumi di parole nei confronti di un provvedimento che tutto sommato riportava le cose allo stesso stato in cui erano con l’originaria riforma Berlinguer di metà anni novanta, poi corretta a metà anni zero alla ricerca di una scuola più rigorosa. Talmente rigorosa che negli ultimi anni il 6 politico era una realtà di fatto, visto che i promossi all’esame di stato viaggiano su cifre vicine al 99% e i non ammessi intorno al 5%.

Così a Viale Trastevere, dimostrando un certo senso di pragmatismo, hanno deciso di accontentare le commissioni parlamentari e la pubblica opinione vincolando l’ammissione al raggiungimento del 6 in tutte le materie ma concedendo una discrezionalità al consiglio di classe in caso di una sola insufficienza. Anche senza la norma, era prassi tra i consigli di classe trasformare qualche 5 in un più rotondo 6. Insomma l’esame continuerà ad essere, se non cambiano i contenuti delle prove scritte e orali, una pura e semplice trivialità di cui faremmo volentieri a meno se non lo avessimo assunto ad essere l’unico (e ultimo rimasto) rito di passaggio verso l’età adulta.

Tuttavia la Ministra ha sottolineato un aspetto che finora era mancato all’esame: non servirà solo a dare un voto inutile, tanto da non essere considerato nemmeno un po’ in nessun test d’ingresso universitario, ma certificherà la maturità dello studente in quanto cittadino. O meglio c’è un tentativo di porre l’accento anche su questo aspetto. In che modo? Intanto non ammettendo quelli che hanno un voto in condotta inferiore al sei. Su questo aspetto sì c’è tolleranza zero. E la Ministra ha voluto collegare questo aspetto proprio alle politiche contro il bullismo che il MIUR sta portando avanti. E poi introducendo la valutazione delle competenze in ‘Cittadinanza e Costituzione’, che saranno anche oggetto di colloquio anche all’Esame di Maturità. Come anche a quello di Terza Media. Sembra quasi che ci sia lo zampino di Luigi Berlinguer, che a Skuola.net aveva dichiarato “ l’esame finale va ripensato come un vero e proprio esame della maturità dello studente ma anche del cittadino. Chi termina un percorso scolastico deve essere una persona colta ma anche un buon cittadino”.


In un tempo in cui il bullismo e il cyberbulismo crescono tra gli adolescenti con percentuali a doppia cifra di anno in anno, conditi da episodi scioccanti come i fatti di Alatri, si sta cercando di dare un messaggio preciso al sistema scolastico. Non basta conoscere Dante e Manzoni, ma bisogna anche sapersi comportare e stare al mondo, dimostrando di conoscere le regole del gioco e della convivenza civile. Chiaramente questo dovrà essere supportato da azioni concrete nel corso degli studi, però è indubbio che una prima svolta è stata fatta. Peccato che tutti continueranno a commentare i provvedimenti di oggi come la sconfitta del 6 politico.

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